Abstract Relatori 2013 2018-07-03T17:53:28+00:00

Abstract Relatori 2013

Prof. Paolo Roberti di Sarsina, Specialista in Psichiatria, Esperto per le Medicine Non Convenzionali del Consiglio Superiore di Sanità, Presidente dell’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona ONLUS.

Titolo Relazione: Salutogenesi e Resilienza nel continuum Care-Cure.

Abstract. La Medicina Centrata sulla Persona è il paradigma su cui vogliamo e dobbiamo fondare la Medicina del XXI secolo. Pone al centro dell’operare medico la Persona, nella sua unità di corpo, anima e spirito, che diventa soggetto agente della sua salute e della sua vita presente e futura. Diventa cruciale lavorare attivamente per una reale collaborazione tra medici, terapisti e pazienti per costruire una medicina ove la centralità della persona, di quel singolo individuo, che ha la sua biografia, il suo ambiente di vita, il suo sistema di relazioni, la sua storia clinica, diventi il centro dell’operare terapeutico. All’interno del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona, sono centrali i concetti di salutogenesi e di resilienza. La malattia diventa un’occasione, nella vita e nella storia di quel singolo paziente, di autoconoscenza, di crescita della consapevolezza di sé e degli altri, che può diventare strumento di sviluppo per l’individuo e per le persone che lo circondano. Il disagio di cui il paziente soffre e per cui chiede aiuto può essere il punto di partenza per ricostruire l’unità del suo essere e la possibilità di un’evoluzione. L’accrescersi della resilienza è una possibilità, che può conseguire ad un evento morboso, anche grave. Vedere e vivere un evento morboso non come disgrazia, ma come passaggio cruciale e ineludibile nella biografia di quell’essere umano porta ad una trasformazione radicale del concetto di malattia e salute.

Prendersi carico della propria salute secondo principi salutogenetici individualizzati, non delegandola tout court ai medici e agli “specialisti” comporta un passaggio epocale, del paziente da “oggetto” di osservazione e cura della biomedicina, che lo restituisce “riparato” il prima possibile all’ambiente da cui proviene, a “soggetto” responsabile ed operante, protagonista del suo processo di guarigione. Come medici abbiamo il compito di fare uscire la medicina da una tecnica che raccoglie dati, con un suo linguaggio per iniziati e con un pensiero astratto che riduce l’essere umano a puro oggetto di osservazione ad una viva e dinamica comprensione dell’essere umano malato che nasce dall’incontro tra persone, nel quale il paziente è un essere vivo, senziente e unico con il quale è necessario cominciare un dialogo e condividere le scelte terapeutiche. La malattia diventa così uno strumento che può aprire un incontro tra chi chiede aiuto e chi dà aiuto: da qui può generarsi una reale comprensione del processo patologico in atto e avviare un processo di cura e guarigione. E’ necessario che il medico e/o il terapeuta sviluppi l’empatia, che, ancor prima di un “saper fare” è “un saper essere con..”; l’empatia dà al sentire un valore conoscitivo.

Dott. Mauro Alivia, Specialista in Cardiologia, Vice Presidente Vicario della Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona ONLUS, ex Presidente della Società Italiana di Medicina Antroposofica (SIMA) Milano

Titolo Relazione: La Salute quale responsabilità sociale nella Medicina Antroposofica.

Abstract. Ogni medico che pratica la medicina antroposofica ha il compito, oltre quello di curare la malattia, spesso motivo della richiesta di una visita e di un primo incontro con il paziente, di porre le basi per un’autentica cura della salute. La domanda “come mi mantengo sano?” deve essere centrale nella vita di ogni individuo e ogni medico. Infatti la salute é lo strumento mediante il quale noi possiamo svolgere i nostri compiti e realizzare i nostri aneliti e obbiettivi nel corso della vita. Ecco perché é necessario che affrontiamo coscientemente i ritmi della nostra vita, ponendo particolare cura al ritmo sonno-veglia, al ritmo dell’assunzione dei cibi e dello svolgersi delle nostre funzioni fisiologiche. la cura da porre nella qualitá degli alimentii che assumiamo, nell’attivitá fisica che quotidianamente svolgiamo, nel tipo di rapporti e di relazioni che sviluppiamo, nelle realizzazioni che cerchiamo, tutto questo diventa parte del nostro “programma di salute”. L’origine delle malattie va cercata spesso in un disordine di questi aspetti.

La cura della salute diventa vera prevenzione. Abbiamo i compito di prenderci carico del nostro corpo, della nostra anima e del nostro spirito, ognuno dei quali esige cure particolari e differenziate. Una vita sana é una vita conquistata con il nostro agire. Una sorta di saggezza primordiale che, in un passato anche recente, si tramandava di generazione in generazione, non é piú attuale. Il processo evolutivo dell’umanitá ha portato alla possibilitá di scelte “libere” e individuali. Le cosiddette “comoditá” dell societá tecnologicamente avanzate hanno un prezzo spesso nascosto. Quando ci viene presentato il conto finale siamo in grado di pagarlo? Il nostro essere ha infinite risorse davanti a stimolazioni senza limiti? La totale separazione dell’uomo dai ritmi e dagli equilibri della natura fino a che punto é consentito? C’é un punto di non ritorno? Siamo coscienti della enorme responsabilitá che abbiamo nei confronti dei regni della natura? E di tutti gli esseri umani? Il tema della salute individuale diventa cosí parte della salute globale.

Dott. Alberto Laffranchi, Specialista in Radiologia, Responsabile scientifico del gruppo Me.Te.C.O. (Medicine e Terapie Complementari in oncologia) della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Esperto in Omeopatia e Omotossicologia, Biotecnologie e Medicina Naturale, membro ARTOI

Titolo Relazione: Medicine e Terapie Complementari in Oncologia: un’opportunità per il paziente, una risorsa per il Medico Oncologo.

