L’antibiotico-resistenza rappresenta un vero e proprio allarme per la salute pubblica, in particolar modo per il benessere dei neonati; basti pensare che ogni anno, si contano circa un milione di bambini morti a causa di infezioni e, solo nel 2012, 7 milioni di neonati hanno dovuto curarsi e subire trattamenti terapeutici per guarire da malattie infettive batteriche.
A quanto afferma la Società Italiana di Neonatologia (SIN) obiettivo prioritario dei prossimi dieci anni consisterà proprio nel trovare rimedi alternativi per affrontare al meglio il problema, mai così grave vista la numerosa presenza di batteri multiresistenti, dell’antibiotico-resistenza.
Mauro Stronati, Presidente della SIN, ci spiega come, con il passare degli anni, risultiamo sempre più impreparati a fronteggiare questa emergenza, non disponendo degli strumenti necessari per sconfiggere questi microrganismi: sa da una parte assistiamo alla mancanza di investimenti da parte di società farmaceutiche nella ricerca destinata alla scoperta di nuove molecole, dall’altra assistiamo all’aumento (a livello mondiale) di batteri in grado di sopravvivere a tutti gli antibiotici che sono disponibili.
Per cercare di intervenire e risolvere la questione, è fondamentale l’adozione di regole e documenti inflessibili sia all’interno delle strutture ospedalieri che in riferimenti alle cure e ai trattamenti che prevedono l’utilizzo e la somministrazione degli antibiotici. Ciò che è necessario comprendere è che la nascita delle resistenze si manifesta immediatamente a seguito della somministrazione antibiotica.
L’Italia è uno dei Paesi in cui la situazione si rivela maggiormente critica e, secondo una classifica stilata dall’European Centre for Disease Prevention and Control, il Bel Paese si piazza al quinto posto per quantità di antibiotici usati quotidianamente (dietro a Grecia, Francia, Lussemburgo e Belgio).
Viene così promossa ed incentivata l’adozione da parte di tutti gli ospedali di un Programma di gestione antibiotica che aiuti a sorvegliare e vigilare sia nell’esatto momento della prescrizione degli antibiotici che durante la cura; è proposta, quindi, la creazione di strutture ad hoc che preparino e guidino il dottore nella prescrizione, evitando così di usare medicinali antibiotici quando non è strettamente necessario.
Di primaria importanza è il ruolo che gioca la prevenzione, soprattutto in ambito ospedaliero: nel 2013 era stato diffuso il segnale di pericolo in merito al peso che i rischi di infezione nei neonati si manifestino solo dopo le loro dimissioni, mettendo così in grave pericolo la salute ed il benessere dei bimbi.
La conferma di quanto appena citato l’abbiamo avuta nel 2014, quando il Premier britannico David Cameron ha commissionato il Rapporto Review on Antimicrobial Resistance successivamente all’ondata di morte di neonati a causa dell’antibiotico-resistenza.
La fonte: InformaSalus.it