Iridologia

Iridologia

2019-04-12T16:36:00+00:00 30 Novembre 2016|

L’iridologia è una tecnica di analisi diagnostica che si fonda sullo studio dell’iride dell’occhio. Tramite l’iride di una persona, stando a quanto affermato dall’iridologia, si può comprendere molto del suo stato di salute, a partire dall’esistenza di una problematica relativa sia ai sistemi del nostro organismo sia alle nostre funzionalità psichiche e mentali. Gli iridologi, però, affermano che tramite questa tecnica si può risalire all’organo malato ma non si può comprendere la malattia che colpisce tale organo o funzionalità psichica.
La nascita ufficiale dell’iridologia va collocata in Ungheria alla fine del XIX secolo grazie ad un medico omeopata, Ignazio Von Peczely, che pubblicò nel 1880 il suo primo testo chiamato “Introduzione alla studio della diagnosi attraverso gli occhi” e sei anni dopo il primo schema di identificazione delle zone dell’iride. Questa di Peczely è senza dubbio la sua accezione più moderna ma bisogna dire che si parlava di questa tecnica sin da tempi molto più antichi: leggendo i testi dell’Antico Egitto, già si pensava all’occhio come organo che rappresentava per l’uomo quello che il Sole è per la Terra e la Medicina Tradizionale Cinese ha da sempre sostenuto lo stretto legame esistente tra l’iride e la salute psico-fisica dell’uomo. Rispetto alle conoscenze acquisite fino ad oggi, possiamo rispondere almeno con 4 tipi di teorie che fanno da supporto scientifico all’analisi iridologica: teoria Genetica, teoria Umorale-Vascolare, Teoria Embriologica, teoria Nevosa, teoria Topografica.

Teoria Genetica

Ogni essere umano proviene dall’unione di due gameti. Nella fusione delle informazioni genetiche che scendono dall’albero genealogico di ognuno dei genitori, si genera un nuovo essere vivente portatore di tutte quelle informazioni necessarie alla formazione del nuovo essere. Fra tutte le informazioni genetiche avremo anche le sequenze emotive irrisolte dei nostri progenitori, cioè se c’è un progetto non realizzato, un desiderio non soddisfatto, un torto subito o altro, troveremo nella fusione dei due gameti anche tutto questo. Tutto ciò sarà dapprima contenuto in un’unica cellula la quale via via si duplicherà e si differenzierà fino a costruire, sotto la guida dei geni quello specifico progetto, quel singolare ed irripetibile essere umano. Quindi il patrimonio Genetico determina in ogni zona dell’unità corpo-mente determinate caratteristiche strutturali e morfologiche. Questo disegno d’insieme è riportato ed osservabile anche nelle strutture dell’Iride. Ecco perché l’osservazione di tali caratteristiche ci permette di risalire ad informazioni derivanti dall’albero costituzionale e di individuare eventuali predisposizioni sia fisiche che psichiche.

Teoria Umorale-Vascolare

Dall’anatomia sappiamo come l’iride sia riccamente vascolarizzata. Quando a livello di una struttura organica o sistemica si altera l’omeostasi, si liberano sostanze organiche in eccesso come neurotrasmettitori, ormoni, oppure tossine. Tali sostanze, sia tossiche che fisiologiche, attraverso il sangue e l’arteria oftalmica arrivano sull’Iride. Qui rilasciano il loro messaggio biologico come depositi di forma e di colore diverso a seconda del tipo e della provenienza, distribuendosi in modo ordinato come seguissero una mappa olografica delle zone riflesse corrispondenti alle aree d’origine. Le pigmentazioni derivanti da questo processo, diverse tra loro, marcano una zona precisa e la loro colorazione individua una provenienza, in modo tale da indicare un percorso ben preciso dell’informazione biochimica.

 Teoria Embriologica

Sappiamo dagli studi sull’embriologia come, in quella delicata fase di formazione dei vari tessuti costituenti l’organismo, essi prendano forma derivando da tre foglietti embrionali:

  • Ectoderma che darà origine alla cute ed agli annessi epicutanei, al Sistema. Nervoso Centrale e Periferico, agli Epiteli recettoriali dell’occhio e dell’orecchio, allo Smalto dei denti.
  • Mesoderma che darà origine ai Muscoli, alle Ossa, alle Cartilagini, al tessuto Connettivo, anche al Sangue ed alla Linfa, nonché ai Vasi Sanguigni e Linfatici. Inoltre darà origine al Cuore, alla Milza, alle Reni ed alle Gonadi con i relativi dotti escretori.
  • Endoderma che darà origine al Rivestimento Epiteliale delle vie Digestive e Respiratorie, Vescicali ed Uretrali, oltre che alle Tonsille alle Paratiroidi al Timo al Fegato al Pancreas ed alla Colecisti. I tessuti organici conservano le caratteristiche del foglietto embrionale di derivazione.

