Trivelle canale di sicilia-1024x768La Corte Costituzionale ha approvato uno dei referendum anti-trivelle che sono stati richiesti da ben dieci regioni. Ma la questione risulta essere ancora poco chiara, pertanto vi presentiamo un botta e risposta per cercare di approfondire e sviscerare la tematica, offrendo una panoramica più ampia e dettagliata.

Cosa verrà chiesto al referendum? L’importanza politica che assume il referendum è estremamente elevata e darà la possibilità a tutti gli Italiani di esprimersi favorevoli o contrari in merito alla presenza delle trivelle in territorio italiano. Una volta che saranno scadute le concessioni nelle acque nostrane, vorrete che i giacimenti vengano fermati nonostante sia presente ancora del petrolio? Volete cancellare la norma che permette alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle nostre coste?

Quando avrà luogo il referendum? Domenica 17 aprile gli Italiani verranno chiamati a un voto referendario, avendo così l’opportunità di recarsi a votare e di esprimere la loro opinione in tal riguardo. Si tratta di un referendum abrogativo, di conseguenza votando “Sì” si esprimerà il proprio consenso alla cancellazione, totale o parziale, della legge in questione.
Cosa accadrebbe se la maggioranza votasse Sì? Semplice; scadute le concessioni, verranno bloccati automaticamente gli investimenti tra cui vi sono tre giacimenti alquanto significativi per i quali si stanno studiando numerosi potenziamenti. Si tratta del giacimento Guendalina (Eni), nell’Adriatico, il giacimento Gospo (Edison), nelle acque dell’Abruzzo ed il giacimento Vega, in acque siciliane. Non si avranno conseguenze sui giacimenti che si trovano oltre le 12 miglia dalla costa, vale a dire in acque internazionali di competenza economica italiana. In questo modo, si ridurrebbe drasticamente la possibilità di incidenti e disastri ambientali che, seppur remoti, possono arrecare danni terribili ai nostri territori. Qualora si volesse parlare di effetto negativo del “Sì”, si potrebbe far riferimento all’eventuale perdita di un “Made in Italy” che ci contraddistingue nel mondo.
E se invece voto No? In questo caso, le compagnie petrolifere potranno continuare le proprie attività, effettuando il rinnovamento degli impianti o delle tecnologie produttive e di sicurezza a livello ambientale.
Il referendum potrà avere effetti indiretti? A seconda dell’esito, potranno verificarsi effetti sulle royalty per le Regioni, sul traffico delle petroliere, sull’aumento dell’import e delle emissioni.

La fonte: Il Sole 24 Ore

 

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