• Dott. Stefano Polistina, Specialista in Anestesiologia, Fisiopatologia e FKT respiratoria, Esperto in Osteopatia e Omeopatia, Responsabile Direzione Scientifica AIFROMM “Accademia Internazionale di Formazione e Ricerca in Osteopatia e Medicina”

    Titolo Relazione: RIFLESSOTERAPIA OLOGRAFICAⓇ : diagnosi e terapia neurofunzionale con le somatotopie cutanee

    Abstract. Le riflessoterapie sono state spesso considerate “con sufficienza” in ambito medico e relegate a “fenomeno new age”,  al limite del folclorismo e dello sciamanesimo.
    Fortunatamente numerosi autori (Bourdiol, Bossy, Nogier, Alimi…) hanno preso in considerazione queste opportunità terapeutiche, le hanno studiate e verificate, e ne hanno descritto le basi neurofisiologiche ed embriologiche, nonché le indicazioni e i limiti. Pochi autori tuttavia ne hanno effettuato una sintesi e stilato linee guida di utilizzo globale nella pratica clinica.
    La Riflessoterapia OlograficaⓇ è frutto di un lavoro di sintesi scientifica iniziato dal dott. Reneè Jacques Bourdiol, dove la conoscenza della neurofisiologia moderna applicata alla riflessologia ha condotto fino all’ideazione del metodo neurofunzionale.
    I meccanismi di funzione neurologica spiegano la presenza reale delle zone cutanee usate in riflessologia: ologrammi ripetuti in più parti del corpo che sono rappresentazioni di tutto l’uomo e delle sue specifiche funzioni.
    Le mappe cutanee, scientificamente definite “somatotopie  cutanee”, come quelle più conosciute che si trovano sul piede o sull’orecchio, ma anche su altre zone come la mano, la faccia, il cranio, sono sede di ologrammi specifici per ogni determinata funzione neurologica (motoria, emozionale, neurovegetativa…..).
    Conoscere i meccanismi neurologici della fisiologia umana ci permette di intuire e ricercare sulla superficie cutanea i punti riflessi che sono rappresentazione di quella determinata funzione in quel determinato organo e in quel determinato contesto. Le somatotopie sono la “rappresentazione neurofunzionale” e non la rappresentazione anatomica di un determinato sistema od organo.
    Le “somatotopie cutanee” sono una realtà tessutale, palpabile manualmente e detettabile elettricamente. Rintracciabili e “accese” solo nel caso di alterazione di quella determinata funzione, in quell’individuo, in quell’istante.
    Ci troviamo dunque di fronte ad un fantastico “ectoderma cutaneo” che, come un grande pannello di controllo, ci guida nella diagnosi della disfunzione “neuroectodermica” e nella conseguente azione di trattamento, che può essere locale (sulla somatotopia) oppure a distanza (a livello della parte corporea in disfunzione).
    Le somatotopie del piede, della mano, dell’orecchio, della faccia, del cranio, sono altrettante rappresentazioni olografiche di funzioni neurologiche ridondanti che mantengono la disfunzione e portano alla patologia. La loro realtà è spiegabile con le conoscenze embriologiche e le neuroscienze moderne.  La loro semplice palpazione può dare indicazioni circa la localizzazione e l’eziologia della disfunzione in quell’individuo e, di qualunque natura sia il trattamento, rappresentarci in tempo reale l’efficacia dello stesso attraverso la scomparsa della zona tessutale attiva!
    La Riflessoterapia OlograficaⓇ è dunque uno strumento flessibile di diagnosi e trattamento neurofunzionale, efficace in sé, ma anche integrabile con altre tecniche terapeutiche come la medicina manuale, l’osteopatia, le terapie frequenziali, delle quali rinforza l’efficacia e ne semplifica l’iter diagnostico.

 

  • Dott.ssa Gemma D’Angelo, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva, Esperta in Agopuntura, Agopuntura Addominale e Ombelicale, Omeopatia di Risonanza; Consigliere FISA, presidente AMADELL (Associazione Medici Agopuntori Del Levante), presidente ASIAA (Associazione Scientifica Italiana Agopuntura Addominale)

    Titolo Relazione: Sessione pratico introduttiva alla Agopuntura addominale e ombelicale