Abstract. Premessa

Considerando la crescente richiesta di terapie complementari da parte dei pazienti Oncologici, nel 1998 presso l’Istituto Tumori di Milano, fu accettata dalla Direzione Scientifica (Dr. Natale Cascinelli) la proposta di alcuni medici dell’Istituto di costituire un Gruppo di Studio sulle Medicine e Terapie Complementari in Oncologia: Me.Te.C.O.

La relazione verterà sull’attività svolta in questi 15 anni, concentrandosi sui risultati ottenuti, mediante l’uso di campi elettromagnetici, farmaci Low Dose (Omeopatici), Dieta e integratori alimentari per il trattamento medico di lesioni iatrogene da radioterapia (Osteoradionecrosi e Radiodermiti acute, sub-acute e croniche), per il trattamento dei linfangiomi, per la prevenzione e cura delle nevriti periferiche.

Inoltre, verranno presentate proposte di terapia complementare da affiancare alla Chemio (CT) e Radioterapia (RT) nel trattamento dei tumori solidi, con la finalità di poter effettuare le Terapie Oncologiche rispettando le dosi e la cadenza dei cicli terapeutici previsti dai protocolli.

L’esperienza maturata in questi anni di attività suggerisce che affiancare alla CT e RT delle terapie complementari in particolare LOW Dose e un’opportuna dieta, consente di ridurne gli effetti collaterali, favorendo così rispetto delle dosi e delle tempistiche dei cicli terapeutici, con possibile incremento complessivo dell’efficacia delle terapie Oncologiche.

Queste possibilità andranno ulteriormente approfondite e indagate mediante progetti di ricerca opportunamente creati.

Da considerare, però, alcune oggettive difficoltà: queste terapie non appartengono alla modalità terapeutiche soggette al rimborso da parte del SSN, con eccezione per la Regione Toscana.

Inoltre, sarà fondamentale incontrare la disponibilità dei Comitati Scientifici ed Etici e la condivisione dei medici specialisti in Oncologia e in Radioterapia.

Ing. Andrea Gadducci, Ingegnere Elettronico esperto in Biomedica ed in metodiche Quanto-Biofisiche, Co-Founder/Owner di Bio-t S.r.l. – Tecnologie per la Vita

Titolo Relazione: Medicina quantistica e fisica evolutiva: Coscienza Informazione Energia Materia in sinergia per un approccio terapeutico integrato e consapevole

Titolo Relazione: Campi elettromagnetici e loro interazione sul corpo umano

Pres. Eduardo Rossi D.O., Presidente del Registro degli Osteopati d’Italia (R.O.I.)

Titolo Relazione: Osteopatia, stato dell’arte.

Abstract. L’intervento ha lo scopo di affrontare tematiche quali la situazione Socio-Politica in Italia ed in Europa, i progressi sul riconoscimento e la regolamentazione della professione Osteopatica e di illustrare la norma UNI N. 11.492 pubblicata lo scorso giugno.

Si presenterà Il Registro degli Osteopati d’Italia spiegando come quest’ultimo oggi sia divenuto un’associazione di riferimento, presente anche in ambito Europeo come membro effettivo delle due più importanti federazioni FEO e FORE . Si illustrerà CNA Professioni e i vantaggi che l’Osteopatia ha tratto e potrà ancora trarre dalla sua costituzione.

Parleremo anche di Certificazione del Professionista e degli elenchi che il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) ha depositato presso il Ministero di Giustizia.

Infine, argomento di notevole rilevanza, si esporranno i punti salienti della tanto attesa legge sulle professioni non regolamentate in ordini o collegi, approvata e pubblicata lo scorso gennaio (legge n. 4 del 14 gennaio 2013).

Prof. Claudio Corbellini,Specialista in Neurologia, Esperto in Agopuntura, Docente presso l’Università degli Studi  di Pavia e l’Università degli Studi di Milano, Docente titolare dell’ALMA Milano (Associazione Lombarda Medici Agopuntori) aderente alla F.I.S.A., Membro del Comitato Scientifico del Gruppo di Budapest 2013

Titolo Relazione: La Diapasonagopuntura

Abstract. La diapasonagopuntura nasce dalla combinazione dell’agopuntura con diapason che riproducono esattamente la vibrazione e il suono delle campane terapeutiche tibetane. Si esegue un trattamento d’agopuntura classico, frutto di un’analisi fisiopatologica energetica del paziente, integrato con la diagnostica occidentale. Sono scelti due o più canali d’agopuntura e fatti vibrare i diapason corrispondenti, che vengono, quando la vibrazione si riduce, mantenendo, però inalterate le caratteristiche vibratorie, messi in contatto con l’ago che assume la stessa vibrazione del diapason determinando la conduzione del suono nei canali. Inoltre si stimolano i punti di agopuntura, direttamente con i diapason.

La correttezza della tecnica, che mantiene invariata l’onda elastica generata dal diapason, è stata confermata dal Professor Fabio Uccelli ingegnere dell’Università di Pisa, che studia in maniera scientifica la musicologia.

Il suono e le sue vibrazioni sono molto efficaci: la conoscenza deriva da un’elaborazione sistematica delle emozioni, che ha determinato, nel corso dell’evoluzione, sia la forma, sia la natura dei “sensori cerebrali” delegati a riceverle. Le prime “emozioni” sono di tipo ritmosonico: il battito del cuore materno, raggiungiamo così le componenti emozionali più profonde. Il trattamento aumenta notevolmente l’efficacia dell’agopuntura, molto indicato nelle forme psichiche, quali stress, ansia, depressione, insonnia e somatizzazioni varie. Si sono ottenuti eccellenti risultati nella fibromialgia e nei dolori, anche senza causa apparente, che in genere sono i più difficili da trattare con l’agopuntura. Il significativo incremento dell’efficacia è stato confermato dall’elettroencefalogramma digitale, nella sperimentazione condotta con Nitamo Montecucco, Presidente del Comitato Scientifico dei Creativi Culturali.

