
Come il dolore rovina la vita
Quasi 1 paziente su 2 è depresso, il 22 per cento si sente impossibilitato a vivere e l’11 per cento ha perso speranza e dignità. Queste le emozioni che spesso accompagnano chi ha una sintomatologia dolorosa cronica. Una nuova iniziativa di “Vivere senza dolore” – il progetto “Parole del dolore” – ha permesso ai malati di esprimere attraverso la scrittura la profondità del proprio malessere, non solo fisico ma anche psicologico. Sono state raccolte 141 testimonianze di pazienti e cittadini, che hanno affidato alla scrittura pensieri ed emozioni suscitati dalla sofferenza.
Frasi raccolte nelle piazze e negli ambulatori degli ospedali, e poi reinterpretate in chiave poetica. Da qui è nata un’installazione digitale interattiva, presentata in anteprima a Milano: una rappresentazione corale grazie alla quale lo spettatore, attraverso la lettura delle testimonianze, può specchiarsi e far sue quelle esperienze di vita. «L’installazione – spiega Alfredo Calosci, interaction designer e ideatore dell’opera presentata – è un modo per riconoscere lo sforzo di chi ha provato a descrivere, a parole, l’esperienza del dolore e ha come obiettivo la valorizzazione del risultato di questo processo. Si tratta di frasi autentiche, sincere, non aforismi da incorniciare. Per questa ragione non appaiono da sole, ma “incastonate” in una matrice di lettere. Si è scelto di mantenerle unite perché è insieme che liberano il loro pieno significato». L’obiettivo dell’iniziativa è quello di evidenziare la complessità dell’argomento, contribuendo alla formazione di una lingua e di una cultura del dolore condivise, capaci di migliorare la qualità dell’interazione tra medico e assistito, tra chi soffre e chi, a diversi livelli e con ruoli differenti, ha il compito di aiutarlo.