Negli ultimi anni, la controversia Bio-Non Bio ha assunto un ruolo sempre più centrale nei dibattiti riguardanti l’alimentazione, tanto da spingere studiosi e ricercatori ad effettuare dei veri e propri studi finalizzati al supporto di una delle due tesi. C’è chi giura sulle proprietà nutrizionali del cibo biologico e chi, invece, le confuta, sottolineando che tra i due tipi di alimentazione non vi è la grande differenza che si vuole far credere oggigiorno.
Le polemiche a tal riguardo sembrano non voler finire e, giusto recentemente, uno studio sovvenzionato dalla Commissione Europea e coordinato da un pool di esperti della Newcastle University ha dimostrato come il cibo biologico abbia in effetti numerosi vantaggi e maggiori proprietà nutritive rispetto a quello tradizionale.
I risultati della ricerca, pubblicati sul British Journal of Nutrition, sono realmente difficili da contrastare e parlano chiaro: il latte e la carne bio contengono il 50% di omega-3 in più rispetto ai prodotti convenzionali. Studiando ed esaminando i numerosi dati riguardanti il latte, pongono in evidenza come quello biologico abbia una concentrazione di acidi grassi essenziali, di ferro e di antiossidanti superiore del 40% rispetto ai corrispettivi valori riscontrati nel latte tradizionale.
Gli studiosi, inoltre, fanno leva sulla minore quantità di grassi saturi riscontrati nelle carni biologiche, spiegando come ciò possa influire positivamente sulla salute dell’individuo, soprattutto da un punto di vista cardiovascolare. È risaputo, difatti, che gli omega-3 sono indispensabili per la difesa dell’organismo contro le malattie cardiovascolari e svolgono un ruolo essenziale nello sviluppo neurologico della persona. L’EFSA, European Food Safety Authority, spiega come l’alimentazione degli occidentali sia assolutamente carente degli acidi grassi sopracitati e di conseguenza priva di tutti quei benefici che questi potrebbero apportare all’organismo.
Chris Sigillo, ricercatore della Newcastle University, si ricollega alla precedente affermazione per raccomandare il passaggio al biologico e sottolineare come l’uomo possa migliorare la propria salute tramite l’apporto di questi nutrienti fondamentali (senza contare che l’aumento di questi principi nutritivi non comporta alcun incremento di calorie e grassi).
Le persone scelgono i prodotti biologici non solo per motivi collegabili al proprio benessere ma anche in virtù di tutti i benefici che l’agricoltura biologica ha sugli animali e sull’ambiente circostante. La più elevata concentrazione di omega-3, effettivamente, non è altro che un’eco delle condizioni e del tipo di alimentazione che gli animali allevati all’aperto, che si nutrono di l’erba (molto più ricca di grassi acidi essenziali rispetto al grano) hanno.
L’unico punto a sfavore emerso dall’analisi dei dati provenienti dai 196 documenti sul contenuto nutrizionale del latte consiste nel fatto che, nel latte biologico, si ha una quantità di iodio (carente generalmente nella maggior parte dei cibi) molto inferiore rispetto al corrispettivo prodotto tradizionale; si parla del 74% in meno per la precisione. Negli Stati Uniti ed in molti paesi europei, però, viene ampiamente utilizzato il sale iodato ed un’eccessiva presenza di iodio nei latticini potrebbe portare l’individuo ad assumerne una dose giornaliera superiore a quella dovuta. In sintesi, i messaggi che hanno voluto comunicare sono due: le differenze tra gli alimenti Bio e non Bio esistono ed i valori nutritivi dei primi influiscono positivamente sulla salute del nostro corpo.
La fonte: Galielo