Un recente studio pubblicato su The Lancet e condotto dall’ University College of London e dal National Institute for Health Research (NIHR) evidenzia i gravi danni che il lavoro può apportare alla nostra salute.
Dalla ricerca emerge che lavorare più di 33 ore settimanali aumenta il rischio di malattie cardiache. Ad esempio, se vengono condotte 55 ore settimanali di lavoro la probabilità di patologie alle coronarie e di ictus, rispetto a chi si attesta sugli orari standard di 35-40 ore settimanali, aumenta dal 10 al 33 per cento.
I ricercatori sono giunti ad affermare che il lavoro aumenta il rischio di malattie coronariche, dopo aver considerato e sottoposto ad analisi 25 studi pubblicati e altri ancora inediti, per un totale di oltre 600mila uomini e donne europei, statunitensi e australiani seguiti in media per più di otto anni. Per provare l’aumento del rischio di ictus, invece, si sono serviti di 17 indagini che hanno coinvolto circa 530mila persone, seguite in media per sette anni.
In entrambi i casi si registra un aumento della probabilità che la patologia si sviluppi proporzionale alle ore extra trascorse in ufficio. Il lavoro, dunque, insieme ad altri fattori come sedentarietà, alcol e fumo provoca effetti dannosi per la nostra salute.
I dati sono stati raccolti su impiegati, non è detto ciò corrisponda anche nel caso di operai o manager soddisfatti della loro carriera, ma sicuramente devono essere spunto di riflessione. A tal proposito afferma Urban Janlert dell’Università svedese di Umea: “Fare gli straordinari è una prassi molto frequente fra i lavoratori: in Turchia il 43 per cento supera le cinquanta ore settimanali, ma la media si attesta sul 12 per cento per gli uomini e il 5 per cento per le donne in tutti i Paesi aderenti all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. In alcuni Stati esistono normative per limitare l’eccesso di ore lavorative: in Europa, ad esempio, vige la direttiva 2003/88/CE che garantisce il diritto a non superare una media di 48 ore lavorative settimanali. Purtroppo è poco applicata e alla luce di questi risultati ciò deve preoccupare”.
Oggigiorno risulta essere alquanto difficile, soprattutto in un contesto lavorativo particolarmente problematico, rifiutarsi di fare gli straordinari, ma tali dati devono aiutarci a riflettere sull’importanza di preservare la propria salute.
La fonte: Corriere
Lo studio: The Lancet