Ossessioni continue come la paura di fughe notturne di gas che induce a ripetuti controlli della manopola dei fornelli prima di andare a letto, manie come lavarsi e pulire continuamente tutto: potrebbe esserci anche una radice genetica comune alla base del disturbo ossessivo-compulsivo, uno dei disordini psichiatrici meno conosciuti.
Un lavoro condotto da Gerald Nestadt della Johns Hopkins University di Baltimora evidenzia infatti la possibile complicità di un gene dietro questo complesso e diffusissimo disturbo (in Usa si stima ne soffra una persona su due).
Il disturbo ossessivo-compulsivo, trattato oggi per lo più con farmaci quali quelli per ansia e depressione, è caratterizzato da pensieri ricorrenti che portano poi a compiere dei gesti abituali – come lavarsi le mani – per sfuggire a tensione e angoscia procurate da quei pensieri incontrollati.
Gli esperti Usa hanno condotto un’analisi a tappeto di tutto il genoma di 1.400 individui col disturbo ossessivo compulsivo e parenti stretti sani di questi pazienti, evidenziando difetti genetici (mutazioni) comuni nei pazienti ma assenti nei soggetti sani, intorno al gene chiamato PTPRD, collegato al deficit di attenzione e iperattività.