Aromaterapia

Aromaterapia

2019-03-21T09:29:36+00:00 30 Novembre 2016|
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aromaterapia erbe officinali medicina alternativa saluteL’aromaterapia è una disciplina olistica, considerata come un ramo della fitoterapia, che utilizza gli oli essenziali (anche detti oli volatili o eterici) che provengono dalle piante per ottenere obiettivi benefici tra cui il raggiungimento o il ripristino del benessere, il mantenimento dello stato di salute, la prevenzione delle patologie e la cura degli stati morbosi.
Il termine aromaterapia varia di significato a seconda del paese in cui viene utilizzato; contrariamente a quanto si pensa, l’aromaterapia non prevede l’impiego esclusivo olfattivo dei vari oli essenziali, ma ne include tutte le applicazioni: da quella topica, con massaggi ed impacchi, a quella orale ed inalatoria.

Gli oli impiegati vengono normalmente estratti mediante distillazione in corrente di vapore, il quale una volta che si raffredda permette di separare l’olio eterico dall’acqua, oppure in casi specifici mediante spremitura a freddo; altri tipi di estrazione fanno sì che le sostanze aromatiche non vengano considerate come olii essenziali, contenuti in varie zone all’interno degli organi della pianta officinale. Gli organi in questione sono i seguenti: fogliefioripetalicorteccialegnosemipericarpiradicibucciafrutti. L’aromaterapia andrà ad agire pertanto sia su processi fisici che su processi mentali e spirituali.
La cura del corpo mediante oli aromatici ha origini antichissime, nel 2000 a. C.circa; basti pensare che già nei testi sacri della Bibbia più volte si citano erbe medicinali ed essenze finalizzate tanto alla cura delle patologie quanto ai vari scopi e riti religiosi e nel Medioevo i profumieri utilizzavano gli oli essenziali rinomati per le loro proprietà antisettiche. Si può dire che in tutte le varie culture umane, le piante officinali sono sempre state considerate molto importanti e cenni del loro impiego, come già anticipato in precedenza, hanno traccia in testi antichissimi, come per esempio quelli sumerici. Si può però affermare con certezza che l’uso a scopo terapeutico è assolutamente più recente, non rintracciabile nell’epoca classica. Indicazioni storiche, iconografiche e letterarie della distillazione utilizzata per l’ottenimento degli oli essenziali risalgono al Medioevo ed è solo con l’inizio del XX secolo che l’interesse per i trattamenti naturali, la natura in sé e le sue proprietà intrinseche rinacque, grazie anche al chimico francese René Maurice Gattefossé, il quale con le sue ricerche sulla lavanda e le sue applicazioni sui soldati feriti durante la prima guerra mondiale contribuì a far rinnovare l’entusiasmo intorno a questa disciplina olistica.
Tra le numerose discipline complementari ed alternative, l’aromaterapia è quella che sta ottenendo sempre più consensi e successi via via maggiori, il suo stesso valore terapeutico diviene sempre più apprezzato da parte dei medici stessi e dei ricercatori.
Mediante la percezione dell’odore, questa disciplina si prefigge di intervenire sulla sfera emotiva, sul sistema endocrino e nervoso, sulle sfera della memoria e della sensibilità, con tutte le zone cognitive che vi sono correlate.
Tra le proprietà più importanti delle essenze aromatiche, le più degne di nota sono senza dubbio quelle antisetticheantiparassitarieantitossichecicatrizzantiantireumatiche e stimolanti; non sono da sottovalutare, però, gli effetti collaterali poiché trattandosi di oli questi possono risultare abbastanza potenti, come il manifestarsi di reazioni allergiche, di convulsioni, di irritazioni o persino effetti allucinatori.
Diverse sono le modalità con cui gli aromaterapisti applicano gli oli essenziali; quella più nota è quella che avviene mediante l’olfatto, grazie all’uso di inalatori (gli oli vengono disciolti in una bacinella piena di acqua bollente che con il suo calore fa aumentare le proprietà antibatteriche delle essenze) e di vaporizzatori, i quali diffondono nell’aria, tramite il calore, le proprietà intrinseche degli oli. A seguire, altra modalità con cui vengono applicate le essenze è quella cutanea, grazie alla quale queste penetrano nella pelle ed entrano nel flusso sanguigno mediante bagni, pediluvi, massaggi (che permettono di diluire gli oli essenziali in oli vegetali, utilizzandoli così come eccipienti, e di eseguire le varie tecniche di base come la manipolazione, lo sfioramento, l’impastamento e via dicendo), creme, fanghi, lozioni, ed impacchi. Poi abbiamo l’applicazione orale, attraverso l’assunzione di alcune gocce di oli puri (sempre sotto la guida di esperti del settore) ed il modo permucotico (vale a dire tramite il contatto con le mucose, come per esempio gargarismi e collutori).

