Arteterapia

Arteterapia

2019-03-20T17:44:21+00:00 1 Dicembre 2016|
  • arteterapia

L’arteterapia nasce negli anni Quaranta, grazie al prezioso apporto di Margaret Naumburg ed Edith Kramer, e deriva da una tipologia di psicoterapia dinamica; si tratta di un percorso di cura alternativo dall’indirizzo psichico. Gli strumenti terapeutici prevalentemente impiegati consistono nelle tecniche e nelle metodiche usate dalle attività artistiche visuali, come la musica (musicoterapia), la danza (danzaterapia), il teatro (teatroterapia) e via dicendo. Quelle che abbiamo appena elencato, difatti sono solo alcune delle principali forme di arteterapia, che racchiude dentro di sé anche forme minori come gli spettacoli delle marionette, la narrazione e la creazione di racconti e tutto ciò che non sfrutta esclusivamente il potere della parola.
Fine ultimo dell’arteterapia, avendo un approccio essenzialmente olistico alla persona, è la crescita dell’individuo, andando a lavorare sulla sua sfera emozionale, intellettiva e sulle sue capacità relazionali. Si tratta di un sostegno non-verbale che vuole portare ad un miglioramento dello stato di salute dell’essere umano, intervenendo su la qualità della vita, tramite lo sviluppo del processo creativo.
Facendo riferimento alle due personalità a cui si deve la nascita dell’arteterapia, si può dire che la Naumburg, studiosa di Freud e Jung, era convinta che le produzioni artistiche dei suoi pazienti non fossero altro che una proiezione diretta del loro inconscio e pertanto che fossero estremamente utili per la risoluzione del transfert. Se con la parola non si riesce a comunicare certi pensieri, determinate problematiche o limiti, con l’arte si può; Kramer, d’altro canto, esaltava le abilità terapeutiche dei processi creativi e artistici a cui si sottoponeva la persona. L’arte permette un’espressione diretta, spontanea, non contaminata dei propri pensieri inconsci e di ciò che noi siamo, senza dover passare per l’intelletto; l’arteterapia non prevede un percorso in solitudine bensì si basa su un rapporto imprescindibile tra il terapeuta ed il paziente.È necessario sottolineare che l’arteterapia in Italia viene usata come una metodologia riabilitativa e di supporto mirata alla riduzione delle problematiche psicofisiche, al miglioramento delle relazioni interpersonali e all’inserimento di gruppo per tutti coloro che soffrono di patologie che vanno oltre la nevrosi; tanti sono gli esperti che ne hanno usufruito nei più svariati settori, dalla musica alla letteratura, senza mai arrivare alla psicoterapia a causa della mancanza di leggi ed istituzioni politiche che mettessero a norma la figura dell’arteterapeuta; nonostante una carenza da un punto di vista legislativo, sono sempre più numerose le scuole che si occupano di questa disciplina. Solitamente, i luoghi dove si può applicare la tecnica in questione sono dei laboratori con materiali a basso costo e delle più svariate tipologie; ovviamente, però, il luogo cambierà e sarà più o meno dotato a secondo del tipo di arte a cui ci si affida.
Il vantaggio che sembra esserci nelle discipline di questo tipo consiste nel fatto che la creazione artistica mette la persona nella condizione di esprimersi non verbalmente, vale a dire eliminando tutte quelle barriere e quei limiti che sono tipici del linguaggio verbale. I due ambiti dove viene maggiormente utilizzata sono quello educativo-formativo e quello riabilitativo-sanitario; l’efficacia della disciplina si rivela nel suo massimo se affiancata alla terapia convenzionale e non in sostituzione ovviamente.
Essendo priva di giudizi estetici e non essendoci alcun tipo di adesione a canoni estetici prestabiliti, l’arteterapia è adatta a chiunque, senza dover essere particolarmente dotati od in possesso di capacità artistiche specifiche e particolari. Risultati di particolare rilievo si ottengono con le persone affette da tossicodipendenza e con i bambini e gli anziani; l’arte ed il gioco, per i bambini, rappresentano delle modalità del tutta naturali e spontanee con cui comunicano la loro percezione del mondo che li circonda, inviando segnali e messaggi per precisi. L’arteterapeuta deve essere dotato di una sensibilità estetica che sia in grado di cogliere non la bellezza ma la parte comunicativa e realmente significativa di ciò che si esprime; comprensione ed accettazione sono i valori cardine alla base della disciplina. Altro aspetto fondamentale dell’arteterapia è che i prodotti artistici, di qualsiasi natura essi siano, non devono mai esser soggetti ad interpretazioni in quanto il messaggio è sempre personale, intimo, specifico dell’inconscio di ogni individuo e il terapeuta deve ricercarlo durante il colloquio a tu per tu con il paziente.
Come già accennato in precedenza, sono diverse le attività artistiche visuali a cui i terapeuti spesso ricorrono; tra queste, giocano un ruolo importante, non solo in ambito terapeutico ma anche nel processo individuale di musicoterapia contro il cancro musicacrescita, la musica e la danza. La musicoterapia si approccia all’individuo tramite lo strumento di comunicazione non verbale della musica ed è in grado di intervenire sia a livello educativo che terapeutico e riabilitativo su differenti condizioni patologiche, prevalentemente psicosomatiche. La Federazione Mondiale di Musicoterapia la definisce così: “La musicoterapia è l’uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un musicoterapeuta qualificato, con un utente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l’apprendimento, la motricità, l’espressione, l’organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive.

