musicoterapia-contro-il-cancro-musicaÈ stato scientificamente dimostrato che la musica può migliorare la qualità della vita delle persone affette dal cancro, attenuando tanto i sintomi psicologici quanto quelli fisici; a rivelarlo uno studio condotto da i ricercatori della Cochrane Collaboration, un’organizzazione internazionale che lavora da sempre con le revisioni di studi in ambito medico-scientifico.

Prima di entrare nel merito della questione, è necessaria una premessa: la musica, infatti, può essere usata come integrazione alla cura del paziente in differenti modalità, dal semplice ascolto del brano musicale alla presenza di uno specialista che crea ad hoc, per ogni singolo paziente, un’esperienza di musica mirata e guidata. Nel secondo caso, stiamo parlando di quella conosciuta a tutti come la musicoterapia, che in molte situazioni prevede il coinvolgimento diretto del paziente nella produzione musicale, attraverso l’utilizzo di strumenti estremamente semplici da usare come per esempio quelli a percussione. Stefano Martini, Presidente della Federazione Italiana Musicoterapia, spiega che quindi è assolutamente differente parlare di musica in terapia e di musica come terapia e bisogna tenerne conto quando si trattano questi argomenti.
Il progetto del gruppo Conchrane punta all’aggiornamento di una revisione su un tema della letteratura scientifica risalente al 2011: 22 studi più recenti sono stati inseriti, raggiungendo una quota di 52 articolo e oltre 3000 partecipanti coinvolti.
Tra tutti gli studi, 17 approfondiscono l’effetto della musica su persone che devono sottoporsi a chemioterapia o radioterapia, 20 riguardano pazienti di chirurgia generale e 15 pazienti malati di cancro più in generale. I partecipanti ai trial clinici sono in linea di massima tutti adulti, con l’eccezione fatta per 5 studi di oncologia pediatrica che coinvolgono i più piccini. Per fare una divisione più sommaria, possiamo dire che 23 ricerche riguardano l’ascolto dei brani mentre 29 trattano di musicoterapia. In tutti e due i casi, la musica apporta numerosi benefici ai pazienti che si sottopongono ai test; però, c’è da dire che solo la musicoterapia sembra portare un vero e proprio miglioramento nella qualità della vita e nella salute delle persone, grazie soprattutto al contributo del terapista che crea un percorso sonoro specifico e personalizzato, tenendo conto del trascorso della persona in questione, delle relazione personali e del contesto in cui vive.
Andando più nel dettaglio, possiamo dire che i benefici di cui sembra farsi portatrice la musica sono numerosi: in primis, sembra combattere la fatigue e l’ansia, attenuando i dolori e contrastando la depressione. In aggiunta, sembra che la musica permetta al paziente di ridurre il numero degli anestetici ed analgesici, riuscendo persino ad abbreviare i tempi di recupero in ospedale. Da un punto di vista prettamente fisico, l’ascolto musicale porterebbe l’individuo ad avere una frequenza cardiaca e respiratoria ed una pressione arteriosa più basse; ciò ha portato l’autore del lavoro di revisione, Joke Bradt, ad affermare che la musica rappresenta un ottimo strumento di trattamento complementare alle terapie anti-cancro, in particolar modo se viene affiancata da un percorso terapeutico emozionale creato ad hoc per il paziente.
Il Dott. Martini spiega che il semplice ascolto della musica è di per sé benefico sebbene conduca l’individuo verso un miglioramento solo temporaneo del proprio umore, evocando ricordi passati, emozioni, sensazioni visive, tattili, olfattive e via dicendo. Se invece si vuole modificare in maniera permanente lo stato di salute, è assolutamente necessario mettere la mente nella condizione di creare una struttura che sia capace di gestire i suoni proveniente dalla natura e affidarsi ai trattamenti di uno specialista che spinga l’individuo a risvegliare quella strutture che sono insite nell’essere umano sin dal quarto mese di gestazione.

La fonte: Repubblica

 

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