fertility-day-slogan-medcamUna donna che con la mano destra tiene una clessidra gigante e con la sinistra si tocca il ventre, lo slogan “La bellezza non ha età, la fertilità si”, l’hashtag #fertilityday. Sono queste le componenti della campagna scelta ed ideata dal ministero della Salute per sostenere il piano nazionale della fertilità.

Inutile dire che qualcosa non ha funzionato e che non è necessario avere grandi doti di perspicacia ed empatia per comprendere che la campagna non è andata a segno perché offende l’intelligenza e la sensibilità di tutte le donne. Certo è che se l’obiettivo principale del manifesto era far parlare di sé, allora si può affermare che è stato raggiunto; ovviamente la stragrande maggioranza delle reazioni scatenate sul web e non si sono rivelate poco clementi e comprensive.
Per rendere chiaro a tutti la portata di clamore suscitato dalla campagna, non basta di certo dire che l’hashtag #fertilityday è diventato nel giro di poche ore tranding topic su tutti i social, scatenando i commenti negativi di orde di uomini e donne (soprattutto queste ultime). Le accuse principali rivolte alla campagna riguardano tre aspetti fondamentali: le difficoltà economiche che spesso impediscono alle donne e agli uomini di metter su famiglia, gli slogan che sembrano colpevolizzare tutte quelle donne che per determinati problemi non hanno potuto e non potranno procreare e il puntare il dito contro quelle figure femminili che per loro scelta, per loro volontà non vogliono avere figli. A detta di molti questa iniziativa sembra richiamare, per diversi aspetti, la retorica del ventennio fascista.
Sono tante le persone che sottolineano la superficialità della campagna, che sembra non tener conto che la maternità non è solo una mera questione biologica, che deve sottostare alla lancette di un orologio che va avanti senza sosta; sono tanti i fattori che bisogna prendere in considerazione, dalla mancanza di tutele nei confronti delle donne nel mondo lavorativo, alla mancanza del lavoro stesso, che porta moltissimi Italiani ad emigrare dal Bel Paese alla ricerca di fortuna in terra straniera.
Sul sito ufficiale del ministero della Salute, il Fertility Day viene illustrato come un manifesto, un evento che si pone l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tematica dell’infertilità, mettendo l’accento su una problematica che affligge l’Italia dei nostri tempi: la denatalità.
Il problema vero e proprio sorge quando il ministero della Salute italiano rappresenta la donna come un prodotto con tanto di etichetta con data di scadenza attaccata sopra. E la libertà di scelta dove è andata a finire? Questa è la domanda (retorica) che la maggior parte degli utenti online si pone.
E se lo sdegno dilaga nel web, la Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) sembra appoggiare la campagna del Fertility Day, enfatizzando come sia importante proteggere la fertilità e come sia fondamentale farlo per tempo, sensibilizzando e prevenendo.

La fonte: La Repubblica

 

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