Uno studio del Centro Medico dell’ospedale pediatrico di Cincinnati (Ohio, Usa), condotto dal Dott. John Hutton attraverso risonanza magnetica funzionale ha dimostrato come in bambini in età tra i 3 e i 5 anni a cui i genitori hanno abitudine di leggere spesso delle storie, si attivino molto prima aree del cervello che supportano l’elaborazione semantica, rispetto ai loro coetanei i cui genitori non si dedicano alla lettura. L’attivazione maggiore era riferita ad aree cerebrali che sono a supporto di immagini mentali, quelle che aiutano il bambino a “vedere la storia al di là delle figure”.
“L’esposizione alla lettura durante la fase dello sviluppo del bambino che precede la scuola materna sembra avere un significativo impatto misurabile su come il cervello del piccolo elabora le storie e si pone nei confronti della lettura”, afferma il ricercatore.
Alcune organizzazioni come l’American Academy of Pediatrics spingono e incoraggiano tutti i genitori a dedicare del tempo ai loro figli leggendo loro delle favole fin dalla nascita, favorendo così l’apprendimento precoce e permettendogli di creare delle connessioni nel cervello volte a promuovere lo sviluppo del linguaggio.
«Ci auguriamo che questo lavoro indurrà ulteriori ricerche sulla lettura condivisa e il cervello in via di sviluppo, così che si possano migliorare gli interventi in questo campo e identificare i bambini a rischio di difficoltà il più presto possibile, aumentando le loro probabilità di avere un buon rapporto con il meraviglioso mondo dei libri», ha concluso Hutton.
La fonte
http://www.corriere.it/salute/pediatria/15_aprile_24/leggere-bambini-prima-scuola-li-aiuta-linguaggio-175297a2-ea63-11e4-850d-dfc1f9b6f2f5.shtml?cmpid=SF020103COR