I diapason inducono liberazione di ossido nitrico prodotto a livello dei sistemi: vascolare, nervoso, immunitario e, poi, ritmicamente dismesso come gas nella MEC (Matrice Extra Cellulare) influendo sul metabolismo dei tessuti. L’ossido nitrico, NO, è una molecola semplice, formata da un atomo di azoto ed un atomo di ossigeno.

Prof. Claudio Corbellini
Dott. Luigi Carlo Collivasone, Psicoterapeuta, Docente presso l’Università degli Studi di Pavia

Titolo Relazione: Psicoterapia e Agopuntura nella Medicina Integrata Oncologica.

Abstract. La Psicologia oncologica è la disciplina che si occupa, in maniera privilegiata e specifica, della vasta area delle variabili psicologiche connesse alla patologia neoplastica e in generale delle implicazioni psico-sociali dei tumori La Psico-oncologia, pertanto, tiene conto di tutto ciò che emerge dalla pratica clinica, dalla ricerca in clinica oncologica ed in psicologia sociale così come dall’ evoluzione delle varie forme psicoterapiche.

Il “Metodo psico-oncologico Simonton” è un approccio psicoterapeutico che promuove il rilassamento, l’imagery, la gestione dello stress e della comunicazione, la gestione delle emozioni, la capacità di fissarsi degli scopi di vita. Il suddetto metodo è stato elaborato da Carl Simonton, medico specializzato in radioterapia, oncologo di fama internazionale, considerato uno dei pionieri della psico-neuro-immunologia.

L’intendimento è di integrare tale approccio con la pratica dell’agopuntura intese non come uniche terapie, ma essenzialmente come supporto alle terapie occidentali.

L’attività dell’agopuntura non é limitata al trattamento del dolore con riduzione della terapia farmacologica e al miglioramento della qualità di vita e al sollievo psicologico, come confermato da numerose ricerche, ma risulta utilissima anche nell’ansia, nella depressione e nell’insonnia in pazienti affetti da tumore. Inoltre, trova indicazione anche sul piano del supporto nutrizionale, in pazienti con anoressia e cachessia neoplastica e nel migliorare la funzione intestinale, anche nei pazienti trattati con oppiacei.

L’indicazione principale è il trattamento degli effetti collaterali della chemio e radioterapia. Ha anche un effetto immunomodulante ed immunostimolante,

Nel processo psicoterapeutico e come forma d’integrazione a quanto sopra esposto, s’inseriscono sedute d’ipnosi clinica finalizzate alla diminuzione del dolore e al rilassamento generale.

Quanto esposto è punto centrale di uno studio osservazionale in atto, che intende verificare l’efficacia del supporto psicoterapeutico abbinato all’agopuntura a sostegno del soggetto con diagnosi oncologica. L’intento è una valutazione clinica, pisocodiagnostica e dei parametri legati alle analisi ematochimiche, abbinando ai controlli classici lo studio dell’infiammazione cronica, prodromo di gravi patologie. Sono vagliati con tests i livelli di ansia, le variazioni del tono dell’umore e della qualità di vita del paziente con patologia oncologica. Si valuta l’efficacia su nausea, vomito, astenia, inappetenza, insonnia e disturbi dell’alvo in una prospettiva totale che vede la persona come un sistema di mente-corpo-spirito e il sintomo un mezzo per attivare una crescita personale e spirituale.

Prof. Piergiorgio Spaggiari,Specialista in Medicina dello Sport e Dottore in Fisica, Coordinatore Commissione Medicine non Convenzionali Regione Lombardia

Titolo Relazione: I nuovi orizzonti della medicina moderna: la Medicina Quantistica.

Abstract. E’ opinione diffusa che la dinamica biologica sia interamente dominata da meccanismi chimici da eventi molecolari che si susseguono in modo ordinato nel tempo e nello spazio.

Sono stati messi in evidenza codici di riconoscimento tra le biomolecole (di cui il primo è stato il codice di riconoscimento tra le basi del DNA e aminoacidi) che mostrano come nella materia vivente le molecole non interagiscono a caso, ma secondo pattern ben definiti.

Ci si chiede quale possa essere il meccanismo fisico a lunga distanza tra le molecole, attraverso il quale partendo da distanze dell’ordine di decine di ANGSTROM le molecole giungano a colpo sicuro, senza mia sbagliare indirizzo, nel luogo giusto al momento giusto, per l’incontro ravvicinato di tipo chimico.

Nell’ambito dei concetti noti della fisica, l’unico candidato per questo ruolo appare essere il campo elettromagnetico, che è capace sia di interagire con le molecole, sia di operare a grande distanze.

L’esistenza di codici di riconoscimento tra molecole implica però l’esistenza di un livello elettromagnetico della materia vivente che dialoga con il livello chimico assicurando che il traffico delle molecole sia ben ordinato.

La patologia che appare in prima istanza come una anomalia della struttura molecolare del corpo rimanda in seconda istanza ad un disturbo nella rete elettromagnetica di controllo del traffico molecolare.  Perciò è possibile assumere due attitudini terapeutiche:

1) Intervenire direttamente sul livello chimico dell’organismo, fornendo sostanze chimiche atte a rimuovere l’anomalia manifestata nella struttura molecolare.
2) Intervenire sul livello elettromagnetico rimuovendo il disturbo che sconvolge il traffico molecolare.

Questo può essere il caso della medicina quantistica.