Aspetto fondamentale dell’aromaterapia è che utilizza oli essenziali fortemente diluiti in un solvente (quelli usati di sovente sono l’alcol e gli oli grassi), così da diminuire i rischi di reazioni negative inaspettate, specie se ci si trova davanti a soggetti ipersensibili. Il livello di diluizione dipenderà da diversi fattori, come per esempio l’estensione della zona da trattare, lo stato della pelle, la tipologia dell’olio e la condizione che si desidera trattare.
Trattandosi di una disciplina olistica, l’aromaterapia non va a trattare il singolo sintomo bensì la globalità della persona, sostenendo l’innata capacità del nostro organismo di curare e rimettere in equilibrio se stesso.
L’aromaterapia permette di curare diverse patologie, a cominciare da quelle riguardanti la pelle in quanto le varie essenze fungono da disinfettanti e risultano estremamente utili per la pulizia delle ferite. Risulta particolarmente indicata per la cura delle infezioni micotichedelle ustioni e delle ferite poiché accelerano le tempistiche di cicatrizzazione. In aggiunta, gli oli essenziali aiutano l’organismo a migliorare la circolazione e riducono l’intensità di eventuali dolori. Particolarmente utili si rivelano per la cura dei malanni stagionali, come tosse, raffreddore, mal di gola ed asma.

Sfortunatamente, in Italia, ancora non vi è una legislazione che renda a norma la professione del naturopata, che non viene pertanto riconosciuta da un punto di vista giuridico (come del resto le altre discipline bio-naturali). L’arretratezza del nostro paese in materia è ulteriormente dimostrata dal fatto che 26 stati su 27 disciplinano la naturopatia e quindi di conseguenza l’aromaterapia. L’ultima proposta di legge nei confini italiani risale al 3 maggio 2010.

Le basi razionali di un completo sviluppo clinico degli oli essenziali trovano oggi riscontro nell’aromaterapia francese (denominata appunto clinica), che considera la somministrazione degli oli essenziali anche oltre all’utilizzo topico o inalatorio, tramite enteroclismi o preparazioni orali, sotto la scrupolosa supervisione di medici e all’interno di una molteplice strategia terapeutica rigorosamente allineata ai criteri della medicina accademica (a tale aromaterapia si ispira anche l’indirizzo normativo accordato dalla Commissione Europea di Bruxelles). Lo straordinario potere di penetrazione e diffusibilità degli oli essenziali all’interno del corpo umano (risaputa almeno dai tempi di Teofrasto), ne ha comunque da tempo consolidato l’applicazione esterna che assume un suo distinto significato, permettendo tra l’altro di trarre benefici non irrilevanti anche tra alcuni oli essenziali che difficilmente potrebbero trovare impiego (per tossicità o causticità) per via interna.

