Un recente paper, Efficacy of homeopathy in livestock according to peer-reviewed publications from 1981 to 2014, pubblicato su una delle più rinomate riviste del settore (Veterinary Record) dai ricercatori Caroline Doehring e Albert Sundrum ha preso in esami numerosi studi condotti in precedenza e che riguardavano l’uso dell’Omeopatia nel campo della Veterinaria criticandoli e contestando loro l’insufficiente numero di animali inclusi nelle ricerche ed esortandoli ad eseguire ed a portare a compimento più studi veterinari, prima di trarre conclusioni definitive e dare consigli clinici concernenti l’impiego di medicinali e farmaci omeopatici sugli animali.
Inutile dire che sono state molte le testate italiane ad approfittarsi della situazione e a pubblicare titoloni fuorvianti che non hanno fatto altro che incendiare ancor di più un dibattito già di per sé infuocato, riguardo l’efficacia dell’Omeopatia; per queste ragioni, il Prof. Paolo Roberti di Sarsina, Presidente dell’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona ed uno dei maggiori esperti di MNC in tutta Europa, ha dichiarato che se non fosse per molti aspetti noioso, questo incessante accanimento attraverso il quale persone impreparate da un punto di vista medico e scientifico nell’ambito delle Medicine Non Convenzionali e Complementari si impegnano costantemente a fare disinformazione risulterebbe persino comico. Lo studio in questione, difatti, non afferma in nessuna maniera che l’omeopatia non ha efficacia sugli animali (come invece hanno affermato numerosi giornalisti italiani) bensì invita ad eseguire ulteriori studi che ne confermino la veridicità. Tutto ciò è assolutamente lecito e opportuno prima di poter affermare in maniera definitiva l’efficacia clinica dell’utilizzo su vasta scala. Quello che viene contestato dall’esperto di MNC è il pregiudizio, completamente antiscientifico, che è alla base delle critiche rivolte all’omeopatia e la stessa AMIOT (Associazione Medica Italiana di Omotossicologia) rammenta che in agricoltura biologica, a livello europeo, l’impiego di farmaci omeopatici viene consigliato pubblicamente poiché, stando a quanto riportato dalle direttive UE della Commissione Europea, questi ultimi dovrebbero persino esser preferiti rispetto ai medicinali convenzionali e di fatto sono concretamente usati da agricoltori e veterinari. Un vero e proprio smacco per tutti coloro che vanno alla ricerca perenne di studi e informazioni con il solo scopo di criticare e smontare una trend che oramai è sempre più apprezzato e che trova sempre più conferme anche in ambito scientifico/medico.
La fonte: MeteoWeb