L’approfondimento di queste tematiche della medicina quantistica può aprire orizzonti vastissimi alla comprensione della vita non solo su basi chimiche ma anche su basi fisiche.

Prof.ssa Donatella Caramia, Specialista in Neurologia, Professore Associato di Neurologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma “Tor Vergata”, Docente in Psicologia della Musica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “Tor Vergata”

Titolo Relazione: Nuove frontiere in neuromusicologia: il cervello che crea.

Abstract. Essere convinti che i neuroni e la loro attività elettrica stiano alla base di tutti i processi cognitivi non basta per capire in che modo tutto ciò produca il pensiero e in particolare il pensiero creativo. Non abbiamo ancora decifrato il codice dei neuroni, se non in pochi casi semplici.La maggior parte dell’attività neuronale del cervello opera in realtà in una dimensione sommersa nei confronti della mente, intesa qui come coscienza. Le neuroscienze cognitive ci informano che il sistema nervoso va studiato a diversi livelli di complessità, alcuni dei quali è tuttora difficile penetrare o anche solo immaginare.

Fino a poco tempo fa la neurologia non poteva fare molto più che localizzare esattamente il punto in cui si trova un difetto cerebrale che accompagnerebbe un paziente per tutta la vita. E’ impressionante vedere come in pochissimi anni tutto è stato rivoluzionato dal momento in cui abbiamo incominciato a indagare il cervello con tecniche di stimolazione transcranica e “imaging” magnetici che hanno consegnato agli occhi degli scienziati le più fini trasformazioni del cervello “in azione”.
Sappiamo che l’ottimismo è una funzione della corteccia frontale e la stimolazione magnetica delle aree prefrontali migliora l’umore nei casi di depressione, mentre la stimolazione della corteccia cerebrale uditiva fa scomparire i suoni estremamente fastidiosi che si producono spontaneamente nei soggetti colpiti da sordità dell’orecchio interno; persino le allucinazioni dei pazienti schizofrenici possono essere combattute con la stimolazione magnetica transcranica. Rimangono tuttavia aperte molte sfide epistemologiche e tra queste il cervello che crea! Come fa il cervello a produrre qualcosa di totalmente inedito che diventa scoperta scientifica arte o illuminazione spirituale? Che cos’è la creatività in termini di pensiero come si produce come si fa strada fra i meandri di miriadi i neuroni sinapsi reti neurali per giungere a configurarsi come il “nuovo” che trasforma la nostra vita e il mondo? Studiando approfonditamente la corteccia frontale è stato visto che esiste un meccanismo alla base dell’immedesimazione e dell’empatia che può indurre, come avviene negli stadi o nei grandi cortei, una folla ad agire come “un sol uomo” pervasa da un input motorio primordiale potenziato dalle proprietà di contagio che lo stato emozionale porta con sé. La ricerca sta dimostrando che emozioni positive, arte e spiritualità svolgono un ruolo chiave nel rafforzare salute e resistenza alle malattie, e costituiscono una valida protezione contro la depressione. Finora la maggior parte delle ricerche sul cervello sono state concentrate sulla malattia e sul deficit del sistema nervoso, mentre molto poco ci si è concentrati sui meccanismi neurali che riguardano la prosperità della mente umana. Ora più che mai, è necessario esplorare le potenzialità inespresse e positive del patrimonio cerebrale, una frontiera di ricerca dalla quale partire per indagare il cervello e la coscienza con un focus mirato alle attività cognitive che servono alla piena realizzazione dell’individuo e delle sue relazioni pacifiche con il mondo circostante.

Dott.ssa Anna Villarini, Biologo, specialista in Scienze della Nutrizione,Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva, Unità di Epidemiologia Eziologica e Prevenzione, Ricercatore presso Fondazione IRCSS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Titolo Relazione: La nutrizione nella prevenzione dei tumori.

Abstract. Lo sviluppo, che si è avuto nei paesi industrializzati, delle tecnologie applicate all’industria agro-alimentare, il miglioramento delle tecniche conservative, il potenziamento della rete dei trasporti, la capacità dei mass-media di raggiungere tutte le parti del pianeta, ha dato l’avvio ad un mercato globale che ha spinto l’uomo ad uniformare le abitudini alimentari, ad accantonare i prodotti tradizionali, a produrre cibi sempre più raffinati ed elaborati, a perdere memoria della stagionalità ed a produrre in maniera eccessiva rispetto alle necessità.

L’entrata in commercio di cibi già pronti, merendine, bevande zuccherate e altri cibi industriali, ha portato l’uomo, con il tempo, ad abituarsi a consumare pasti velocemente e a mangiare cibi saporiti senza più domandarsi di che cosa effettivamente si stava nutrendo.

Tutti questi cambiamenti hanno prodotto, tra la popolazione, un incremento, sempre più evidente, di patologie cronico-degenerative tra cui i tumori.

L’alimentazione può influenzare l’insorgenza dei tumori attraverso numerosi meccanismi, fra i quali:

– la presenza di sostanze cancerogene nei cibi
– la formazione di sostanze cancerogene nella cottura
– sostanze pro-ossidanti (ad esempio il Ferro eme delle carni)
– sostanze antiossidanti
– attivatori di enzimi di fase I e di fase II
– promotori della differenziazione cellulare
– promotori della comunicazione intercellulare
– promotori della proliferazione cellulare
– promotori dell’apoptosi
– precursori di prostaglandine proinfiammatorie o antinfiammatorie e antiproliferative o inibitori dell’espressione di COX-2
– agenti metilanti
– sostanze che intervengono nella riparazione del DNA
– modulatori della persistenza delle infezioni da HPV e da Helicobacter Pilori e delle difese immunitarie
– modulatori della regolazione del ciclo cellulare
– fitoestrogeni
– modulazione della sintesi di fattori di crescita e citochine infiammatorie
– modulazione dell’ambiente ormonale, mediata dalla produzione di insulina

La complessa interazione di questi meccanismi, unita all’estrema varietà delle combinazioni alimentari nelle varie popolazioni e alla diversa costituzione genetica degli individui rende difficile riconoscere la responsabilità eziologica di uno specifico fattore o stile alimentare. Il Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro, analizzando tutti gli studi pubblicati negli anni, ha curato la stesura di Raccomandazioni per la popolazione in merito alla prevenzione del tumore e delle su recidive.