L’uso degli oli essenziali in medicina trova oggi un razionale impiego nelle affezioni dermatologiche di varia eziologia, in ferite più o meno infette, in affezioni delle vie respiratorie batteriche e virali, nelle malattie dell’apparato gastro-intestinale, nelle patologie batteriche urinarie, nel trattamento dei parassiti intestinali e in genere anche in altre malattie infettive microbiche. L’aromaterapia trova poi spunto anche in patologie di ambito specialistico, come in neuropsichiatria e in ambito ginecologico, con interessi clinici di notevole prospettiva attribuiti rispettivamente a oli essenziali di Lavandula officinalis, Citrus aurantium var. amara fiori (neroli) e Melaleuca alternifolia (Tea Tree Oil, TTO) . L’uso di questi preziosi estratti (distillazione in corrente di vapore, spremitura, CO2 supercritica) può essere altresì proposto a integrazione della terapia medica convenzionale, secondo criteri di sinergia farmacologica ed efficacia. Il complesso meccanismo di azione, ostacolando la sopravvivenza dei microrganismi e rinforzando le difese immunitarie, non deteriorando la flora batterica intestinale e riducendo al minimo le resistenze, fa sì che alcuni oli essenziali possano essere usati come rimedi topici, inalatori o, in certi casi per uso interno, anche per la decolonizzazione di MRSA (Methicillin-resistant Staphylococcus aureus)  o per il trattamento integrativo di altre infezioni microbiche resistenti ai comuni antibiotici. La letteratura, infatti, ci propone ormai una miriade di lavori in vitro, significativi in fase preclinica, con risultati positivi, che avvalorano l’ipotesi di un potenziale impiego clinico degli oli essenziali in affezioni “difficili” umane come quelle da Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, Aspergillus fumigatus e Aspergillus niger (4, 5) fino al Clostridium difficile e la stessa Candida albicans. Gli oli essenziali che sembrano avere maggiore potenziale sinergico in tal caso sono proprio quelli più ricchi di alcoli e fenoli, ma anche di aldeidi, per cui si richiedono maggiore cautela e particolare esperienza e conoscenza nelle modalità di somministrazione e posologia, per evitare fenomeni di sensibilità, tossicità e accumulo. Gli oli essenziali potrebbero costituire una possibile integrazione e, in alcuni casi estremi, un’alternativa all’antibiotico-terapia, in particolare nei casi refrattari alla terapia convenzionale. Infatti oltre a dimostrare una notevole attività antimicrobica, possiedono proprietà biologiche e terapeutiche multifunzionali (antinfiammatorie, immunomodulanti, ecc.). I dati sperimentali in letteratura danno un sostanziale supporto a precedenti evidenze empiriche e scientifiche sull’efficacia antimicrobica in vitro degli oli essenziali, anche nei confronti di specie microbiche farmaco-resistenti. Sperimentalmente è stato confermato anche che i principali componenti degli oli essenziali generalmente rappresentano il prodotto attivo della mistura. Presumibilmente, sarà più difficile per i batteri sviluppare resistenza verso le misture degli oli essenziali, costituite da numerose entità molecolari, piuttosto che rispetto ai singoli antibiotici generalmente costituiti da una singola molecola. Ulteriori studi anche sul ruolo sinergistico con oli essenziali e con farmaci potrebbero anche essere utili per migliorare l’indice terapeutico di alcuni farmaci, come quelli antifungini, attualmente tossici per l’ospite alle dosi impiegate. Purtroppo, ad oggi, gli studi clinici con gli oli essenziali sono scarsi e metodologicamente carenti, e inoltre sono poche le informazioni ottenute circa la sicurezza d’uso degli oli essenziali per via orale. Per l’eventuale uso clinico ci sono ancora molti problemi da affrontare quali la necessità di standardizzazione dei metodi di estrazione, dei criteri di qualità dell’olio essenziale testato e delle metodiche in vitro, in modo che la ricerca possa essere più sistematica e l’interpretazione dei risultati più facilitata. Sono necessarie inoltre ulteriori conferme scientifiche (studi pre-clinici, clinici, farmacocinetici, farmacodinamici, di tossicità) delle evidenze empiriche terapeutiche provenienti dalla tradizione clinica.

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