Un primo studio condotto dalla ricercatrice italiana Dott.ssa Lorena Perrone presso l’ Università di Poitiers per indagare il legame tra alimentazione e malattia di Alzheimer e pubblicato di recente sulla rivista Journal of Alzheimer’s Disease, ha ottenuto un finanziamento europeo nell’ambito delle azioni Marie Curie.
Lo studio condotto su larga scala è importante per capire come la dieta possa agevolare già 20 o 30 anni prima, lo sviluppo della malattia.
I primi risultati hanno indicato come gli AGEs (Advanced Glication End products ndr), prodotti di una glicosilazione di proteine che si formano nel nostro organismo durante il processo di invecchiamento e che sono ulteriormente introdotti attraverso la dieta, abbiano grande impatto sul processo patologico.
Queste sostanze sono in grado di aumentare il rischio di Alzheimer incrementando le infiammazioni, i danni vascolari, i danni neuronali e lo stress ossidativo.
Una dieta ricca di proteine animali, come latte e formaggi e povera di cereali e verdura, aumenta pericolosamente l’accumulo di AGEs nel corpo.
La ricerca ha coinvolto oltre 900 persone alle quali è stata somministrata una dieta denominata MIND (Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay), che comprende quindici gruppi di alimenti: dieci definiti ‘salutari’ (come verdure a foglia verde, frutta secca, frutti di bosco, cereali integrali e olio d’oliva) e cinque ‘cattivi’ (tra cui carne rossa, burro e fritti).Gli alimenti cattivi dovevano essere consumati meno di una volta a settimana, mentre gli altri con frequenze stabilite; nelle persone che seguivano strettamente la dieta il rischio di sviluppare la malattia è risultato minore del 53%, e anche in chi la seguiva saltuariamente si è riscontrato un rischio minore del 35%.
Inoltre da una collaborazione con il Dott. Peter Faller dell’Università di Tolosa è stato evidenziato che le alterazioni del metabolismo del rame possono portare alla formazione di placche amiloidi, che sono una manifestazione della malattia di Alzheimer. Una dieta ricca di vitamina E e B12 può essere d’aiuto nel migliorare il metabolismo del rame e quindi ridurre il rischio di Alzheimer.
Per questa ragione, la nostra dieta originaria, quella mediterranea, risulta essere la migliore in assoluto per la prevenzione a questa malattia.
Lo Studio:
La Fonte
http://www.lastampa.it/2015/03/24/scienza/benessere/dieta-e-alzheimer-i-cibi-che-frenano-la-malattia-eh78YBpS7kDcTxncEZRTZI/pagina.html