Grazie allo studio “Sound representation in higher language areas during language generation” condotto dall’Università di Pavia e dalla Scuola superiore Universitaria Iuss-Pavia e descritto sulla rivista Pnas è emerso che potenzialmente potremmo leggere il pensiero di una persona.
Infatti misurando l’attività elettrica del cervello di persone in stato di veglia durante operazioni neurochirurgiche, si è dimostrato che, pur senza parlare, i neuroni del linguaggio comunicano tra di loro attraverso onde elettriche che contengono la copia dell’impronta acustica delle parole usate anche in senza emissioni sonore.
Questa scoperta è il risultato di circa 4 anni di analisi effettuate sui tracciati elettroencefalografici di pazienti in attesa dell’intervento per l’asportazione di lesioni cerebrali, sottoposti ad anestesia locale.
Ad essi veniva richiesto di leggere un brano ad alta voce e poi di leggerlo in silenzio e nel mentre i ricercatori si occupavano di registrare l’attività elettrica della corteccia nelle aree preposte all’elaborazione del linguaggio.
“Con nostra grande sorpresa abbiamo osservato che anche solo pensando alle frasi, i neuroni di questa area si attivano modulando onde elettriche che hanno lo stesso schema dell’onda acustica delle parole usate”, sono le parole del Prof. Andrea Moro docente di linguistica e direttore del laboratorio Nets della Scuola Superiore Universitaria Iuss.
“La capacità di leggere il “linguaggio interno” direttamente dall’attività cerebrale” – conclude il professore – “potrebbe costituire una importante base per lo sviluppo di dispositivi protesici in grado di aiutare chi ha perso la capacità di articolare la parola in seguito a malattie del cervello”.
Lo studio:
http://www.pnas.org/content/112/6/1868.abstract
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