Dott. Mohammad Natour, Specialista in Ematologia, Esperto in Agopuntura, Omeopatia ed Iridologia

Titolo Relazione: La Craniopuntura di Yamamoto.

Abstract. La craniopuntura è un metodo di agopuntura recentemente(negli anni settanta) scoperto dai colleghi cinesi. Consiste nell’infiggere aghi su determinate zone cutanee del cranio al fine di ottenere effetti terapeutici peculiari della zona utilizzata.

Partendo dalla metodologia classica si arriva a studiare i microsistemi della cranio puntura di Yamamoto che permetto di rivedere ed approfondire lo studio differenziato in base al singolo caso clinico.

La divisione del cranio in zone punturali si fa tracciando due linee:

a) linea mediana antero-posteriore: questa linea collega il 3 PC o punto extra Yintang situato tra le sopracciglia, al 17 VG-Naohu, sulla base della protuberanza esterna;
b) linea sopracciglio-occipitale: questa linea collega il 3 PC o punto extra Tou Guangming, situato sopra il 6 PC o punto extra Yuyao che si trova al centro del sopracciglio, al 17 VG-Naohu, passando per l’orecchio.
A partire da queste due linee si determinano le diverse zone punturali e l’utilizzo della craniopuntura.

Descriveremo successivamente:
– zona motrice e zona del linguaggio “I”;
– zona sensitiva;
– zona della corea e dei tremori;
– zona della vasomotricità;
– zona vestibolo-cocleare,
– zona del linguaggio “II”;
– zona del linguaggio “III”;
– zona psico-motrice;
– zona sensitivo-motrice del piede;
– zona della vista;
– zona dell’equilibrio;
– zona dello stomaco;
– zona epato-biliare;
– zona del torace;
– zona genito-urinaria;
– zona dell’intestino;
– zona naso-glosso-faringea;
– zona psico-affettiva;
– zona della follia.

Dott. Paolo Zavarella, D.O.M.ROI, Specialista in Odontostomatologia, Docente Master “Medicine Naturali”, “Posturologia Clinica Integrata”, “Osteopatia” presso Università Tor Vergata di Roma ed Università di Pisa

Titolo Relazione: La “Sectio Aurea” nel Volto umano: Crescita, Estetica e Funzione. Applicazioni olistiche alla Diagnosi Osteopatica, Ortodontica, Estetica

Abstract. La Sezione Aurea o Divina Proporzione, rappresenta un mistero che unisce Matematica, Biologia, Scienza e Natura. Il valore a cui si riferisce è 0,618… numero puro irrazionale adimensionale: rapporto limite tra due numeri di una serie ottenuta creando il successivo numero della serie stessa con la somma dei due precedenti. Ha implicazioni profonde che riguardano la tendenza dei Fenomeni Biologici Sintropici a crescere mantenendo dei rapporti constanti tra le parti… oppure dei Fenomeni Naturali Entropici a trovare la minor dispersione tra forze opposte. Abbiamo incontrato la Sezione Aurea mentre cercavamo di “Fare Diagnosi” in Ortodonzia/Osteopatia senza doverci riferire a norme esterne, ma paragonando parametri intrinseci tra di loro. Le differenze tra il Cranio di un Neonato e un Adulto saranno colmate con una crescita non solo “quantitativa”, ma anche “qualitativa”. I processi di crescita non coinvolgeranno l’osso in toto ma si svilupperanno a partire da specifiche zone in prossimità di strutture molli (muscoli, vasi, nervi, mucose, fluidi) definite “luoghi di crescita”, i quali sollecitati da diverse esigenze funzionali promuoveranno un attività osteogenica. Fra queste zone, ve ne sarebbero alcune dotate di crescita “autonoma”, non vincolata alle richieste dell’organismo, che vengono chiamate “centri di crescita”: le sincondrosi della base cranica, ed soprattutto la sincondrosi sfeno-occipitale, fulcro del Meccanismo Respiratorio Primario studiato dall’Osteopatia Craniale.

Di conseguenza, il Volto Umano (…tutto il corpo) abbonda di esempi di Sezione Aurea. La testa forma un Rettangolo Aureo con gli occhi posizionati al centro. La bocca ed il naso sono rispettivamente collocati nella posizione della Sezione Aurea della distanza tra gli occhi ed il mento. Un volto armonico, funzionale, estetico ed attraente sottostà pienamente alle regole descritte. E’ stato quindi elaborata una base di Protocollo Ortodontico/Osteopatico definito “CAOS” (Cefalometria Armonica Osteopatica Sistemica – C.R.O.M.O.N. srl), che ha lo scopo di seguire criteri Funzionalmente Armonici nell’impostare una Terapia Ortodontica. Come portare i denti in 1° Classe tutti nella stessa posizione in “crani diversi”, con guide prefabbricate da un oscuro “tecnico” per i Riposizionatori che vanno sempre più di moda oggi, quando un Volto segue altre regole e trova la sua estetica non necessariamente “Simmetrica”…?!

