In questi giorni sta facendo scalpore il risultato di uno studio condotto dal National Health and Medical Research Council (NHMRC), Istituto di ricerca medica australiano secondo cui l’omeopatia non solo sarebbe una pratica inefficace per il trattamento delle patologie mediche, ma potrebbe mettere a rischio la salute di chi la utilizza in quanto in sostanza non si starebbe curando.

Dura e decisa la replica dei ricercatori dell’A.M.I.O.T. , Associazione Medica Italiana di Omotossicologia di Milano, che tramite uno dei membri del suo comitato scientifico il Dott. Leonello Milani, Neurologo sottolinea che : “Si tratta banalmente della riproposizione e completamento di un’analisi già ampiamente pubblicizzata a settembre dell’anno scorso, che non apporta alcun elemento innovativo o prova significativa nel più ampio panorama della letteratura scientifica. Stupisce che alcune riviste strumentalizzino la vicenda ‘strombazzando’ di un ‘nuovo studio scientifico’: la scientificità di una ricerca è determinata in via esclusiva dalla pubblicazione su riviste indicizzate peer-reviewed. Dove è stato pubblicato il documento Australiano? Su nessuna rivista scientifica, solo sul sito dell’istituto di ricerca stesso che l’ha prodotto: penso non occorra aggiungere altro”.

Dello stesso avviso il  Prof. Paolo Roberti di Sarsina, dell’Osservatorio Metodi per la Salute dell’Università di Milano – Bicocca, Medico ed esperto di fama internazionale nell’ambito delle Medicine Non Convenzionali – il quale asserisce che “Gli studi negativi presi ad esempio da questo documento Australiano utilizzano sempre l’omeopatia in modo difforme dal protocollo della corretta pratica omeopatica, pertanto i risultati non potranno che essere che scarsi. Ma le prove di efficacia della medicina complementare e non convenzionale sono ormai così numerose e solide che solo chi è in mala fede può ignorarle. Così facendo, non si aiuta certamente il progresso della scienza e della ricerca, e si ostacola la libertà di scelta terapeutica degli stessi medici e pazienti”.

Anche la responsabile dell’ Ospedale di Medicina Integrata di Pitigliano, prima struttura pubblica in Italia ad aver introdotto la medicina complementare al fianco di quella classica la Dott.ssa Simonetta Bernardini, ha espresso il suo dissenso nei confronti del documento Australiano: “Il peggiore ‘bias’ scientifico è il pregiudizio, ovvero il giudizio confezionato a prescindere, basato su informazioni parziali: è incredibile che per l’analisi australiana siano stati presi in esame, non si capisce in base a quale criterio, 225 studi – guarda caso tutti critici verso l’omeopatia! – a fronte di migliaia di lavori scientifici che documentano al contrario quanto siano efficaci i medicinali omeopatici per diverse patologie”.

Come tutte le cose, bisogna documentarsi a fondo per capire a cosa dare credito e a cosa no, provando a farsi una propria idea sulla base delle più ampie fonti scientifiche possibili.

 

La Fonte:

http://www.meteoweb.eu/2015/03/omeopatia-amiot-falso-sostenere-non-esistono-studi-dimostrano-lefficacia-delle-medicine-convenzionali/411874/

 

 

 

 

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