Ascoltare la musica potrebbe rivelarsi un’ottima integrazione alle terapie convenzionali, riducendo notevolmente il dolore cronico o acuto dovuto al cancro o ad altre patologie morbose. È quanto emerso da una revisione degli studi condotta da Jin Hyung Lee ed il suo pool di colleghi esperti della Ewha Womans University di Seul.
I ricercatori hanno revisionato numerosi trial condotti nell’arco temporale che va dal 1995 al 2014 e che hanno coinvolto una totalità di quasi 10mila pazienti; molti hanno riguardato la terapia musicale, vale a dire di una terapia che prevede un’interazione con un terapista musicale, mentre solo alcuni test riguardavano l’ascolto di brani registrati noti per gli effetti che potevano avere sulla persona trattata.
Gli esperimenti hanno preso in esame gli effetti della musica sull’intensità del dolore e sullo stress psicologico causato dal dolore e dai medicinali antidolorifici assunti per cercare di ridurlo; le persone che hanno avuto dei contatti con la musica hanno affermate di provare un dolore, in una scala che va da 1 a 10, di un punto inferiore. Jin Hyung Lee ci tiene, però, a precisare che i risultati finali non sono stati coerenti in tutti i vari trial ed esperimenti. Ben sette studi hanno dimostrato una netta riduzione nell’uso degli anestetici in tutti coloro che venivano esposti a brani musicali, notando delle piccole differenze nei test che prendevano in considerazione l’impiego di antidolorifici sia a base di oppioidi che privi di questi ultimi. Il tasso di respirazione, le pressione e la frequenza cardiaca risultavano inferiori nei pazienti che avevano ascoltato della musica: questo perché con la musica vengono stimolati numerosi sensi, tra i quali i ricettori del dolore, riuscendo così a catturare l’attenzione dell’individuo in esame e ad alleviare il livello di ansia e stress causato dalla patologia grazie alle sue proprietà rilassanti e calmanti. I terapisti musicali, in aggiunta, permettono al paziente di vivere una vera e propria esperienza musicale e sensoriale, guidandoli passo passo nella loro battaglia attiva al male di cui soffrono, infondendo loro un senso di speranza, rilassamento e controllo su tutto il proprio corpo e sulla propria mente.
Sono sempre di più i terapisti musicali che operano all’interno di strutture ospedaliere e che lavorano su svariati obiettivi clinici; il più diffuso, resta senza dubbio, la gestione del dolore per migliorare la qualità della vita e ripristinare lo stato di salute.
La fonte: InformaSalus