In base a questa tesi sappiamo di poter rintracciare nell’Iride, che conosciamo come di derivazione Ectodermica e Mesodermica, tutte quelle informazioni strutturali e funzionali relative a molti apparati e sistemi. Infatti la maggior parte dei tessuti organici dell’Iride sono di tipo Nervoso e Circolatorio: due strutture ampiamente rappresentate in ogni struttura organica. In virtù di questo stretto legame osserveremo riflessi nell’iride i segni delle alterazioni a livello di queste strutture biologiche.

Teoria Nervosa

Il Sistema Nervoso Autonomo, nelle sue sezioni Simpatico e Parasimpatico, restringe e dilata la pupilla attraverso la stimolazione rispettivamente del muscolo dilatatore della pupilla e del muscolo sfintere pupillare. Questo strettissimo ulteriore legame con quelle aree cerebrali che gestiscono anche gran parte delle strutture organiche, permette di osservare nell’Iride le informazioni che il cervello invia agli organi e le ripercussioni che le alterazioni biologiche hanno sul sistema nervoso. Quando una in una struttura organica si presenta un’alterazione, questa invia delle informazioni anomale attraverso le fibre nervose fino al sistema nervoso centrale.

Teoria Topografica

E’ risaputo che nell’iride è rintracciabile una topografia che rappresenti il corpo nelle sue componenti organiche. Questo rappresenta una proiezione del corpo sull’Iride, la quale embriologicamente è una estroflessione del cervello. Gli studiosi di neurofisiologia hanno individuato una rappresentazione del corpo nelle varie aree sensitive e motrici presenti nel cervello.  Come detto in precedenza, Peczely, grazie ai suoi innumerevoli studi, ha creato una vera e propria mappatura dell’occhio, mettendo in correlazione ogni sua piccola componente con un organo ben specifico. La motivazione di questa mappa risiede nel fatto che l’occhio rappresenta una sorta di prolungamento esterno del sistema nervoso (sono strettamente interconnessi tra di loro) e, pertanto, ogni alterazione che viene elaborata dal cervello, è a sua volta trasmessa all’iride mediante i nervi, creando al suo interno delle macchiestriaturelineepunti e delle differenze nella pigmentazione. L’iridologo, dunque, grazie all’utilizzo di una specifica strumentazione, l’iridoscopio e la macchina fotografica digitale, analizza l’iride e la disposizione del pigmento, traendo poi le sue valutazioni finali, identificando la zona dove sono presenti alterazioni nel pigmento e che quindi rappresenta l’area corporale in cui vi è il problema, il carico di tossine che colpiscono l’organo, le carenze di minerali ed il livello energetico. Quindi, ancora prima di comprendere e studiare i vari principi su cui si fonda l’iridologia, è fondamentale evidenziare la forte correlazione tra cervello ed occhi, i quali sono degli organi di senso ed in quanto tali sono direttamente collegati all’apparato nervoso.
Secondo l’iridologia, l’iride rappresenterebbe una carta topografica (come già detto in precedenza) che riprodurrebbe in scala la mappa dell’intero corpo umano e delle sue funzionalità; nell’occhio sono riprodotti lo stato di salute di tutti i nostri organi ed il benessere mentale. L’iridologo, in base al tipo di macchie e di sfumature cromatiche, è capace di identificare il tipo di costituzione (insieme dei tessuti) del paziente che si rivolge a lui e le cause di determinate patologie che molte volte sfuggono ad una certa definizione. Identificando pertanto una specifica area dell’occhio, all’interno della quale ci sono delle alterazioni nella pigmentazione, possiamo comprendere la parte fisica che è soggetta a problematiche di tipo patologico e, soprattutto, possiamo venire a conoscenza della quantità di tossine presente in un determinato organo, il suo flusso energetico e se è carenti di alcuni minerali. Si fa una vera e propria analisi della persona.
Ci sono diverse scuole di pensiero, ognuna delle quali ha sviluppato una propria mappatura. Generalmente si tende a far corrispondere gli organi doppi, come i polmoni, con l’iride destra o sinistra a seconda della loro posizione. Per quanto concerne gli organi singoli, si può dire che la norma prevede che gli organi che si trovano nella parte destra del corpo riflettono l’iride di destra. Viceversa, quelli che si trovano nella parte sinistra, appartengono all’iride di sinistra. In aggiunta, all’interno dell’occhio sono riscontrabili delle zone e delle aree come l’area della pelle o la zona del cuore; molto importante è anche il colore di base dell’iride, che non si limita ad analizzare a fondo la localizzazione degli organi e la varie aree o zone. Il colore dell’iride indica la tipologia di costituzione della persona, che può essere di tre tipi: linfatica, ematogena e biliare. Altro aspetto a cui è fondamentale prestare attenzione è la luminosità, che indica se la persona è in perfetta omeostasi, quindi in salute o meno. L’opacità dell’iride rappresenta proprio la difficoltà dell’individuo di relazionarsi con il mondo esterno per purificarsi e ritrovare il proprio benessere.
In sintesi, i tre pilastri fondamentali dell’iridologia consistono nello studio del terreno individuale, nelle mappe iridologiche e nei segni iridologici; tramite l’indagine iridologica, si ha la possibilità di ottenere quindi un quadro completo dell’individuo, che viene analizzato e studiato attentamente a cominciare dal proprio “quid” energetico, vale a dire l’umore, l’indice di vitalità, le difese immunitarie, le carenze, il grado di stress a cui è sottoposto l’organismo, le capacità di eliminare le tossine e via dicendo.

