Il nome Reiki deriva dalla lingua giapponese ed è il frutto di due caratteri di questa lingua che descrivono l’energia in sé: ‘霊 rei’ (significante ‘l’aldilà’ o ‘spirituale’) e 気ki (in cinese qi, qui nel significato di ‘energia’ o ‘forza vitale’) . Tale termine è stato coniato nel 1865 ed è utilizzato per indicare una terapia olistica che cura malesseri fisici, mentali, emozionali e spirituali. 

Il Reiki si basa su un principio fondamentale secondo cui esiste un’energia universale che permette ai praticanti di indurre effetti curativi. Tale energia è canalizzata attraverso le braccia e le mani dell’operatore dalle quali fuoriesce per curare l’operatore stesso (se le mani saranno poggiate sull’operatore) oppure un’altra persona.

Gli effetti benevoli apportati da questa terapia sono ormai noti. Viene adoperata per alleviare ansia, stress e depressione. A tal proposito è stato pubblicato un articolo in cui sono stati studiati gli effetti del Reiki sui sintomi dello stress auto-percepito e della depressione. I risultati della ricerca mostrano che in tutti i 46 soggetti sottoposti ad esame si riscontra una significativa riduzione del disagio. Questo è comunque uno dei tanti studi effettuati che ha portato il Reiki ad essere una disciplina adottata anche in ambito ospedaliero. I pazienti affetti da malattie oncologiche beneficiano dell’efficacia del Reiki che è in grado di alleviare ansia, paura e depressione, conseguenze del loro stato patologico. Distende e rilassa anche pazienti affetti da emicrania.

Per queste ragioni, dunque, in Italia all’ospedale S. Carlo Borromeo di Milano, all’Ospedale Versilia dell’Azienda Sanitaria della Regione Toscana ed al Policlinico di Roma la pratica del Reiki non solo è già in atto, ma addirittura è sovvenzionata dal SSN. Dal 2003 nel C.O.E.S. (Centro Oncologico Ematologico Subalpino) dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Battista di Torino Ospedale Molinette è stato avviato un progetto, in collaborazione con il personale medico, sull’efficienza dei trattamenti Reiki nell’accompagnamento dei malati oncologici nel corso delle diverse fasi della malattia. Il paziente è seguito da un’equipe composta da differenti figure professionali: un medico, uno psicologo, il personale infermieristico, gli operatori Reiki dell’associazione Cerchio di Luce. Il progetto sta incontrando un vasto consenso fra i pazienti e dal 2005 i trattamenti di Reiki sono inseriti nella Guida ai servizi aziendali e territoriali COES.
All’estero, invece il Reiki, ha raggiunto diverse strutture ospedaliere degli USA, del Brasile e della Svizzera dove le terapie di Reiki vengono addirittura rimborsate da alcune assicurazioni e casse mutualistiche.

La strada da fare è ancora lunga ma sicuramente questo rappresenta un buon inizio per l’inserimento di terapie integrate anche in strutture ospedaliere.

Per approfondire:

http://reikibologna.com/2014/02/21/reiki-entra-negli-ospedali-di-tutto-il-mondo-benefici-anche-su-pazienti-affetti-da-malattie-oncologiche-ed-emicranie/

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20635803

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