Global Advances in Health and Medicine ha pubblicato uno studio, condotto da un pool di ricercatori del Columbia University College of Physicians and Surgeons di New York e diretto dal Dott. Loren Fishman, in cui viene spiegato come la pratica dello yoga per un minuto e mezzo ogni giorno aiuti a risolvere i disturbi della colonna vertebrale, prima fra tutti la scoliosi. I ricercatori hanno preso in esame e valutato gli effetti di una posizione in particolare, conosciuta come “Vasisthasana”, su 25 pazienti affetti da scoliosi idiopatica o degenerativa. Dai test condotti prima dell’esperimento, gli studiosi hanno riscontrato che i pazienti presentavano una curva primaria che oscillava dai 6 ai 120 gradi; una volta dato il via allo studio, ai partecipanti è stato insegnato come tenere per 10-20 secondi questa determinata posizione, solo sul lato convesso e quindi quello più debole della colonna, e la cadenza con cui dovevano impegnarsi nello yoga era giornaliera. Dopo la prima settimana, sono stati invitati ad allungare il tempo di tenuta della postura, che di fatto è venuto loro naturale in seguito ai miglioramenti ottenuti dagli esercizi svolti con costanza.
I dati parlano chiaro: praticando lo yoga 1,5 minuti al giorno, per sei giorni su sette e per un periodo complessivo che va dai due ai ventidue mesi, riduce la curva della scoliosi idiopatica in una percentuale che varia dal 33% al 49,2%; i pazienti presi in esame hanno età differenti ma principalmente sono adolescenti ed adulti. L’importanza dello studio consiste nel fatto che grazie a poco più di un minuto è possibile trattare una condizione che se non trattata nei tempi ed in maniera adeguata, rischia di peggiorare del 7% ogni anno, conducendo chi ne soffre a disabilità o creando loro diversi rischi di salute.
Fishman spiega che essendo la scoliosi una condizione asimettrica, il loro intento era proprio quello di trattarla asimmetricamente, chiedendo così ai partecipanti di assumere la posizione solmente sul alto convesso e quindi più debole della colonna vertebrale. Così facendo, viene facilitata il rinforzo dei muscoli spinali specifici che sono sul lato maggiormente debole e che sono di supporto per incrementare la riduzione della curva.
La fonte: InformaSalus