I VACCINI AL GIORNO D’OGGI

I VACCINI AL GIORNO D’OGGI

2019-05-14T17:15:17+00:00 13 Maggio 2019|

Il nostro sistema di difesa, che ci protegge dalle malattie infettive, si è evoluto nel corso di qualche millennio, in parallelo agli stratagemmi che i microorganismi hanno messo in atto per attivare il processo d’infezione. Prima di capire il processo scientifico di base sono stati attuati, nella pratica medica, innumerevoli rimedi e terapie. Anche in merito ai vaccini non vi è eccezione: i metodi per la prevenzione delle malattie si sono sviluppati per tentativi, prove ed errori prima di individuarne un’eventuale validità.

Il vaccino può essere definito come una preparazione rivolta a indurre la produzione di anticorpi protettivi da parte dell’organismo, conferendo una resistenza specifica nei confronti di una determinata malattia infettiva (virale, batterica, protozoaria). L’azione della vaccinazione risiede in meccanismi fisiologici che sfruttano principalmente il concetto di memoria immunologica. Si distinguono quindi:

  1. Vaccinazioni preventive o profilattiche volte a prevenire le malattie infettive e parassitarie;

2.Vaccinazioni terapeutiche o curative utilizzate specialmente nel passato, allo scopo di attivare la risposta anticorpale;

  1. Vaccinazioni desensibilizzanti impiegate per controllare patologie dovute a fenomeni di ipersensibilità.

Verso la metà del Novecento, i vaccini assumono un ruolo fondamentale nella comunità e sembrano sull’orlo di poter sconfiggere per sempre le malattie infettive. In effetti il loro contributo è stato determinante perché, grazie ai grandi progressi ottenuti in materia scientifica, (come la scoperta del DNA ricombinante, dei vaccini coniugati, della genomica e della bioinformatica) sono stati in grado, nell’ultimo secolo, di salvare più vite umane di ogni altro intervento medico trasformando alcune delle malattie più gravi e mortali in un semplice ricordo.

Alla luce del vivo dibattito sul disegno di legge in merito ai provvedimenti per la riforma delle politiche vaccinali ed al superamento della legge Lorenzin, viene spontaneo domandarsi:

Sappiamo valutare i rischi che un vaccino può comportare? Più vaccini somministrati insieme sono sicuri?

Purtroppo, al giorno d’oggi, la valutazione dei rischi non è sempre semplice. Infatti, bisogna tenere presente che prima di ottenere l’autorizzazione all’uso di un vaccino questo viene precedentemente testato su un numero variabile di individui che va da circa 5.000 fino ad arrivare a 100.000. Va tenuto conto però che in alcuni casi, gli effetti collaterali hanno un’incidenza pari o inferiore a 1 su 5000 non sempre evidenziabile durante i test clinici. È per questo motivo che la valutazione degli eventuali effetti collaterali continua da parte delle Autorità di controllo sulla Salute Pubblica anche quando i vaccini sono entrati in uso.

C’è inoltre da dire che i vaccini, ad oggi, sono completamente cambiati. Fino al secolo scorso ogni vaccino veniva preparato attraverso l’iniezione dell’intero microorganismo che veniva così ucciso o attenuato. Oggi, invece, i vaccini sono progettati tramite modelli molecolari ed esperimenti di laboratorio che permettono di inserire solo alcune parti (quelle necessarie) del virus stimolando una risposta immune specifica.

La comunità scientifica ha dimostrato inoltre che, la combinazione di più vaccini provoca risposte immuni paragonabili a quelle sviluppate a seguito di un singolo vaccino. In aggiunta, il sistema immunitario di un bambino piccolo, sebbene relativamente immaturo, è già capace di generare numerose risposte di difesa. I progressi tecnologici sono stati in grado di ridurre il carico immunologico dei vaccini senza indebolire il sistema immunitario, dal momento che bambini vaccinati e non vaccinati sono ugualmente suscettibili a infezioni che non sono prevenute da vaccini.

In conclusione, le nuove tecnologie permettono di rendere inoffensivi i virus e i batteri che in passato sembravano impossibili da sconfiggere, riducendo o eliminando del tutto, le malattie più gravi. È importante sottolineare però che gli agenti patogeni scatenanti tali patologie non sono contestualmente scomparsi.

Fonti

Autore:

Biologa specializzata in Scienze molecolari, cellulari e fisiopatologiche