Reiki

Reiki

2018-04-13T15:43:54+00:00 23 giugno 2015|

Stando a quanto riportato dalla tradizione, fu Mikao Usui, nato in Giappone nel 1865, a far nascere la pratica del Reiki (レイキ, 靈氣 ,霊氣, 霊気? ), asserendo di essere stato dotato della capacità di curare dopo un periodo di digiuno e meditazione sul Monte Kurama durato ben tre settimane. Lo stesso Usui aprì la prima scuola di Reiki nel 1922, frequentata da un centinaio di persone, per poi morire pochi anni dopo.
Poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, uno dei suoi allievi, Kujiro Hayashi, fondò la sua Clinica Reiki in cui si recò la signora Hawaio Takata che, riuscendo a guarire dalla sua malattia, volle imparare questa pratica. La Takata non si fermò all’apprendimento, ma modificò gli insegnamenti ricevuti creando una disciplina aperta a tutti coloro desiderassero farla propria, senza distinzione di razza, pensiero e credo religioso.
Il Reiki è una parola giapponese che rappresenta l’Energia Vitale Universale e ha origine dall’unione di due concetti, che sono alla base della disciplina: il REI, che rappresenta la forza spirituale (contiene dentro di sé ideogrammi che significano pioggia, bocche, fare sacrifici) ed il Ki, concetto fondamentale nella filosofia cinese che rappresenta la forza interiore, l’energia che scorre nel corpo. L’unione dei due concetti dà vita alla parola Reiki, vale a dire una tecnica olistica la cui potenza ed efficacia dipendono dall’amore e dalle energie dell’universo (Ki, versione giapponese del Qi), che si incanalano nel reikista, il quale diventa quindi un tramite per giungere alla persona oggetto del trattamento. Si tratta di una disciplina spirituale, effettuata come percorso terapeutico alternativo, per trattare problematiche fisiche, emozionali e mentali; viene utilizzata una tecnica simile alla “imposizione delle mani” che serve per incanalare ed indirizzare le energie terapeutiche e curative.
Il principio fondante del Reiki afferma che siamo circondati da un’energia vitale universale alla quale tutti quanti possono accedere per ottenere effetti curativi; tutti quanti hanno la possibilità di compiere il rito di iniziazione e quindi apprendere le capacità di entrare in possesso di questa energia, che scorrerà attraverso le mani del praticante. Stando ai principi basilari del reiki, l’energia incanalata è un’energia intelligente che rende la diagnosi non necessaria
Il campo di applicazione del Reiki è il corpo fisico, mentale, emozionale e spirituale. Al verificarsi di un blocco energetico, il Reiki lavora cercando di liberare l’energia, affinché possa tornare a scorrere senza ostacoli. È un nutrimento per l’anima che si tramuta in benessere fisico, mentale e spirituale. Avendo un approccio essenzialmente olistico, la patologia viene vista come la manifestazione sul piano fisico di uno squilibrio energetico che si crea tra la mente ed il corpo; una volta rimosso il blocco e ristabilito il corretto flusso dell’energia, si ricrea l’interazione armoniosa tra la mente ed il corpo così da ripristinare l’equilibrio psico-fisico, fondamentale per il mantenimento dello stato di salute dell’individuo.
È una tecnica assolutamente non invasiva, non comporta o non richiede alcuna predisposizione; è adatto a tutti, senza eccezione di età o di condizione fisica.
La tecnica Reiki è suddivisa in 3 livelli diversi e consiste, in maniera approssimativa, in una delicata imposizione delle mani sul corpo della persona ricevente (a questa tecnica possono affiancarsi, se ritenute necessarie, delle manovre di manipolazione mirate, proprie della tradizione giapponese del Reiki delle origini, a sua volta derivante dalle tecniche Shiatsu), ove ne emerga la necessità, al fine di sbloccare il flusso dell’energia o allentare una contrattura muscolare.

Il primo livello del Reiki è quello fondamentale e dura circa 12 ore divise in due o tre sessioni in cui si apprendono i principi del Reiki e si impara ad incanalare l’energia dentro di sé.

Nel secondo livello invece sono inserite metodiche che consentono di trasmettere l’energia anche a persone, animali, oggetti e addirittura situazioni, che non hanno certamente consapevolezza di quello che sta avvenendo ( si può quindi escludere l’effetto placebo), senza la necessità di avere la presenza fisica di ciò (o chi) che si vuole trattare. Si tratta di una seconda iniziazione, necessaria per dotare il praticante di tutti i mezzi utili per curare una persona a distanza; vengono utilizzati dei simboli specifici che servono per creare una connessione temporanea estremamente forte tra i due individui, il praticante ed il ricevente.

Il terzo livello non è necessario ai fini della cura ma è utile ad approfondire ed ad integrare i veri aspetti del Reiki.
Molto interessante è l’impiego del Reiki come medicina preventiva, poiché il praticante, attraverso il passaggio dell’energia universale, e per questo inesauribile, stimola la cura ancor prima che si manifesti un sintomo della patologia.
Il Reiki non è una religione in quanto non consiste in un sistema di dogmi che ci invitano o ci impongono come o quale divinità adorare; non è una filosofia o una scienza in quanto non pretende di spiegare, sperimentare o dimostrare attraverso la ragione ma, al contrario, sensibilizza la persona alla percezione delle energie sottili che ci circondano.
Il Reiki non si contrappone alle terapie convenzionali né pretende di sostituirsi ad esse. Anzi, il suo aiuto più valido lo fornisce proprio in associazione ai trattamenti dei medici allopatici.
Questa disciplina ha suscitato e continua a suscitare l’interesse di molte persone ed esistono in letteratura interessanti studi scientifici e pubblicazioni che ne confermano le qualità benefiche.

Bibliografia/Sitografia: