uomo cane 1. ENon scordiamoci mai dei nostri cari amici a quattro zampe. Anche loro come noi possono aver bisogno di una cura o di un sostengo in più in un momento di debolezza, ed anche per loro è possibile ricorrere all’Omeopatia con risultati apprezzabilissimi.
L’Omeopatia Veterinaria è certamente una disciplina più giovane rispetto a quella praticata sugli esseri umani, ma sta iniziando a trovare la giusta consacrazione, ed all’Omeopatia si ricorre sia per curare patologie acute che malattie croniche: tosse, dermatiti o allergie. Per altro, un gatto o un cane non hanno certo la percezione di ricevere una cura, per cui potrebbe essere scongiurato anche il binomio Effetto Placebo-Omeopatia, tanto utilizzato da chi non vede di buon occhio le Medicine Non Convenzionali.

La Dottoressa Laura Cutullo, Medico Veterinario ed esperta di Medicine Naturali, ci spiega che anche gli animali affetti da Leishmaniosi o patologie gravi come i tumori possono trarre un certo giovamento dalle cure omeopatiche. E’ molto importante vagliare bene lo stato della malattia, in quanto il rimedio omeopatico è utile sia per rallentare l’evoluzione di una patologia in atto, sia per svolgere un’azione di contrasto.
Nel caso degli animali, la Dottoressa Cutullo continua specificando che il rimedio non dovrebbe essere mai mescolato con il pasto per non rischiare di disperderne il principio, e che la cura dovrebbe essere somministrata sempre almeno trenta minuti prima di dar da mangiare al nostro piccolo amico, sciogliendo il rimedio in poca acqua oppure dato direttamente in bocca all’animale.
Come ci testimonia anche Omeopatia Veterinaria, i casi su cui si può intervenire sono molteplici e di svariata natura: dal trauma cranico all’avvelenamento, dalla leishmaniosi alla leucemia felina, fino all’urologia, all’epilessia ed ai gravi casi di oncologia.
Il Dottor Filippo Pilati, Direttore dell’Officina Olistica Veterinaria del Benessere di Bologna, racconta di come i rimedi omeopatici abbiano costituito un valido aiuto su molti dei suoi piccoli pazienti grazie al riequilibrio ottenuto nell’ambito PNEI-PsicoNeuroEndocrinoImmunologia. Racconta anche del suo caso più eclatante nel 2013, un Carlino affetto da Meningite Necrotica Autoimmune, in cui ciclosporine e cortisone sono state sostituite anche da rimedi di natura omeopatica. Ebbene, il cane sotto la precedente terapia risultava “imbambolato” e non riusciva neppure ad alzare la zampa per urinare, mentre con la terapia olistica riusciva anche a correre e giocare. La terapia a base di barbiturici del cane era stata poi ridotta addirittura del 30%. 

Se il cane è considerato il migliore amico dell’uomo, l’Omeopatia potrebbe essere a sua volta la grande amica di entrambi.

Fonti: Vanda Omeopatici, pnei.it, Omeopatia Veterinaria.org

 

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