La musicoterapia mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell’individuo in modo tale che questi possa meglio realizzare l’integrazione intra- e interpersonale e consequenzialmente possa migliorare la qualità della vita grazie a un processo preventivo, riabilitativo o terapeutico”. Solitamente il paziente è parte attiva del percorso terapeutico e il rapporto con il musicoterapeuta dovrà essere fondato esclusivamente sulla fiducia e la completa accettazione l’uno dell’altro; essendo parte attiva, il paziente potrà avanzare proposte, così da favorire un percorso terapeutico non solo efficace ma anche altamente personalizzato. La musica, così come qualsiasi altra forma di arte, mette il paziente nella condizione di percepire prima ed esprimere in seguito le proprie sensazioni e le proprie emozioni, senza dover necessariamente ricorrere alla parola.
Parlando invece di danzaterapia, ci riferiamo a quella tecnica di riabilitazione che sfrutta il movimento ed il corpo umano come strumento primario per ottenere delle finalità terapeutiche ben definite; l’espressività corporea funge quindi da strumento regolatore delle emozioni, degli stati d’animo, dell’umore e del proprio Io psicofisico. Se si parte dal concetto che mente e corpo sono due entità indivisibili ed interconnesse, si presuppone che i movimenti del corpo umano in un determinato spazio e verso un determinato gruppo di persone rappresentino in una qualche maniera la personalità dell’individuo ed il loro stato emotivo, esprimendo molte volte quello che si tende a nascondere con le parole. La danzaterapiadanzaterapia incentiva il cambiamento emotivo del nostro atteggiamento ed è in grado di creare uno stato di rilassamento rigenerativo contro lo stress della vita quotidiana, facendo venir fuori dei blocchi nascosti nella nostra mente e nel nostro Io più profondo che impediscono realizzarci ed affermarci tutti i giorni come individui, il tutto tramite l’intervento di un terapeuta altamente qualificato. Anche in questo caso si attua un approccio olistico, che interviene sulla globalità della persona, contemplando tanto la psiche quanto l’aspetto fisico.

Sostanzialmente l’Arteterapia è il connubio di due discipline: l’arte e la psicologia. La definizione di Arteterapia coinvolge anche aspetti delle arti visive, del processo creativo, dello sviluppo umano, del comportamento, della personalità e della salute mentale e si avvale delle teorie psicodinamiche, dove la funzione fondamentale dell’arteterapeuta è quella di mettere l’individuo “in comunicazione con il suo Inconscio”. In particolare, l’Arteterapia grafico-pittorica si rifà al mondo dell’arte, in quanto porta il contributo dei materiali, delle tecniche e delle varie modalità che sviluppa; al mondo della creatività, che avvia il soggetto in un processo che mette in moto le dinamiche interne e lo porta alla realizzazione del suo percorso artistico terapeutico; alla comunicazione non verbale, che veicola comunicazioni attraverso il linguaggio del corpo. Tra le potenzialità delle Arteterapie grafico-pittoriche vi è il fatto che accostarsi a queste discipline non richiede nessuna preparazione specifica e che risulta semplice avvicinarsi a questa forma di arte, in quanto vengono messi a disposizione materiali (come le matite colorate, i pennarelli, la pittura, ecc.) che sono stati utilizzati almeno una volta già da bambini e per questo risultano materiali poco minacciosi da utilizzare in quanto familiari. Inoltre disegnare, dipingere e creare con altre forme d’arte (come la scultura o il bricolage) sono semplici metodi di espressione accessibili a quasi tutti, indipendentemente dall’età o dalle capacità naturali.

L’Arteterapia punta sull’organizzazione degli stati mentali e delle particolari risorse di cui dispone l’individuo per sviluppare nuovi processi generativi. Negli incontri di Arteterapia grafico-pittorica, infatti, il racconto di sé attraverso le immagini diventa una rappresentazione della persona nella sua totalità e la patologia. La creatività, infatti, è un linguaggio universale, un modo di essere, che può essere ottenuta con qualsiasi partecipante. Si tratta di metodiche basate sull’attivazione dei processi creativi mediante tecniche tradizionalmente definite “artistiche“, finalizzate a promuovere la salute e a migliorare la qualità della vita. L’Arteterapia, infatti, è nata dall’idea che le immagini artistiche possano favorire la conoscenza di sé stessi e delle proprie potenzialità, dandoci la possibilità di esprimere sentimenti e idee difficili da comunicare verbalmente e rendendo possibile l’integrazione di tutte le risorse di cui disponiamo per poter vivere meglio, svolgendo la funzione non solo di trattamento di malattie ma anche di trasformazione, evoluzione e crescita dell’individuo per migliorare il benessere psico-fisico ed emotivo dell’essere umano.

