rosolia-shutterstock 137048072Il dottor Isaac Golden, nel suo Manuale di Omeoprofilassi, espone un metodo alternativo ai vaccini per la cura della rosolia; si tratta dell’utilizzo in dose opportune e seriali di medicine omeopatiche  che, a suo dire, manifestano le stesse proprietà della profilassi canonica e tradizionale. Ha creato una sorta di calendario vaccinale, scandendo i giorni in cui questa  “terapia non convenzionale” deve esser eseguita; si tratta di un vero e proprio programma a lungo termine che logicamente avrà meno effetti nel breve periodo ma risulterà una cura assai efficace per la prevenzione della malattia.

La rosolia è una malattia generalmente poco pericolosa, diffusa in tutte le aree geografiche del mondo e trasmissibile per via orale attraverso le goccioline respiratorie. Si tratta pertanto di una patologia contagiosa, soprattutto nella settimana che precede il manifestarsi del rossore, tipico sintomo causato dal virus. Nella maggior parte dei casi, la malattia viene considerata poco nociva, soprattutto in conseguenza alla sua asintomaticità che porta coloro che sono stati affetti dal virus a non rendersi conto di aver contratto la rosolia; i sintomi, del resto, sono molto simili a quelli di una normale influenza, con l’aggiunta di un eritema cutaneo di breve durata. L’unica circostanza in cui la rosolia risulta preoccupante e pericolosa per chi la contrae è relativa all’infezione delle donne in stato di gravidanza poiché potrebbe provocare ingenti danni al bambino in grembo.
La terapia prevista in caso di infezione consiste nel semplice riposo mentre per quanto concerne la prevenzione, il Dr. Golden illustra due modalità di profilassi: quella tradizionale, con la somministrazione del vaccino anti rosolia nel primo anno di vita del bimbo, effettuando un secondo richiamo all’età di sei anni oppure l’Omeoprofilassi, che presenta la stessa efficacia percentuale del primo, con la differenza che riduce a zero gli effetti indesiderati e può essere utilizzato anche da donne incinta, non contenendo virus vivi. L’azione protettiva che garantisce questo tipo di prevenzione è pressoché immediata. Se non fosse per il percolo che corrono le donne che non hanno contratto l’infezione durante l’età infantile, il vaccino anti rosolia verrebbe considerato una pratica inutile anche dalla stessa Medicina Farmacologica Convenzionale. Proprio per questo, la terapia più consona, a detta del Dr. Golden, consiste nel nosode omeopatico: zero effetti collaterali e sicurezza massima anche durante la gravidanza.

Fonte: Informasalus.it

 

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