agopuntura Gemelli medicina del lavoro disturbi invalidantiUn altro passo in avanti per il riconoscimento legislativo delle medicine non convenzionali come l’omeopatia, la fitoterapia e l’agopuntura in Piemonte. Nella mattinata del 13 marzo 2017 la Giunta regionale si è riunita ed ha approvato la delibera promossa dall’assessore alla Sanità Antonio Saitta, nella quale vengono stabiliti i vari processi di accreditamento sia per gli enti pubblici che per quelli privati che organizzano corsi formativi per omeopati, fitoterapisti e agopuntori, esperti nelle tre discipline previste dalla normativa.

Si tratta di un evento di straordinaria importanza che sancisce la messa in opera del decreto e del protocollo d’intesa firmato nel mese di novembre dagli Ordini provinciali dei medici. Finalmente verranno creati i primi elenchi di tutte quelle figure professionali che sono abilitate alla pratica e all’esercizio delle tre discipline; è solo questione di tempo prima che venga mandato l’avviso ai vari enti e alle numerose associazioni che vogliono ottenere l’accreditamento.
La norma approvata nel giugno del 2015 e firmata primo fra tutti dal consigliere Mario Giaccone dà l’opportunità di potersi iscrivere ai registri di coloro che possono esercitare le medicine non convenzionali solo agli esperti ed ai medici che avranno seguito e superato i corsi di formazione che prevedono 400 ore di lezioni teoriche seguite da 100 ore di pratica che li metteranno nella condizione di superare l’esame teorico-pratico finale che avrà luogo al termine di ogni anno di formazione.
Gli enti, le associazioni ed i medici che vorranno essere regolarmente accreditati dovranno, prima di tutto, esser riconosciuti da un punto di vista legale e saranno obbligati ad usare strumentazioni e sedi idonee per il lavoro in sicurezza. Il professionista, responsabile della didattica, che terrà il corso dovrà essere iscritto all’albo professionale dei medici chirurgi e degli odontoiatri, con alle spalle 10 anni di esperienza clinica e almeno 7 di esperienza accademica nell’abito delle medicine non convenzionali. Per ciò che concerne i docenti relatori, invece, dovranno essere minimo 5 e sarà obbligatoria per loro l’iscrizione agli albi professionali e la maturazione di un minimo di 5 anni di pratica clinica documentata concernente la disciplina medica specifica. In aggiunta, deve esser garantita la presenza di un membro esterno, eletto dall’Ordine professionale provinciale di competenza, durante la giornata dell’esame finale.

 

La fonte: La Stampa

 

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