Nel dossier Mal D’Aria 2015, Legambiente lancia l’allarme inquinamento per molte città italiane.
In particolare i grandi centri urbani risultano essere sempre più avvelenati da polveri sottili e ozono che anno dopo anno stanno andando fuori controllo.
Il caso peggiore è rappresentato da Frosinone che ha superato i livelli massimi di inquinamento ben 110 volte durante tutto il 2014 ed è presto seguita da Torino, Vicenza e Benevento. Lo studio è stato focalizzato principalmente sulla valutazione delle concentrazioni di PM10 che insieme a PM2,5 e ozono ,come si evince dai dati dell’ultimo “Rapporto sulla Qualità dell’aria 2014” redatto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, si trasformano in morti premature e costi sanitari;
secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione Europea l’inquinamento atmosferico ha causato oltre 400 mila morti premature con costi ingentissimi per i vari sistemi sanitari che oscillano tra i 30 e i 940 miliardi di euro all’anno nella sola Europa. Nonostante un miglioramento complessivo nei livelli di inquinamento registrato negli ultimi anni,l’esposizione dei cittadini italiani ad alti livelli di smog rimane ancora alta.
Oltretutto anche il 2015 è iniziato all’insegna del superamento della soglia d’allarme da parte di ben 32 capoluoghi italiane e la causa principale di questa situazione risulta essere ancora oggi il trasporto su gomma.
I dati contenuti nel rapporto Mal’aria 2015 di Legambiente dimostrano come i livelli di inquinamento e di esposizione dei cittadini agli inquinanti atmosferici e al rumore siano ancora elevati e la sfida per garantire una buona qualità dell’aria che respiriamo è ancora lunga in quanto è necessario agire su più settori, imponendo la predilezione delle fonti di energia rinnovabile al settore industriale.
Come già sappiamo però, gli interessi economici dietro all’utilizzo del petrolio influenzano troppo le decisioni politiche e questo risulta ancora essere un grande ostacolo al miglioramento della qualità di vita nelle città italiane.
Come dice il Responsabile Scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti: “Le cause si conoscono e le soluzioni ci sono, occorrono la volontà politica e gli strumenti per metterle in campo”.
Fonte:
http://www.greenme.it/informarsi/citta/15568-mal-aria-2015-classifica-capoluoghi-inqunati
http://diellemagazine.com/2015/01/31/malaria-2015-il-dossier-di-legambiente/