Lo sperone calcaneale è un disturbo del piede che si presenta in modo particolarmente fastidioso e doloroso. Il tallone è il bersaglio vero e proprio del problema, ma è tutta la pianta e, di conseguenza, l’appoggio del piede, a risentirne maggiormente. Il vantaggio dell’approccio osteopatico risiede nella visione d’insieme, che aiuta a “leggere” la patologia e trovare un efficace rimedio, dando risposta ad una serie di domande…

Il vantaggio dell’approccio osteopatico è certamente la visione d’insieme, che ci auguriamo venga adottata presto da tutti i terapeuti in quanto aiuta a leggere facilmente moltissime patologie. Tra le più emblematiche c’è lo sperone calcaneale su cui spesso ci si accanisce a livello locale con “bombardamenti”, infiltrazioni o plantari di ogni sorta, senza porsi una semplice domanda: “perché il corpo ha deciso di calcificare quel tendine”? Questa domanda ha una semplice risposta, e cioè che il tendine si calcifica quando viene costantemente sollecitato oltre il suo fisiologico funzionamento, mettendo quindi in atto una soluzione ergonomica. A quel punto sarebbe sufficiente porsi una seconda domanda: “perché c’è una sollecitazione non fisiologica”? Per rispondere basterebbe guardare il paziente in piedi (e a dire il vero non sarebbe neanche necessario perché è sempre così) per notare che il carico del paziente cade ben oltre l’appoggio fisiologico. La terza domanda è: “perché il carico cade in avanti da quel lato”? A quel punto un buon osteopata può facilmente trovare una causa strutturale a seguito di un trauma caviglia, ginocchio, anca, bacino sacro, una lesione intraossea, o più frequentemente un problema viscerale che porti il busto a chinarsi in avanti, a seguito per esempio di cicatrici o tensioni addominali di diversa natura.

Ristabilito l’equilibrio, lo sperone subito diventa asintomatico fino a che il corpo, se lo ritiene necessario, riassorbe la calcificazione.

L’osteopatia non si occupa della malattia dal punto di vista patologico, ma tratta lo squilibrio delle funzioni della zona che esamina, dando origine all’attivazione delle forze autoguaritrici dell’organismo ed eliminando ogni tipo di ostacolo che causa dolore. La funzione dell’osteopata è quella di valutare ogni variazione a livello dei tessuti e soprattutto le infiammazioni che vengono segnalate dalla temperatura corporea e gli eventuali ematomi presenti sulla parte dolorante. Il medico osteopata non tocca la parte sofferente ma va alla ricerca del punto di partenza del dolore. Effettua delle tecniche manuali delicate senza somministrare farmaci.

 

Fonte: Tuttosteopatia.it (Massimo Valente)