Il Dentista o l’Ortodontista (opportunamente “Osteopatizzato”) può essere un punto di riferimento per trattare e correggere molti disturbi corporei: disturbi respiratori, cefalea tensiva, disturbi del sistema Oto-Vestibolare, disordini Occluso-Posturali, sinusiti, allergie, disturbi del sonno ed altri. Le proporzioni faciali sono legate al sesso, all’età, alla razza, per cui è difficile dare credito a valori “cosiddetti standard” come quelli che si usano nelle Cefalometrie standard: valori DI NORMA per angoli e lunghezze validi per tutti. Ma la Nuova C.A.O.S. considera proporzioni e non valori… e queste sono universalmente basate su principi di crescita che mantengono costanti (in condizioni di ARMONIA) le relazioni tra le parti. Non dovremo più dire, questo valore è 12,5 mm +/- 3, ma: questo valore X, a quella data età, corrisponde allo 0,618 della lunghezza Y individuale. Oppure: quel valore è in Sezione Aurea di 1°, 2° o 3° livello con l’Altezza del Volto … È in eccesso? In difetto? Rispetto all’individuo, e non rispetto ad una fantomatica NORMA o SIMMETRIA che non esiste! La DIAGNOSI diviene Individuale, Adimensionale, Funzionale, Adattativa… La semplice Analisi AUREA del Volto, a prescindere dai criteri estetici che trovano comunque importante applicazione in Chirurgia Estetica, Chirurgia Maxillo-Faciale, in Ortodonzia, può dare informazioni sullo stato di salute della vista, della respirazione, della fonazione…

Utilizzando gli schemi diagnostici della “CAOS”, diviene possibile valutare il piano di trattamento più adatto al soggetto in studio, permettendo al paziente non solo di avere i denti dritti, ma di respirare meglio, correggere le sue allergie ed i difetti di vista e quant’altro!

Prof.ssa Mara Tognetti Bordogna, Professore Associato di Sociologia presso l’Università di Milano-Bicocca, Direttore del Master “Sistemi Sanitari, Medicine Tradizionali e Non Convenzionali” presso l’Università di Milano-Bicocca, Direttore dell’”Osservatorio e Metodiper la Salute”

Titolo Relazione: Perchè la formazione in Medicina non Convenzionale

Abstract. La questione della scientificità delle MNC in Italia è all’attenzione dei decisori pubblici, in particolare delle associazioni di categoria delle singole medicine, almeno quelle legittimate dalla Federazione degli Ordini dei Medici, così come delle sedi istituzionalmente preposte ad attrezzare coloro che le eserciteranno, vale a dire le Università.

Anche le Regioni nel loro lento e lungo percorso di legittimazione all’interno dei Sistemi Sanitari delle MNC sono particolarmente attente al loro riconoscimento scientifico. Alcune oscillano le une fra una ostinata validazione clinica, le altre al riconoscimento della domanda posta dai cittadini rispetto tali pratiche di cura (Tognetti Bordogna 20..).

In parallelo altre Regioni e Province autonome sono concentrate su di un riconoscimento che passi innanzitutto sui percorsi formativi dei singoli professionisti.

Il quadro italiano da questo punto di vista è ancora assai disomogeneo territorialmente, pur annoverando non pochi casi di percorsi formativi di eccellenza (Tognetti Bordogna, Gentiluomo, Roberti Di Sarsina 2013).

Partendo da questi esempi il nostro contributo cercherà di evidenziare e discutere della urgente necessità di definire un chiaro percorso di formazione di base e di formazione continua per tutti i professionisti delle MNC a partire da chi ha una laurea in medicina, in veterinaria e in farmacia, senza tralasciare il ruolo di altri professionisti che praticano MNC considerate minori (quelle che riguardano la manipolazione del copro).

Tale discussione si fonda sui dati di ricerca rilevati nell’ambito del master Sistemi Sanitari, medicine Tradizionali, Medicine Non Convenzionali, dell’Università di Milano-Bicocca.

Riferimenti bibliografici
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Roberti di Sarsina P, Tognetti Bordogna M, Gensini GF (2012) A collaborative post-graduate educational project: the MasterCourse in “Health Systems, Traditional and Unconventional Medicine”. European Journal of Integrative Medicine 4S: 87.
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Tognetti Bordogna M (2011b) Regional Health System and Non Conventional Medicine: The Situation in Italy. EPMA Journal 2: 411-42
Tognetti Bordogna M., Gentiluomo A., Roberti di Sarsina P., (2013) L’offerta formativa di Medicine Tradizionali e Non Convenzionali nelle Facoltà di Medicina in Italia. Un trend in espansione, in Advance Therapies, n.2, 2013, pp.12-26

Prof. Dott. Salvatore Bardaro, Specialista in Medicina Interna, Medicina di Laboratorio ed Odontoiatria, Ricercatore in Farmacologia Molecolare, Esperto in Omeopatia, Omotossicologia, Agopuntura, PNEI e Metabolismo, Professore a contratto “Medicina Integrata” presso l’Università degli Studi di Siena e l’Università degli Studi di  Pavia, Presidente AMNCO

Titolo Relazione: La Medicina Odontoiatrica fra Complessità, Olismo ed Entanglement: il Sistema Unico Cavo Orale – Organismo – Ambiente. Metodiche Terapeutiche e Casi Clinici.

Abstract. Il modello di Uomo frammentato di deriva Cartesiana, e di Universo frammentato, è quella che ancora oggi domina nella medicina accademica, ospedaliera, di pratica comune.

