GifChe il Decreto Legge Cirinnà non fosse una mera questiona politica lo si sapeva da tempo; che potesse creare fratture abissali tra i medici italiani era meno prevedibile . Nell’occhio del ciclone sono finiti due dei massimi esponenti del settore medico-scientifico del Bel Paese che, a suon di interviste e clamorose dichiarazioni, hanno dato vita ad un dibattito sempre più acceso ed infuocato.

A gettare benzina sul fuoco è il Presidente della Società Italiana di PediatriaGiovanni Corsello, che palesa la sua presa di posizione senza grandi giri di parole e mette in risalto come l’odierno dibattito sulle unioni civili e sulla stepchild adoption si sia mantenuto erroneamente su una sfera prettamente politica e come in realtà la discussione debba riguardare in primis il profilo psicologico del bambino. Con studi e ricerche cliniche a portata mano, non usa mezzi termini ed afferma quanto possa essere rischioso per lo sviluppo psichico e relazionale del bambino crescere con genitori dello stesso sesso, ponendo al centro della questione l’importanza di avere a fianco entrambe le figure genitoriali durante l’età evolutiva.

 Secondo Corsello, difatti, la questione non può e non deve essere considerata come una banale controversia ideologica in quanto al centro di questo scandagliato e tanto dibattuto tema c’è l’interesse superiore del bambino che, conformemente a quanto stabilito dalla Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia, è prioritario rispetto ai diritti della coppia o dei partner. L’intransigenza ed il rigore di queste affermazioni hanno scatenato l’insurrezione e la rabbia delle associazioni Lgbt, che a loro volta hanno trovato supporto nelle altrettanto autorevoli parole di Claudio Mencacci, Presidente della Società Italiana di Psichiatria, secondo il quale ciò che conta realmente è la capacità affettiva dei genitori ed il modo in cui questi ultimi seguono la crescita dei loro figli, creando un ambiente familiare sereno e protettivo. 

Prendendo le debite distanze delle affermazioni di Corsello, lo psichiatra sostiene con audacia che la garanzia di benessere e di equilibrio psichico del bambino non è data dalla doppia genitorialità bensì dalla qualità delle relazioni che quest’ultimo instaura con la propria famiglia, a prescindere dal gender o dall’orientamento sessuale. Non solo. Mencacci sottolinea come sia prematuro esprimere opinioni scientifiche su tematiche sociali così recenti, asserendo che i dati e le informazioni necessarie per effettuare valutazioni certe e definitive siano di fatto ancora insufficienti. Invita, pertanto, a non fare totale affidamento su studi parziali, che vogliono dimostrare la legittimità di una tesi piuttosto che di un’altra e ad ampliare e approfondire gli studi e le ricerche implementate sino ad ora col fine di scandagliare le infinite prospettive in cui può essere studiata la tematica. Inutile dire che il clima attorno alla questione rimane rovente.

La fonte: Quotidiano Sanità

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