Agopuntura

Agopuntura

2018-04-13T15:52:36+00:00 18 luglio 2012|

Il termine Agopuntura definisce una disciplina che si avvale di aghi per stimolare determinati punti e promuovere così il benessere dell’uomo. Nonostante il significato letterale di questo termine, l’applicazione di aghi è sovente accompagnata da moxibustione (calore sprigionato da una pianta secca del genere Artemisia che viene posta a contatto con la cute) e può inoltre comportare altre tipologie di stimolazione dei punti (elettro-agopuntura, agopuntura laser, auricoloterapia).

Il corpo umano viene considerato come un complesso di sistemi funzionali che hanno una corrispondenza biunivoca con gli organi fisici; lo stato di patologia è visibile quando i sistemi funzionali non vengono più regolati dall’omeostasi, vale a dire dalla stabilità esistente tra le proprietà psico-fisiche. A permettere la giusta stabilità e quindi la corretta funzionalità dei sistemi corporei è l’energia che fluisce all’interno del nostro organismo, conosciuta come qi. Qualora si presenti un blocco o uno squilibrio nel flusso energetico, allora ci si trova dinnanzi alla malattia. Per trattarla, si cerca di correggere le interruzioni nel flusso del qi e quindi di modificare l’attività dei vari sistemi funzionali coinvolti, attraverso l’utilizzo degli aghi e la stimolazione di zone particolarmente sensibili del corpo umano, chiamate punti di agopuntura.

Nell’agopuntura esistono 12 canali energetici, meglio conosciuti come meridiani principali, che corrispondono rispettivamente ai 12 zang fu, vale a dire gli organi; si tratta di linee che attraversano il nostro corpo sotto lo strato di epidermide e collegano i principali punti energetici, indirizzando il qi sia all’interno che all’esterno.

L’Agopuntura nasce in Cina nell’VIII secolo a.C., diffondendosi ben presto in Giappone, Corea, Vietnam e nel resto del continente asiatico, nel quale questa disciplina è attualmente presente nei Sistemi Sanitari Nazionali e largamente utilizzata dalla popolazione. Nonostante sia stata introdotta in Europa già dalla metà del XVII secolo, l’Agopuntura ha subito per molto tempo lo scetticismo della Medicina Occidentale, a causa della necessità da parte di quest’ultima di evidenze scientifiche che ne provassero l’efficacia in presenza di condizioni cliniche controllate.

Secondo il rapporto “Acupuncture: Review and Analysis of Reports on Controlled Clinical Trials”, redatto nel 2003 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, numerosi trial clinici controllati forniscono incontrovertibili evidenze scientifiche dell’efficacia dell’Agopuntura nel trattamento di numerose condizioni.

È stato ad esempio dimostrato come l’Agopuntura sia in grado alleviare il dolore cronico del 55-85%, un risultato estremamente favorevole se confrontato con il 70% di risultati positivi ottenuti somministrando un potente farmaco quale la morfina, oppure con appena il 30-35% di successi ottenuti con l’effetto placebo.

Gli effetti analgesici dell’agopuntura sono divenuti oggetto di studio sin dalla fine degli anni 70, rivelando l’influenza della disciplina orientale sui fattori neurali ed umorali. I più recenti studi scientifici hanno dimostrato le seguenti azioni da parte dell’agopuntura:

  • Analgesia
  • Protezione dell’organismo da infezioni
  • Regolazione di varie funzioni fisiologiche (pressione sanguigna, secrezione gastrica, motilità intestinale)

Le prime due azioni possono essere ricondotte alla terza, ovvero alla regolazione di diverse attività fisiologiche. Gli effetti terapeutici dell’agopuntura sono dunque dovuti all’effetto regolatorio su vari sistemi da parte di questa tecnica, che può pertanto essere considerata una terapia non specifica con un ampio spettro di indicazioni (particolarmente efficace nel caso di disordini funzionali).

Nonostante sia molto spesso utilizzata come trattamento sintomatico (del dolore, ad esempio) questa disciplina agisce in molti casi su uno dei link patogenetici della patologia.

L’azione regolatoria dell’agopuntura risulta essere bi-direzionale: il principale fattore che influenza la direzione di azione è rappresentato dalla condizione del paziente. In virtù del fatto che le sue azioni terapeutiche sono dovute alla mobilizzazione del potenziale proprio dell’organismo, l’agopuntura non produce alcun effetto collaterale (contrariamente alle terapie farmacologiche).

Da un punto di vista formativo, possiamo dire che l’agopuntura fu una delle prime metodiche ad usufruire di carriere educative ben strutturate e delineate: considerata come atto medico, difatti, ha finito per diventare un vero e proprio patrimonio per la classe medica e la maggioranza dei percorsi formativi prevede tre o quattro anni di studi (comprensivi di 300/400 ore circa); la carriere formative hanno finito con l’uniformarsi, permettendo pertanto alle numerose scuole di trovare l’unità e la forza necessaria per contrastare con fermezza l’emergente offensiva delle università e per promuovere l’agopuntura da un punto di vista istituzionale, ospedaliero e regionale. Bisogna però tenere ben chiaro a mente che la tentazione di differenziarsi delle singole scuole resta sempre molto forte, soprattutto per ragioni di concorrenza di mercato, atte alla supremazia dell’una sull’altra.

Ciò che fa pensare è senza dubbio l’indifferenza delle università italiane nei confronti della pratica di questa disciplina: sono totalmente assenti convenzioni universitarie con le cliniche e percorsi di formazione organici che mettano i praticanti nella condizione di ottenere quella pratica clinica considerata fondamentale per il sapere medico in generale ma anche per la metodica dell’agopuntura e per una buona esecuzione dell’atto terapeutico.

L’OMS ricorda l’importanza dell’integrazione tra medicine tradizionali e la medicina convenzionale e si rende conto che per fare in modo che ciò avvenga è necessaria una standardizzazione dei percorsi ed una globalizzazione delle conoscenze. L’impresa è ardua considerando che ci sono agopuntori specializzati dopo una formazione di 2500 ore ed altri che ne hanno conseguite solo 1500 o persino 300/400. Sarebbe quindi auspicabile la nascita di una rete di agopuntori a livello internazionale che siano disposti a comunicare tra di loro riguardo i contenuti, i concetti e le nozioni ritenute indispensabili e che dovranno costituire l’oggetto di insegnamento. Solo così l’integrazione tra Medicina Occidentale e Medicina Tradizionale può uscire dall’utopia e divenire reale.

Baluardo di questa integrazione è la proposta formativa contenuta nelle Linee Guida sulla formazione di base e la sicurezza in agopuntura, concepita per appagare le necessità basilari per la formazione professionistica di agopuntori medici e non. Dà supporto alle istituzioni sanitarie nazionali per la definizione di standard, esami ufficiali e programmi di formazione.

 


Bibliografia/Sitografia