Un recente studio condotto dal National Institute of Health pubblicato su American Medical Association apre nuove frontiere in merito agli omega 3 ed evidenzia la poca utilità di tali integratori nei confronti soprattutto delle funzioni cognitive.

Un lungo dibattito iniziato nel 2005 e che in seguito a 25 ricerche aveva già portato nel 2012 Andrew Grey, docente di medicina interna ad affermare: “le vendite di integratori a base di olio di pesce sono in forte aumento nonostante la scienza dica che non apportano alcun beneficio”. Grey si era occupato di effettuare indagini in merito al ruolo dell’olio di pesce nella prevenzione delle patologie cardiovascolari in popolazioni ad alto rischio: infartuati, ipertesi, diabetici e  soggetti  i cui valori di colesterolo totale si presentavano elevati . A seguito di queste ricerche lo studioso aveva riscontrato solo in due individui un modesto beneficio, rispetto alla somministrazione di un placebo.

Oggi Emily Chew, vice direttore del National Eye Institute, insieme al rispettivo gruppo di ricerca conclude che «contrariamente alla credenza popolare, non abbiamo notato alcun beneficio apportato dagli omega 3 nel rallentamento del declino cognitivo». A questa conclusione i ricercatori sono giunti dopo esperimenti condotti su oltre quattromila partecipanti, in cui aveva già preso avvio una fase di degenerazione maculare legata all’età. Dall’analisi dei punteggi ottenuti nei test di funzionalità cognitiva – effettuati all’inizio dello studio, dopo due e quattro anni dall’inizio della supplementazione dietetica – tra soggetti trattati e non, non è però emersa alcuna differenza significativa.
Se fino a pochi anni fa gli acidi grassi sono stati considerati rimedi per patologie cardiovascolari e neurologiche il loro ruolo risulta ampiamente cambiato. Nonostante gli acidi , omega 3, rappresentino un componente fondamentale per l’integrità delle cellule, infatti  vengono definiti “essenziali”,  e nonostante  l’uomo non sia in grado di produrli da sé e deve necessariamente integrarli, non vi è alcuna necessità di bombardare il nostro organismo con integratori a base di olio di pesce. La scienza conferma l’inefficacia degli integratori almeno nel caso in cui vengano impiegati per proteggere dai danni cerebrali e cardiovascolari. Tuttavia i consumatori degli omega 3 aumentano, alimentando le false credenze, basate su un senso comune piuttosto che su studi scientificamente dimostrati.

La fonte : La stampa

Lo studio: American Medical Association 

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