L’Istat ha presentato un rapporto del 2015 riguardante i fattori di rischio per la salute dell’uomo; tra questi il fumo, l’alcol, la sedentarietà e l’obesità. Circa il 15% delle donne dichiara di fumare abitualmente e la distanza dagli uomini resta sempre molto elevata: difatti, ben il 24,6% della popolazione maschile è dipendente dalla nicotina.
Nell’arco di tempo che abbraccia gli anni compresi tra il 2001 e il 2015, le percentuali parlano di un calo di fumatori tra la popolazione e se tra gli uomini la fascia di età che include la cifra più elevata di fumatori è quella dei 25-34, tra le donne si inizia a fumare tardivamente, dai 55 ai 59 anni.
Per ciò che concerne l’obesità, nel 2015 è stato rilevato che oltre il 45% della popolazione di 18 anni e più soffre di disturbi alimentari legati al peso. Se il 35,3 % risulta in sovrappeso, il 10% circa soffre di obesità. Solo la metà degli Italiani dimostra di essere in salute, mantenendo il giusto peso forma. Da citare anche il 3% della popolazione che soffre invece della problematica inversa: è sottopeso.
Dai dati del rapporto è chiaro che la componente maschile è quella maggiormente colpita dal sovrappeso: il 55 % lotta quotidianamente con i chili di troppo e altro dato allarmante riguarda i bambini; il 25% pesa più del dovuto e combatte con l’eccesso del peso. La problematica dell’obesità è certamente legata alla mancanza di attività fisica costante e alla pigrizia che sembra colpire maggiormente le donne. Il 44% della parte femminile afferma di essere pigra e più di 23 milioni di persone dichiara di non allenarsi e di non praticare alcun tipo di sport. Dati allarmanti che invitano a riflettere.
Sul versante alcol, dagli 11 anni e oltre, il 65% circa degli Italiani dichiara di averlo consumato almeno una volta durante l’anno e, se rispetto all’anno precedente aumenta la percentuale delle persone che bevono alcolici in maniera saltuaria (42,3%), diminuisce la quota di coloro che lo bevono quotidianamente. In cima alle preferenze degli Italiani vi è il vino (il 52,2% esplicita la sua preferenza per la bevanda), seguito subito immediatamente dopo dalla birra. A scendere amari, superalcolici e liquori.
I dati che però fanno allarmare sono quelli che riguardano coloro che eccedono nel consumo di alcol, oltrepassando la soglia consentita per il mantenimento del benessere e della salute. Il 16% è la percentuale che racchiude tutti coloro che manifestano dei disturbi, anche se lievi, legati al consumo di sostanza alcoliche e il numero che fa riflettere maggiormente è sicuramente la fascia di età maggiormente colpita dall’uso smodato dell’alcol: stiamo parlando degli over 65.
Altro fattore emerso dal sondaggio è l’influenza genitoriale sui comportamenti dei propri figli: oltre il 30% dei ragazzi fino ai 24 anni di età che vivono con genitori fumatori dichiara di fumare e di farlo probabilmente perché cresciuto con un modello comportamentale di tal genere. Lo stesso discorso vale per le problematiche legate al peso: se in famiglia, i tuoi cari conducono una vita prevalentemente sedentaria, sarà probabile che lo stesso verrà fatto dei figli. Non è un caso il seguente dato: il 48,4% dei ragazzi è sedentario se lo sono anche la mamma ed il papà.
Molte delle problematiche precedentemente citate risultano associate tra di loro e conseguenza l’una dell’altra: il 30% di chi fuma e il 27% di chi fumava ed ora ha smesso manifesta disturbi comportamentali legati al consumo eccessivo di alcol; numero che va a scontrarsi con il 16% dei non fumatori.
Il consumo del tabacco, stando a quanto riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, causa il 10% delle morti tra gli adulti e rappresenta la causa di decesso evitabile e prevedibile. Fortunatamente, grazie ai numerosi ddl anti-fumo emessi negli ultimi tempi, il consumo di tabacco è in continuo calo.
La fonte: Repubblica