Essere felici è più facile di quanto si creda e a rivelarlo è una ricerca pubblicata recentemente su una delle più rinomate riviste del settore, The Journal of Positive Psychology, e condotta da un pool di esperti dell’Università di Otago in Nuova Zelanda. Stando a quanto rivelato, la chiave della felicità non risiede nei successi lavorativi o nel benessere economico; sono le attività creative più semplici e rilassanti che ci rendono felici e si tratta di una serie di determinati hobby che durante un altro studio sono stati indicati come indispensabili per combattere il declino cognitivo.
Un team di psicologi, biochimici e genetisti, come tutti gli anni, si è riunito il 20 marzo per celebrare la giornata mondiale della felicità lanciata dall’Onu e per ricercare le radici del benessere psico-fisico dell’uomo; a detta di alcuni ricercatori californiani, l’età della felicità corrisponderebbe a quel periodo di vita che va da quaranta anni in poi mentre la fascia temporale racchiusa tra i 20 ed i 30 anni sarebbe quella caratterizzata dalla presenza di maggior stress ed ansia; man mano che si cresce, aumenta anche il livello di felicità della persona, sebbene aumentino i problemi fisici e il declino cerebrale.
Quello che gli scienziati si chiedono è se la felicità sia innata e possa essere attribuita alla presenza di determinati geni; i ricercatori dell’Università di Vrije, guidati sapientemente da Meike Bartels e Philipp Koellinger, hanno identificato tre varianti genetiche che hanno a che fare con la felicità: tra queste, due sarebbero correlate alle sintomatiche depressive mentre 11 punti del genoma a nevrosi. Stiam parlando di una vera e propria mappatura genetica, pubblicata su Nature, dove vengono elencati quei geni che giocherebbero un ruolo fondamentale nelle sensazioni di felicità e benessere.
La ricetta della felicità va chiesta certamente ai Danesi e ai Norvegesi, da anni in cima alle classifiche stilate dall’Onu (differentemente dall’Italia che occupa la posizione numero quarantotto e che segue Paesi come l’Uzbekistan, la Malesia e il Nicaragua) e oggi più che mai ci si rende conto di come i Paesi che sono calati maggiormente nella classifica appartengono a quelle aree che sono state colpite da crisi economiche, politiche e sociali.
Lavorare all’uncinetto, scrivere canzoni e poesie, dipingere, creare e progettare in digitale sono solo alcune delle attività che sembrano far bene all’uomo, aumentando il livello di serenità e felicità, come se così facendo gli venisse permesso di estraniarsi dalla realtà che lo circonda e che in molti casi potrebbe non essere così piacevole. Ecco che la chiava delle felicità è alla portata di tutti ed il benessere mentale ed emotivo sembra non essere poi così difficile da raggiungere. Lo studio ha coinvolto più di 650 studenti, ai quali è stato chiesto di tenere per 13 giorni un diario quotidiano delle attività svolte durante l’arco della giornata. L’analisi dei diari non ha fatto altro che confermare che i giovani con più entusiasmo e voglia di vivere erano coloro che svolgevano più attività creative ed rilassanti.
La fonte: Repubblica