Grazie ai finanziamenti messi a disposizione da Banca Mediolanum, il San Raffaele di Milano può entrare di diritto nella storia della medicina; un microchip, Alpha AMS, potrà essere inserito nell’occhio di una persona non vedente, restituendole così il dono della vista. Difatti, una volta impiantato, il microchip permette alla persona affetta da cecità di avere una percezione della luce e delle forme degli oggetti che la circondano, senza che sia necessario il supporto di apparecchi esterni. Si tratta di un impianto di visione artificiale tra i più avanzati, se non il più avanzato, in tutto il mondo e verrà installato per la prima volta in Italia, nell’Unità di Oculistica e Oftalmologia.
Il microchip, creato in Germania dalla compagnia tedesca Retina Implant AG, è grande 3 millimetri e contiene al suo interno ben 15 sensori.
Viene inserito esattamente sotto la retina e stimolerà il circuito nervoso che mette in correlazione il cervello con gli occhi; così facendo, il microchip potrà sostituire i fotorecettori della retina (indispensabili per vedere) malati e non funzionanti con un piccolissimo meccanismo elettronico che trasformerà la luce in stimoli elettrici ed il paziente potrà recuperare la capacità visiva senza dover ricorrere ad ausili esterni come occhiali o telecamere.
Marco Codenotti, responsabile del Servizio di Chirurgia vitreo-retinica del San Raffaele, eseguirà l’intervento non appena avranno terminato la selezione dei candidati ideali: l’impianto artificiale è preferibile sia impiantato in persone che abbiano perso la vista durante l’età adulta, in seguito a patologie ereditarie come può essere la retinite pigmentosa, piuttosto che in persone affette da cecità sin dalla nascita. La via ottica, che collega cervello ed occhi, infatti, deve funzionare ancora e non vi devono essere traumi pregressi. Solo partendo da questa prospettiva l’intervento potrà riuscire perfettamente; senza parlare del fatto che il paziente dovrà impegnarsi, e non poco, per adeguarsi ai nuovi occhi e dovrà imparare a vedere nuovamente. L’impegno richiesto è pertanto costante da ambe le parti.
La fonte: Il Sole 24 Ore