L’ EMA, Agenzia europea per i medicinali, ha aperto un’ istruttoria per approfondire e chiarire definitivamente la sicurezza dei vaccini anti Papilloma virus, per la prevenzione del tumore al collo dell’utero, e la loro possibile relazione con il determinarsi di due malattie rare: la Sindrome da dolore regionale complesso e della Sindrome da tachicardia ortostatica posturale.
La prima di queste due malattie si sviluppa in una situazione cronica che colpisce gli arti causandone un forte dolore mentre la seconda è una condizione in cui la frequenza cardiaca aumenta in modo anomalo dopo essersi seduti o alzati in piedi, causando sintomi quali vertigini e svenimenti, così come mal di testa, dolore al petto e debolezza.
A investigare sarà il Pharmacovigilance Risk Assessment Committee, che rianalizzerà tutti i dati sulle segnalazioni di effetti avversi dal vaccino e gli studi scientifici pubblicati sull’argomento. In particolare si analizzaranno i casi di due donne che sembrano aver sviluppato le malattie a seguito del suddetto vaccino.
“Entrambe le sindromi possono verificarsi anche in individui non vaccinati – spiegano gli esperti dell’Ema – ed è importante verificare se il numero di casi riportati nelle persone vaccinate è più grande di quello atteso”.
Il vaccino è già stato usato da oltre 72 milioni di persone nel mondo in prevalenza donne, basti pensare che in Italia, la copertura per la vaccinazione anti papilloma virus (hpv), e’ giunta fino al 71% nel 2014.
Questi controlli si ritengono necessari anche perchè la Food and drugs administration (FDA) statunitense approvò vaccino nel 2006 con una procedura piuttosto rapida, a con l’obiettivo di velocizzare la valutazione di farmaci che trattino patologie molto serie o che comunque vadano incontro ad un’esigenza medica e terapeutica inevasa.
Attraverso le valutazioni fatte con questa indagine, si deciderà se raccomandare o meno le eventuali modifiche alle informazioni sul prodotto per informare meglio i pazienti e gli operatori sanitari.
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