    Abstract. L’addominoagopuntura, costola primaria della somatoagopuntura, nasce in Cina circa 30 anni fa, quando il prof. Zhi Yun Bo riesce a trattare con successo un paziente affetto da lombosciatalgia acuta,resistente alle altre terapie, infiggendo solo I punti 4 e 6 CV. A fronte di questo straordinario risultato, il prof Bo, comincia un approfondito lavoro di ricerca sistemica sui meridiani addominali,sulla loro topografia,sulle  loro funzioni e sulla dinamica strutturale dei loro punti. Ciò gli consente di portare alla luce una medicina cinese ancora più antica di quella a noi nota e con un enorme potenziale terapeutico, in grado di riequilibrare in tempo reale la circolazione del sangue e dell’energia. Tali caratteristiche conferiscono a questa metodica una specificità davvero unica, in grado di realizzare : velocità rapidissima in termini di risposta terapeutica, riequilibrio del sistema interno degli organi e dei visceri,stabilità dei risultati ottenuti. Rivolta nelle fasi iniziali di apprendimento, principalmente al trattamento del dolore in generale e alle patologie dell’apparato osteomuscolare, nelle fasi successive consente di apprendere il trattamento di patologie interne dei sistemi gastro intestinale,polmonare,urologico,ginecologico, ed anche di patologie neurologiche. La relazione si prefigge di aumentare le opportunità terapeutiche con l’utilizzo dell’addominoagopuntura come terapia integrativa, nell’ambito della moderna medicina per varie tipologie di patologia, le sue indicazioni principali sono :
    Trattamento del dolore acuto e cronico dell’apparato osteomuscolare,
    Malattia croniche di lunga data, come ad esempio : demenza senile, arteriosclerosi cerebrale, patologie cardiovascolari, ipertensione, malattie psichiche.
    Squilibrio funzionale degli organi interni.
    Patologie che senza essere croniche, sono collegate con il deficit di Zheng Qi (Qi difensivo), come per esempio le periartriti scapolo omerali e la sciatica, l’artrite, Sclerosi multipla, cervicale, lombalgia, ipoestesia o pesantezza degli arti inferiori.
    La relazione si propone anche  di fornire ai partecipanti le conclusioni di  studi clinici della letteratura internazionale.

 

  • Dott. Daniele Maso,  Laurea in Stomatologia ed in Odontoiatria e Protesi Dentaria, Esperto in Ortodonzia posturale ed ed in Odontoiatria neuromuscolare

    Titolo Relazione: Proposta di valutazione delle strategie posturali individuali indotte da stimolazioni cranio-cervico-mandibolari, tramite la fotografia digitale, secondo l’epistemologia della complessità

    Abstract. Lo scopo di questo lavoro è di proporre una valutazione obiettiva e ripetibile su parametri cinematici sul piano frontale e sagittale (in stazione eretta e flessa), tramite riprese fotografiche, delle strategie propriocettive individuali in relazione alle informazioni sensoriali-motorie stomatognatiche, simultaneamente attive in ogni individuo, secondo la sua storia fisiopatologica e quindi intrapersonale.
    I comportamenti umani sono il risultato di effetti evolutivi, ma non sono mai gestiti direttamente da istinti.  Essi sono espressione di potenzialità anatomo-fisiologiche attivate da meccanismi centrali ed ottimizzati dall’apprendimento. Le strutture atte ad esprimere molti comportamenti sono identiche a quelle di animali che ci precedono nella scala evolutiva ma la loro espressione deriva da strutture superiori che, una volte emerse sotto la spinta della pressione evolutiva, sono in grado di inibire/modulare i comportamenti istintivi. E’ interessante notare che, nell’essere umano, il fallimento dei Sistemi di controllo superiori a cui consegue la riemergenza di meccanismi comportamentali istintivi, è franca espressione di patologia (ad es la necrosi post traumatica rappresenta la riemergenza del riflesso di auto-amputazione tipica dei rettili o anche la contrattura tipica delle problematiche posturali da alterato contatto dentale  che si richiama al  riflesso di contrazione della muscolatura estensoria dei carnivori).
    Il metodo prevede il potenziale azzeramento di quei parassitaggi (esterocettori e propriocettori), intesi come storia individuale che se non evidenziati, inducono a rendere qualsiasi ricerca basata su statistiche scientifiche “attacabile” in quanto impossibile da codificare.
    Il senso delle posizioni di ripresa per la valutazione è quello di utilizzare i riflessi spinali ancestrali, comuni a tutti gli esseri umani ma, specifici per ogni storia individuale.
    Nello specifico vengono standardizzati individualmente gli stimoli dei muscoli oculomotori (oculocefalogiria) tramite occhiali stenopeici, i riflessi vestibolari tramite la flessione cranio-cervicale (CCF), i riflessi linguali tramite la deglutizione, le oscillazioni posturali tramite i tempi di ripresa e valorizzata l’interferenza stomatognatica tramite i recettori alveolari e dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM).
    Utilizzando una semplice ma rigida procedura guidata dall’operatore, vengono effettuate delle riprese fotografiche digitali su un analizzatore posturale dotato di specchio in posizione di riposo (RP), in massima chiusura volontaria (MCV) e in massima apertura della bocca (MMO) che se sovrapposte e formalizzate, daranno precise indicazioni sia dei riflessi spinali che delle relazioni tra trigemino e nervi cranici tramite i nuclei vestibolari ed in particolare quello laterale di Deiters.
    L’espressione sintetica dei dati forniti dai recettori analizzati della sfera stomatognatica, necessari per regolare il mantenimento dell’equilibrio posturale attraverso i caratteristici riflessi posturali, dovrebbe costituire un valido contributo per una valutazione di strategie terapeutiche condivisibili con tutte le specialità interessate.

 

  • Dott.ssa Maria Grazia Turati