Nonostante l’incremento del numero di patologie presenti al mondo, l’aspettativa di vita delle persone ai nostri giorni è decisamente aumentata rispetto al passato. Infatti, si è passati da una media di 47 anni della prima metà del 1950, fino a 69 anni del periodo 2005-2010 e la percentuale di mortalità dei bambini sotto i 5 anni di età si è ridotta ad un quarto.
Il benessere di cui stiamo beneficiando però, non è arrivato in modo naturale, ma come sottolinea un articolo pubblicato sulla rivista The Lancet, a pagarne il prezzo più caro è stato il nostro pianeta Terra.
La mortificazione ed il danneggiamento degli ecosistemi naturali ha avuto proporzioni incommensurabili. E’ sotto gli occhi di tutti che la nostra salute è strettamente correlata a quella dell’ambiente e che in un futuro sempre più prossimo, pagheremo caramente le conseguenze delle nostre azioni sulla natura, ma nonostante questo stiamo continuando a destabilizzare tutto ciò che rende possibile la nostra vita
Il punto di vista conclusivo dei membri della commissione congiunta creata da Lancet e dalla Rockfeller Foundation nel loro rapporto sulla salute del pianeta è che: “il continuo degrado delle risorse naturali minaccia di invertire i miglioramenti della salute ottenuti nel corso dell’ultimo secolo. In breve, abbiamo ipotecato la salute delle generazioni future per realizzare vantaggi economici e sviluppo nel presente.”
Per evitare il collasso del sistema occorrono azioni ben precise e una rifocalizzazione delle prioriotà che si concentrino sulla salvaguardia del nostro ambiente per valorizzare la qualità della vita. I suggerimenti che possono evincersi direttamente dal rapporto sono i seguenti:
- Essere consapevoli che siamo noi a plasmare la natura, ma è lei che determina la nostra vita.
- Ridurre drammaticamente qualsiasi tipo di spreco.
- Nutrirsi dei prodotti che la natura ci offre: frutta e verdura.
- Ridurre il consumo di acqua ed utilizzarne solo se è necessario.
- Contenere la deforestazione.
- Ridurre la sovrapopolazione.
- Aumentare la qualità della vita nelle città.
Per approfondire
Il rapporto
http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(15)60901-1/fulltext