pecore La Simit, la Società Italiana di malattie infettive e tropicali, afferma che in Italia il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è più grave di quanto sembri e soprattutto è più grave se paragonato agli altri Paesi. La denuncia avviene dopo quella già fatta dal Governo britannico e dopo l’appello fatto dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che dichiara, con non poca preoccupazione, che il consumo di farmaci antimicrobici è aumentato del 5,2% solo nel 2013.

L’antibiotico-resistenza rappresenta una vera e propria minaccia per la nostra salute e le grandi quantità utilizzate negli allevamenti intensivi italiani ne sono una delle motivazioni più importanti.
Così, la Ciwf (Compassion in world farming) Italia Onlus, ha lanciato una petizione online per chiedere al ministro Lorenzin un attento controllo e una decisiva riduzione nell’uso degli antibiotici negli allevamenti del nostro Paese. Fa riflettere che ben il 71% di questi medicinali sia destinato agli animali e che la quantità di antibiotici utilizzata per produrre un chilo di carne sia il triplo di quella a cui si ricorre in Francia e addirittura cinque volte superiore a quella inglese.
È stato scientificamente provato che l’impiego di queste sostanze farmacologiche genera resistenza e quindi anche batteri resistenti che dagli animali possono contagiare gli esseri umani, causandogli malattie anche molto serie.
In riferimento a ciò, il Principe Carlo d’Inghilterra ha riferito che ha deciso di curare gli animali della sua azienda agricola di Highgrove, a un paio di ore da Londra, con l’omeopatia proprio per contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza.
Questa condizione di sottosviluppo e arretratezza non solo può diventare una gravissima minaccia per la salute pubblica del nostro Paese ma potrebbe facilmente danneggiare e sfavorire il mercato italiano. Il cambiamento da attuare non si è mai dimostrato così urgente e si potrà realizzare esclusivamente attraverso un miglioramento delle condizioni di salute degli allevamenti.

La fonte: Il Sole 24 Ore

 

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