biopsia-liquida-prelievo-del-dna-diagnostica-tumoriEntro il 2017 sarà possibile diagnosticare un tumore attraverso un semplice prelievo di sangue e senza dover ricorrere alla biopsia; si tratta di un enorme passo in avanti nella medicina moderna, reso possibile grazie ad un biosensore nano-fotonico che è in grado di individuare microscopiche unità di marcatori tumorali attraverso l’impiego della luce.

 

Il progetto, presentato all’Unione Europea, verrà realizzato da un consorzio costituito da ben 13 centri di eccellenza internazionale, Ultraplacad, in collaborazione con la Commissione Europea; il modello industriale di laboratorio verrà testato per la prima volta in Italia all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena.

In sostanza, attraverso fasci di luce, sarà possibile localizzare, con un focus particolare nelle persone con carcinoma colonrettale, delle alterazioni geniche a carico di microRna. Il biosensore, tramite un semplice prelievo di sangue e senza dover servirsi della biopsia dei tessuti, potrà rivelare la presenza o l’assenza del tumore, catturando il marcatore tumorale . Il marker verrà a sua volta trasformato in luce grazie ad un complesso di amplificazione costituito da nano-particelle e successivamente catturato da un sensore plasmonico. Il dott. Patrizio Giacomini spiega come il captare segnali fotonici risulti essere una tecnologia estremamente avanguardistica rispetto all’individuazione di molecole biologiche o particelle atomiche.

La luce sembra essere la soluzione all’individuazione dei tumori, permettendo di ottenere il massimo dei risultati con le tecniche il meno invasive possibili. La metodologia prende il nome di biopsia liquida e si rivela capace di fornire in tempo reale informazioni sulla tipologia e sullo stadio del tumore, indicando le terapie meglio rispondenti ed il percorso terapeutico maggiormente consigliato. In questo modo, sia il paziente che il dottore riscontrano una maggiore facilità nel gestire e nel tenere sotto controllo la situazione clinica-patologica.

Ultraplacad verrà testato definitivamente entro la fine dell’anno nei vari trial clinici dell’Istituto Regina Elena; si potrà stabilire se la biopsia, finora usata come strumento diagnostico, potrà essere rimpiazzata dai fasci di luce e quindi da un semplice prelievo ematico.

Dato il consenso ottenuto dal Comitato Etico, l’Istituto ha cominciato a reclutare i primi pazienti per la sperimentazione e, sebbene manchi ancora del tempo, la biopsia liquida sembra avere tutti i presupposti necessari per affermarsi come tecnologia diagnostica a servizio della salute pubblica.

La fonte: La Repubblica

 

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