Essa è completamente avulsa dalla concezione unitaria dell’essere umano nelle sue estensioni: fisica, psichica, emozionale, biochimica, ambientale, ecc. E ancor più dalla concezione unitaria dell’universo, dal Micro al Macro Cosmo. Pertanto risulta forte in medicina la tentazione di riportare ogni evento ad un’unica spiegazione che possa risultare sufficiente e completa, limitata cioè ad una causa principale oltreché tendente ad essere circoscritta, per origine ed estrinsecazione, alla regione della sua manifestazione. Questa è certamente una delle motivazioni fondamentali per cui, riguardo le patologie oro-dentali, si è sempre cercato un approccio diagnostico e terapeutico basato sulle teorie infettive, meramente centrate sull’attività di microrganismi, e su quelle di concezione localistica secondo la quale il sito della manifestazione patologica coincide con la sua origine.
Esistono i Sistemi “complicati”, ossia “Cum-Plicatus”, piegati insieme come un origami che possono essere s-piegati dalla scienza classica, scomposti in sottoparti, compresi analizzando ognuna di queste, dopodichè ricomposte insieme. Esistono poi i Sistemi “Complessi”, ossia “Cum-Plexus”, intrecciati insieme, che NON possono essere spiegati dalla scienza classica, ma compresi solo considerandoli nel suo insieme e osservando le interazioni fra i suoi sottosistemi e con i soprasistemi del contesto in cui sviluppa le sue dinamiche. I Sistemi Complessi, ai quali appartengono anche gli organismi viventi, manifestano quindi delle caratteristiche (Autopoiesi, Proprietà Emergenti, Autoregolazione, ecc.) che, da un punto di vista strettamente epistemologico, conducono alla visione globale olistica in aperto contrasto con l’impostazione classica riduzionista e meccanicistica di cui, al tempo stesso, costituiscono il deciso superamento.
E’ in tale ottica che dobbiamo valutare le patologie odontoiatriche che vanno definite in tal modo unicamente per la sede in cui si estrinsecano, ma che in realtà possono essere approcciate validamente solo riconducendole alla medicina sistemica. Per esempio, prendendo in esame le più comuni e conosciute problematiche odontoiatriche quali la Parodontite e la Patologia Cariosa, si evidenzia che ad oggi l’atteggiamento terapeutico si basa in effetti unicamente sull’azione riparativo/ricostruttiva essendo in pratica inesistente la cura. L’azione preventiva, nei suoi vari gradi, si basa solo sulla prevenzione e rimozione della placca batterica e sulla riparazione dei danni da questa causati, non considerando assolutamente tanti altri fattori fondamentali alla base del problema, o al massimo dando a questi un ruolo di elementi marginali con senso descrittivo su cui in realtà non si attua alcuna terapia effettiva. Con tutte le armi che contrastano oggi la placca batterica (strumenti, sensibilizzazione, igiene periodica, ecc.) dovremmo aver già debellato tali patologie, mentre invece assistiamo certamente ad una NON diminuzione della loro incidenza e diffusione. Stress cronico, sindrome metabolica, inadeguata risposta immune, alterazione degli assi neuroendocrini, fattori epigenetici ambientali, ecc. sono determinanti nell’insorgenza e sviluppo di tali patologie. In questo lavoro vedremo come ciò accade e come possiamo tentare un’azione preventiva e terapeutica efficace agendo su tali versanti del complesso etiopatogenetico ricorrendo anche agli strumenti e alle metodiche delle Medicine Non Convenzionali oltrechè, soprattutto, ai concetti basilari del loro Corpus Teorico, in quanto tutto questo risulta perfettamente in armonia con quelli che sono i meccanismi fondamentali di regolazione dell’organismo

Dott. Roberto Cesare Fagioli, Specialista in Andrologia,Direttore del Dipartimento di Medicine non Convenzionali di Welfare Milano,Esperto in  Omeopatia, Omotossicologia, Medicina Naturale e Posturologia

Titolo Relazione: I Cardini Semeiotici della Medicina Olistica.

Abstract. Spesso utilizziamo  il termine medicina olistica senza  considerare  la importante valenza dicotomica  di cui è foriero. I nostri pazienti lo usano come sinonimo di medicina alternativa, medicina complementare, medicina non convenzionale e con questo, la maggior parte di loro si aspetta un intervento clinico  omeopatico, alcuni omotossicologico, altri di mtc,o di ayur vedica sapendole tutte dottrine prevalentemente orientate   alla persona e non al sintomo. In altre parole ritengono che l’aggettivo olistico possa esaurirsi nel riferimento alla propria complessità, in realtà ciò corrisponde solo parzialmente alla verità: il termine medicina olistica deve sicuramente intendersi  riferita all’olismo del paziente, alla complessità del suo essere  realtà costituita da corpo, intelligenza e spirito,ma fa anche riferimento ad una multidottrinalità corale e sinergica  indispensabile per una più ampia azione investigativa ed interpretativa delle istanze presentate  dal soggetto in esame. Se si  analizzasse  un paziente solo attraverso un approccio squisitamente omeopatico, non potremmo disporre dei presupposti  dottrinali della  energetica cinese e neppure degli innumerevoli dati che sarebbero fruibili ad una analisi del polso  secondo i criteri della medicina ayur vedica. D’altra parte interpretando  la storia clinica di   un soggetto solo  alla luce della mtc, pur gratificati dalla sua fine semeiotica, perderemmo  i vantaggi di una repertorizzazione omeopatica e della   costituzionalistica Hahemanniana.  In altre parole pur attenti alla persona e non al sintomo come l’etica delle medicine non convenzionale impone, finiremmo per assolvere  solo parzialmente all’impegno morale  che ci siamo assunti  non fruendo  di ulteriori angoli di osservazione per decriptare   la complessità della realtà uomo che ci ha chiesto aiuto.

Dott. Daniele Lo Rito, Specialista in Otorinolaringoiatria, Esperto in Agopuntura, Omeopatia ed Iridologia

Titolo Relazione: La Colonna Vertebrale e i suoi spazi in Iridologia: l’Iridologia a supporto dell’Osteopatia e della Chiropratica.

