Sessanta nuovi geni potenzialmente coinvolti nello sviluppo e nella progressione dei tumori sono stati scoperti da un gruppo di ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute e dalla Harvard Medical School grazie alla mappatura sistematica delle interazioni fra proteine, che formano il cosiddetto “interattoma”. Il risultato più significativo della ricerca è stata la scoperta che “le proteine associate ad una stessa malattia hanno una più elevata propensione a connettersi fra loro, potendo rappresentare uno strumento di previsione per individuare nuove proteine tumorali”.

Lo sviluppo delle tecniche di analisi genetica sta portando ad una descrizione sempre più accurata di tutte le variazioni dei geni che hanno una rilevanza per lo sviluppo di malattie. Da solo, tuttavia, il sequenziamento del genoma, lascia irrisolte domande fondamentali sul rapporto fra la particolare variante di un gene (genotipo) che ha una persona e le caratteristiche osservabili (per esempio lo sviluppo di una certa patologia) che manifesta.

Così, molto spesso – e soprattutto nel caso dei geni associati allo sviluppo di un cancro – non è affatto chiaro come una variante o una mutazione casuale in un gene alteri la funzione della proteina prodotta da quel gene, anche se è chiaro che essa interagisce in modo anomalo con altre proteine.

Per questo Rolland e colleghi hanno deciso di non concentrarsi su proteine già note per il loro legame a qualche malattia o comunque interessanti per qualche altro motivo, ma di intraprendere un’analisi sistematica di tutte le interazioni fra proteine. Nell’articolo ora pubblicato riportano i primi risultati di questo enorme programma, relativi all’analisi dettagliata di 14.000 interazioni binarie fra proteine.

Il risultato più significativo della ricerca, spiega Roth, è stata la scoperta che “le proteine associate a una stessa malattia hanno una più elevata propensione a connettersi e interagire fra loro, e quindi è possibile utilizzare questa rete di interazioni come strumento di previsione per trovare nuove proteine tumorali, e i geni che le codificano”.

 

Fonte: “Le Scienze”

Lo studio sulla rivista scientifica: “Cell”