Una recente indagine porta alla luce la netta e sostanziale diminuzione dei medici che svolgono attività intramuraria e quindi dei rispettivi ricavi ad essa collegati.
Tutte le regioni della nostra penisola riscontrano tale calo e dalle statistiche emerge che 7 medici su 10 svolgono l’ intromoenia all’interno della propria struttura. Si respira, infatti, un nuovo clima e per così dire un’inversione di tendenza : se fino al 2009 si è sempre assistito ad una crescita dei ricavi per Attività Libero Professionale Intramoenia (ALPI), nel 2013 la situazione si è ribaltata apportando un decremento dei ricavi , in numeri la variazione corrisponde a -8,9% dal 2009 al 2013. In realtà, gran parte del suddetto decremento è spiegato dal dato relativo all’anno 2013, in cui si registra una significativa riduzione (-6,2%) rispetto ai ricavi dell’anno 2012.
In maniera proporzionale si assiste ad un costante decremento nella serie storica del valore dei costi registrati nei bilanci delle Aziende Sanitarie come “compartecipazione al personale”, ossia come quota dell’introito spettante ai medici per le prestazioni da essi erogati in regime di intramoenia: tali costi tra il 2009 ed il 2012, diminuiscono di oltre 15 punti percentuali.
Appare evidente, dunque, che la differenza tra le due grandezze ossia il saldo ricavi-costi per prestazioni intramoenia, aumenta significativamente, passando da 162 milioni di euro del 2009 a 218 milioni di euro nel 2012, con un incremento di oltre 34 punti percentuali nell’intero periodo.
Altro riscontro emerso riguarda la spesa pro-capite dei cittadini per prestazioni in regime di intramoenia avvenuta, fatta eccezione per le due Province autonome di Trento e Bolzano e per le Regioni Marche, Molise ed Emilia Romagna, mostra un decremento nell’anno 2013 rispetto al 2012.Tra tutte le regioni della nostra penisola nel Lazio è rilevante l’importo relativo alla diminuzione della spesa: da 26,0 euro nell’anno 2012 a 21,9 euro nell’anno 2013.
Spiegazione di questo scenario risulta sicuramente essere il fatto che sempre meno medici esercitano libera professione di attività intramuraria. In Valle d’Aosta, Lazio, Liguria, Piemonte Marche e Lombardia la percentuale dei dirigenti Dirigenti medici, a tempo determinato e a tempo indeterminato con rapporto esclusivo che esercitano libera professione di attività intramuraria, nelle altre regioni, comprese le isole, non supera il 50%.
Sempre in media, circa il 70% dei Dirigenti medici esercita l’ALPI esclusivamente all’interno degli spazi aziendali, il 17% esercita al di fuori della struttura ed il 13% svolge attività libero-professionale sia all’interno che all’esterno delle mura aziendali (ad esempio attività in regime ambulatoriale svolta presso il proprio studio professionale ed attività in regime di ricovero svolta all’interno degli spazi aziendali).
Tra le visite più richieste restano la visita ginecologia, seguita da mammografia ed ecografia alla mammella. A seguire la colonscopia e sigmoidoscopia con endoscopio flessibile.
L’indagine ha provveduto anche a fornire informazioni in merito all’attuazione della legge Balduzzi. Risulta che quasi tutte le regioni sono in ritardo nell’attuazione del decreto. In particolare 10 Regioni (Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Abruzzo, Campania, Calabria, Sardegna) hanno provveduto ad emanare o aggiornare gli indirizzi regionali, successivamente all’entrata in vigore del citato decreto di riforma; altre 10 hanno provveduto ad attivare l’infrastruttura di rete, 7 Regioni/Province Autonome (Valle d’Aosta, P.A. Trento, P.A. Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Molise, Basilicata) dispongono di spazi idonei e sufficienti a garantire l’esercizio dell’attività libero-professionale. Le Aziende che hanno segnalato la carenza di spazi interni hanno fatto ricorso all’acquisizione di spazi ambulatoriali esterni (tramite acquisto, locazione e convenzione) e/o all’attivazione del programma sperimentale presso gli studi privati dei professionisti collegati in rete, previsti dal decreto legge n. 158 del 2012.
La fonte: Quotidiano Sanità