Uno studio condotto dal Department of Electrical Engineering and Computer Science at Case Western University di Cleveland e pubblicato su un’importantissima rivista del settore, Journal of Neurophysiology, rivela che tutti i bambini e gli adolescenti che soffrono di epilessia manifestano un aumento del tono parasimpatico durante le ore di sonno; già noto era il coinvolgimento del sistema nervoso autonomo durante una crisi epilettica mentre quello che ancora rimane parzialmente oscuro è il suo comportamento tra una crisi e l’altra.
Roberto Fernandez Galan, con l’aiuto del suo team di esperti, rivela che una migliore e più approfondita indagine in merito alle funzionalità del sistema nervoso simpatico e parasimpatico, nei momenti in cui il soggetto non presenta e manifesta attacchi epilettici, potrebbe sicuramente essere di aiuto per la comprensione dei processi che sono alla base della morte improvvisa in epilessia.
Poiché nella maggior parte dei casi il decesso avviene quando i soggetti dormono, i ricercatori hanno eseguito elettrocardiogrammi dalla durata di 30 minuti, durante la fase due del sonno, su ben 91 bambini e adolescenti affetti da epilessia generalizzata e su 25 bambini sani. I risultati parlano chiaro: coloro che soffrono di epilessia, manifestano un abbassamento della frequenza cardiaca ed un aumento dell’aritmia sinusale, quindi una maggiore attività del sistema parasimpatico. Per ciò che concerne il tono simpatico, invece, si ipotizza che quello dei bambini affetti da patologia rimanga simile a quello dei bambini sani in seguito alla diagnosi di valori nella media della pressione sistolica e diastolica. L’unica differenza riguarda esclusivamente la durata dell’intervallo di diastole ventricolare (rilassamento della muscolatura a livello ventricolare) che risulta più lunga rispetto a quello dei bambini non affetti da epilessia.
I risultati del test, presi nel loro insieme, mostrano come chi soffre di epilessia manifesti un’alterazione nella funzionalità del sistema nervoso autonomo che giocherebbe un ruolo centrale begli episodi di morte improvvisa ed inattesa.
Il prossimo step che vogliono raggiungere i ricercatori dell’Università del Cleveland consiste proprio nello scoprire se l’aritmia sinusale e la frequenza cardiaca possano essere utilizzate per diagnosticare in maniera precoce la patologia dell’epilessia.
La fonte: Quotidiano Sanità