Un team di ricercatori dell’Università della California e Berkeley e del Gladstone Institute of Cardiovascular Disease a San Francisco sono riusciti a generare, partendo da cellule staminali, un tessuto cardiaco in grado di pulsare grazie a stimoli biochimici e meccanici.

L’articolo pubblicato su “Nature Communications”, ha generato un grande interesse da parte della comunità scientifica perchè questi piccoli cuori pulsanti saranno molto utili per capire più a fondo la difficile fisiologia di quest’organo, consentendo anche di effettuare screening ai farmaci potenzialmente tossici sul cuore.

I rudimentali cuori sono stati ottenuti a partire da cellule staminali ottenute dal tessuto della pelle, ma una volta esposte ad alcuni fattori di crescita, hanno iniziato a differenziarsi in cellule cardiache.
In principio, lo sviluppo di queste cellule è stato planare, ma dopo sole due settimane si sono generate delle microcavità, identificate poi nelle camere cardiache, acquisendo la caratteristica forma tridimensionale.

Il direttore principale della ricerca, Dott. Kevin E. Healy, ha affermato che “gli studi sui microtessuti cardiaci erano stati finora condotti principalmente su cardiomiociti di ratto, che è un modello imperfetto per le malattie umane.Il fatto che abbiamo usato cellule staminali umane pluripotenti derivate da pazienti rappresenta un cambiamento epocale nel settore”.

L’applicazione immediata di questa ricerca è subito riconducibile ai danni che i farmaci possono recare al cuore, in particare a quello del feto delle donne in gravidanza. Negli Stati Uniti, infatti, ogni anno sussistono  280.000 casi di donne in gravidanza che vengono a farmaci che potrebbero causare un danno fetale con conseguenti malformazioni alla nascita, in particolare al cuore.

Il farmaco più pericoloso in questo ambito è la talidomide che somministrato alle normali dosi terapeutiche, ha portato allo sviluppo anormale delle microcamere in particolare con dimensioni ridotto, portando quindi al riscontro di problemi di contrazione muscolare con ritmi del battito ridotti rispetto al normale.

 

La fonte

Le Scienze

Lo Studio

http://www.nature.com/ncomms/2015/150706/ncomms8413/full/ncomms8413.html

 

<<TORNA A TUTTE LE NEWS