In particolare «nelle Artiterapie grafico-pittoriche che si basano sul materiale visivo, la produzione rapida di disegni, permette al paziente di entrare in contatto con le proprie emozioni e il proprio mondo interiore, di rilassarsi e di esprimere direttamente i propri vissuti. Ad esempio, nel momento in cui un paziente “fa passare” la sua rabbia nel disegno, attraverso il tratto e il colore, rinuncia all’espressione motrice reale della sua emozione, per darle una forma. L’attività creativa infatti è collegata con l’emisfero cerebrale destro che è deputato al linguaggio non verbale, all’immaginazione, all’intuizione. Da queste considerazioni si evince che l’attività artistica permette di canalizzare forti emozioni, come la rabbia, l’aggressività, la malinconia, l’ansia e la depressione e di rendere conto del carattere liberatorio dell’arte in genere.

Nelle Artiterapie grafico-pittoriche si parte dal presupposto che l’attività artistica stessa può essere un processo curativo e che non sia il solo prodotto artistico a comunicare informazioni rilevanti per la terapia e il terapeuta, a seconda delle sue inclinazioni e in base alle esigenze del soggetto, può accentuare l’uno o l’altro aspetto. Le Artiterapie, inoltre, incontrano l’essere umano a livello del corpo vissuto, dei suoi linguaggi, della dimensione sensomotoria e dell’azione rappresentativa, per svilupparne la creatività, intesa come processo compartecipato, eminentemente soggettivo e intrinsecamente relazionale, insostituibile fattore di benessere personale e collettivo. Le Artiterapie, risvegliando l’esperienza condivisa del piacere, promuovono la maturazione delle competenze sociali e danno il proprio contributo allo sviluppo di nuove forme di convivenza. Va tenuto in considerazione, inoltre, che nelle sedute di Arteterapia, può essere affrontato il passato, per rivivere l’infanzia, il presente, ovvero il “qui e ora” che mette a fuoco cosa si sta facendo, che può essere il fulcro del problema, o il futuro, per individuare desideri, attese e obbiettivi.Gli interventi di arteterapia hanno obiettivi preventiviriabilitativiterapeutici o persino psicoterapeutici e partecipano in maniera importante alla diagnosi, alla presa in carico e al trattamento dell’handicap tanto psicologico quanto sociale; ogni persona ha dentro di sé un potenziale di auto-guarigione e auto-rigenerazione che va semplicemente stimolato.
A differenza di quanto accade in Italia, in Inghilterra la tecnica dell’arteterapia viene impostata da uno psichiatra o una psicoanalista con particolarmente evidenti doti artistiche; l’arteterapeuta si riunisce pertanto in un’unica e sola figura, che deve obbligatoriamente prendere una specializzazione nel post laurea in Psicologia o Psicoanalisi.

L’Arteterapia ha il vantaggio di poter essere utilizzata da molte persone e da diverse fasce d’età, come bambini, adolescenti, adulti, con disturbi più o meno gravi, ma anche con persone senza problematiche significative, che vogliono riuscire a liberarsi dagli schemi inibitori che impone la società, riconnettendosi con le proprie emozioni. Inoltre può essere utilizzata in differenti ambiti, come strutture sanitarie pubbliche, scuole, servizi sociali, centri educativi o di riabilitazione o analoghe istituzioni pubbliche o private.

In Italia non siamo ancora così avanti, sebbene esistano delle associazioni che si impegnano costantemente ed in maniera continuativa per dare una maggiore credibilità alla disciplina e a chi la pratica; prima fra tutte l’Associazione Professionale Italiana Arte Terapeuti (A.P.I.Ar.T.), un ‘organizzazione No Profit che lotta per il raggiungimento di una legislazione che garantisca e assicuri il riconoscimento della figura professionale dell’arteterapeuta e delle varie scuole di formazione in arteterapia, avendo come obiettivo la standardizzazione a livello nazionale dei vari programmi educativi-formativi. Oltre all’Associazione Professionale Italiana Arte Terapeuti, il panorama dell’Arteterapia può contare sul supporto offerto da altrettante associazioni che si impegnano quotidianamente nella diffusione e nella qualificazione di una cultura terapeutica alternativa; tra queste, non ci si può esimere dal citare l’APIDAssociazione Professionale Italiana DanzaMovimentoTerapia (DMT), l’AIM (Associazione Italiana Musicoterapisti) e la SPID (Società Professionale Italiana Drammaterapia). La legge 4/2013 norma la professione, chiarendo che tutte le nuove professioni devono possedere una connotazione sia culturale che professionale ad hoc. La norma UNI 11592, pubblicata nell’ottobre del 2015, parla per l’appunto delle peculiarità e delle specificità, tanto culturali quanto professionali, delle varie artiterapie

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