Abstract. La colonna vertebrale può venire letta e interpretata attraverso l’analisi dell’iride, in modo particolare sull’orlo pupillare interno (OPI) e, secondo le ultime ricerche, anche sul Limbus. Abbiamo la prima vertebra cervicale che si proietta in alto sia a destra che a sinistra dei zero gradi e poi la colonna vertebrale si srotola lungo il semicerchio nasale o temporale fino ad arrivare al coccige, che si dispone a destra e a sinistra dei 180° gradi. In realtà avremo due semicerchi speculari con 26 spazi che corrispondono alle vertebre e alla rappresentazione degli organi di livello, sia del corpo fisico che di quello emozionale.

L’iride ci aiuta a dire quali sono gli spazi a rischio, quali sono le vertebre interessate ed eventualmente stilare un programma di terapia osteopatica e chiropratica. Suggerendo al collega le vertebre più a rischio e che preventivamente dovranno essere curate, anche se non osserviamo alcuna variazione importante evidenziata dalla TAC o dalla RM. Dalla nostra esperienza vediamo spesso i muscoli paravertebrali contratti e dolenti a livello della vertebra rilevata alterata dall’analisi iridologica, in questo caso il terapeuta deve sciogliere la contrattura del muscolo in tensione, questa azione si ripercuoterà positivamente a livello dello stato fisico ed emotivo del paziente.

In questo lavoro presenteremo: gli schemi interpretativi iridologici, le connessioni con le vertebre e gli spazi vertebrali a rischio con la relativa cartella clinica.

Dott. Antonio Maria Pasciuto, Specialista in Medicina Interna, Esperto in Medicina Ambientale Clinica, Membro del Consiglio Direttivo di Europaem (Associazione europea di Medicina Ambientale), Presidente di ASSIMAS (Associazione Italiana di Medicina Ambiente e Salute)

Titolo Relazione: Medicina Ambientale Clinica: anello di congiunzione tra Medicina Universitaria e Metodiche Non Convenzionali.

Abstract. Con il termine di Medicina Ambientale si intende quella branca della medicina che si occupa di prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie che possono essere messe in correlazione con “fattori ambientali”.

Gli organismi viventi sono dei sistemi aperti, in continuo contatto cioè con l’ambiente in cui vivono; per tale motivo non è concepibile un concetto di salute se non nell’ambito di un ambiente che sia esso stesso sano.
Due sono gli elementi che a mio avviso hanno caratterizzato la storia della medicina negli ultimi 30-40 anni. Il primo è sicuramente la scoperta di alcuni farmaci e l’avvento di nuove tecnologie; il secondo è relativo alle modificazioni a carico dell’ambiente, avvenute in questo lasso di tempo in maniera a dir poco sconvolgente.
Compito del medico è quello di arrivare a formulare una diagnosi. Il problema è che troppo spesso ci si accontenta di formulare una diagnosi di tipo sintomatico, o che non riesce a fare luce su tutte le diverse concause che determinano l’insorgere delle varie patologie. Mi riferisco a “sovraccarichi ambientali” cui siamo sottoposti quotidianamente e pressoché in maniera continua quali quelli dovuti ad insetticidi, pesticidi, solventi, formaldeide, coloranti, conservanti, metalli pesanti, ftalati, bisfenolo, materiali impiegati in odontoiatria, nanoparticelle, elettrosmog ed altro ancora. Le riviste scientifiche più accreditate a livello internazionale sono ormai piene di articoli e studi scientifici che dimostrano come questi agenti (da soli od in sinergia tra loro) possono provocare allergie, patologie respiratorie, asma, tumori, malattie neurologiche degenerative, disturbi funzionali quali ad esempio cefalea, alterazioni del ciclo mestruale, colon irritabile, e molto altro ancora. A disposizione della classe medica vi sono oggi analisi di laboratorio in grado di fare chiarezza in tal senso, e di aiutare il medico a poter finalmente formulare una vera e propria diagnosi eziologica.
Scopo principale di ASSIMAS (Associazione Italiana Medicina Ambiente e Salute) (www.assimas.it) è quello di tradurre nella pratica quotidiana del medico (sia egli medico di base, ospedaliero, universitario o libero professionista) l’enorme mole di dati scientifici che ci dimostrano con sempre maggiore evidenza come moltissime patologie (soprattutto le patologie croniche) siano strettamente correlate a “carichi” di tipo ambientale (pesticidi, insetticidi, erbicidi, metalli pesanti, plastiche, ftalati, elettrosmog, muffe, OGM, nanoparticelle………).
La Medicina Ambientale Clinica costituisce un anello di congiunzione ideale tra Medicina Ufficiale e Medicina Non Convenzionale, utilizzando le nuove scoperte scientifiche e le moderne tecnologie, concentrandosi sulla formulazione di una diagnosi eziologica multifattoriale e consentendo quindi l’attuazione di una vera terapia eziologica, basata anche sulle capacità di difesa e di autoregolazione del paziente.

Prof. Sergio Serrano, Ingegnere Elettronico e Dottore in Scienze Fisiche, Rettore Fondazione “Istitutum Servorum Scientiae”, Direttore didattico “Centro di ricerche in Medicina Complementare”, Direttore Società Europea Applicazioni Biomediche – Milano

Titolo Relazione: Regolazione biofotonica: diagnostica e terapia

Abstract. La Medicina Accademica considera lo stato di Salute come equilibrio biochimico. La Medicina Complementare (supportata dalla moderna Biofisica) considera tale stato come equilibrio energetico.Poiché i due equilibri esprimono la medesima realtà, essi si influenzano reciprocamente. E’ quindi possibile ottenere importanti effetti biologici utilizzando l’energia (biofotonica) sia in diagnostica che in terapia. Verranno esposte le più innovative applicazioni pratiche (diagnostica funzionale, mesoterapia biofotonica strumentale e iniettiva, patches, etc).