L’Iride, anatomicamente parlando, rappresenta la camera anteriore dell’occhio e corrisponde alla proiezione energetica della totalità dell’individuo: in questo è una guida sicura. Rappresenta una codificazione della realtà interiore proiettata sul “” e sul “Non Sé”. Abbiamo già detto come l’indagine iridologica perde di affidabilità se usata come una diagnostica d’organo. Le sue indicazioni a livello fisiologico sono derivanti da segni riflessi e per questo motivo fondamentale la diagnosi iridologica nell’ambito clinico resta solo un’indicazione delle zone di minor resistenza, ovvero individua delle aree di generica ipofunzione le quali potrebbero essere coinvolte nelle manifestazioni patologiche passate, presenti o future.

Gli studiosi di iridologia sono più o meno tutti concordi rispetto alla suddivisione della zona anatomica rappresentata dall’Iride in anelli concentrici e in settori radiali. Questa prima, seppur grossolana, suddivisione permette di inquadrare il soggetto come una unita bio-psichica individuandone le varie componenti (immunità, adattamento, vitalità, predisposizioni, tossiemia, etc.) Proprio come le zone di un territorio vengono rappresentate in una mappa topografica, così alle aree Iridologiche individuate dalla divisione circolare e da quella radiale, viene attribuito il legame con i vari organi e funzioni. Eventuali alterazioni in un’area specifica, osservate rispetto alla normalità, verranno così considerate alterazioni dell’organo o della funzione ivi rappresentata. Fu questa prima interessante modalità di raccogliere informazioni sullo stato di salute del soggetti a stimolare i ricercatori. Successivamente l’Iridologia fece la sua evoluzione come metodo olistico, lasciandosi alle spalle la sfida difficile da sostenere con la diagnostica d’organo. Le ricerche infatti si sono orientate anche verso gli inesplorati campi dell’embriologia, delle emozioni, delle dimensioni spazio-temporali, etc. riconoscendo pienamente all’Iridologia le sue potenzialità e affermandosi come una tecnica diagnostica di prim’ordine e di tipo multidimensionale e multidisciplinare. La sfera d’elezione dell’Iridodiagnosi, cioè la sua vocazione, è da inquadrare come metodica veloce, ampia ed attendibile per avere informazioni generali sullo stato e le caratteristiche genetiche del soggetto. Possiamo affermare che non esista altro metodo fra quelli convenzionali che con un unico sguardo comprenda così numerose potenzialità. Essa si propone come indagine conoscitiva a diversi livelli per poi individuare degli stili di vita idonei al recupero ed al mantenimento di una buona salute. Sul piano fisico può essere di valido aiuto nel supportare la ricerca delle cause di disturbo fisiologico.

L’iridologo non effettua una diagnosi, propria del medico, bensì si prendono in considerazione i vari processi organici ed emozionali che permettono di indagare e fare constatazioni sulla salute, individuando, attraverso l’analisi dell’iride, la cause che sono alla base di eventuali problemi energetico-funzionali e dei vari squilibri. Con l’Iridologia si lavora in prevenzione, prima dell’instaurarsi della patologia, ripristinando l’equilibrio e lo stato di salute del nostro organismo grazie a contromisure preventive.

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