I cani fanno bene alla salute del nostro cuore; a rivelarlo, uno studio pubblicato su una rinomata rivista scientifica, Circulation, e che mette in evidenza come chi è malato di patologie cardiovascolari possa vivere più a lungo semplicemente adottando un cagnolino.
L’articolo, Pet ownership and cardiovascular risk, ha comprovato l’efficacia della Pet Therapy sui pazienti umani affetti da malattie cardiovascolari, mettendo in risalto una correlazione evidente tra la riduzione del tasso di mortalità e l’adozione di un animale a 4 zampe. Il cardiologo Andrea Macchi spiega che il tasso di sopravvivenza è superiore rispetto a tutti coloro che non possiedono un cucciolo in famiglia e che tale beneficio si registra indipendentemente dalla gravità della patologia e dalle terapie mediche utilizzate per trattare tali problematiche.
Le motivazione che possono riscontrarsi alla base degli evidenti miglioramenti nella qualità dei pazienti cardiopatici possono essere svariate, dalla maggiore attività fisica a cui il paziente è costretto dal cane alle feste e l’affetto che riceve in cambio di semplici attenzioni. Si tratta di fattori elementari ma che è risaputo contribuiscano in maniera decisiva al miglioramento della qualità della vita.
Questi dati hanno di certo ispirato Centro Cuore degli Istituti di ricovero e cura Iseni-Sanità di Malpensa che, dall’inizio del mese di febbraio, darà il via al progetto di pet therapy che metterà il paziente in condizione di adottare un animale abbandonato. Si tratta della prima esperienza di questo genere in Italia e le aspettative sono alte.
Gli specialisti del reparto di cardiologia, supportati da evidenze scientifiche, incentiveranno l’adozione degli animali a 4 zampe mostrando ai pazienti tutti i benefici che se ne possono ricavare e, grazie alla collaborazione con Animal’s Emergency Onlus, un’organizzazione lombarda che si occupa dell’assistenza di animali abbandonati, si impegneranno nel trovare l’animale più idoneo per il percorso terapeutico. Questo progetto di pet therapy, dunque, non solo contribuisce a migliorare sensibilmente la qualità della vita dei pazienti cardiopatici bensì permette agli animali abbandonati di trovare una casa ed una famiglia con cui condividere la propria vita.
La fonte: Ansa.it