Iridologia

Iridologia

2018-04-13T15:38:29+00:00 30 novembre 2016|

L’iridologia è una tecnica di analisi diagnostica che si fonda sullo studio dell’iride dell’occhio. Tramite l’iride di una persona, stando a quanto affermato dall’iridologia, si può comprendere molto del suo stato di salute, a partire dall’esistenza di una problematica relativa sia ai sistemi del nostro organismo sia alle nostre funzionalità psichiche e mentali. Gli iridologi, però, affermano che tramite questa tecnica si può risalire all’organo malato ma non si può comprendere la malattia che colpisce tale organo o funzionalità psichica.
La nascita ufficiale dell’iridologia va collocata in Ungheria alla fine del XIX secolo grazie ad un medico omeopata, Ignazio Von Peczely, che pubblicò nel 1880 il suo primo testo chiamato “Introduzione alla studio della diagnosi attraverso gli occhi” e sei anni dopo il primo schema di identificazione delle zone dell’iride. Questa di Peczely è senza dubbio la sua accezione più moderna ma bisogna dire che si parlava di questa tecnica sin da tempi molto più antichi: leggendo i testi dell’Antico Egitto, già si pensava all’occhio come organo che rappresentava per l’uomo quello che il Sole è per la Terra e la Medicina Tradizionale Cinese ha da sempre sostenuto lo stretto legame esistente tra l’iride e la salute psico-fisica dell’uomo.iridologia occhio salute
Come detto in precedenza, Peczely, grazie ai suoi innumerevoli studi, ha creato una vera e propria mappatura dell’occhio, mettendo in correlazione ogni sua piccola componente con un organo ben specifico. La motivazione di questa mappa risiede nel fatto che l’occhio rappresenta una sorta di prolungamento esterno del sistema nervoso (sono strettamente interconnessi tra di loro) e, pertanto, ogni alterazione che viene elaborata dal cervello, è a sua volta trasmessa all’iride mediante i nervi, creando al suo interno delle macchie, striature, linee, punti e delle differenze nella pigmentazione. L’iridologo, dunque, grazie all’utilizzo di una specifica strumentazione, l’iridoscopio e la macchina fotografica digitale, analizza l’iride e la disposizione del pigmento, traendo poi le sue valutazioni finali, identificando la zona dove dove sono presenti alterazioni nel pigmento e che quindi rappresenta l’area corporale in cui vi è il problema, il carico di tossine che colpiscono l’organo, le carenze di minerali ed il livello energetico. Quindi, ancora prima di comprendere e studiare i vari principi su cui si fonda l’iridologia, è fondamentale evidenziare la forte correlazione tra cervello ed occhi, i quali sono degli organi di senso ed in quanto tali sono direttamente collegati all’apparato nervoso.
Secondo l’iridologia, l’iride rappresenterebbe una carta topografica (come già detto in precedenza) che riprodurrebbe in scala la mappa dell’intero corpo umano e delle sue funzionalità; nell’occhio sono riprodotti lo stato di salute di tutti i nostri organi ed il benessere mentale. L’iridologo, in base al tipo di macchie e di sfumature cromatiche, è capace di identificare il tipo di costituzione (insieme dei tessuti) del paziente che si rivolge a lui e le cause di determinate patologie che molte volte sfuggono ad una certa definizione. Identificando pertanto una specifica area dell’occhio, all’interno della quale ci sono delle alterazioni nella pigmentazione, possiamo comprendere la parte fisica che è soggetta a problematiche di tipo patologico e, soprattutto, possiamo venire a conoscenza della quantità di tossine presente in un determinato organo, il suo flusso energetico e se è carenti di alcuni minerali. Si fa una vera e propria analisi della persona.
Ci sono diverse scuole di pensiero, ognuna delle quali ha sviluppato una propria mappatura. Generalmente si tende a far corrispondere gli organi doppi, come i polmoni, con l’iride destra o sinistra a seconda della loro posizione. Per quanto concerne gli organi singoli, si può dire che la norma prevede che gli organi che si trovano nella parte destra del corpo riflettono l’iride di destra. Viceversa, quelli che si trovano nella parte sinistra, appartengono all’iride di sinistra. In aggiunta, all’interno dell’occhio sono riscontrabili delle zone e delle aree come l’area della pelle o la zona del cuore; molto importante è anche il colore di base dell’iride, che non si limita ad analizzare a fondo la localizzazione degli organi e la varie aree o zone. Il colore dell’iride indica la tipologia di costituzione della persona, che può essere di tre tipi: linfatica, ematogena e biliare. Altro aspetto a cui è fondamentale prestare attenzione è la luminosità, che indica se la persona è in perfetta omeostasi, quindi in salute o meno. L’opacità dell’iride rappresenta proprio la difficoltà dell’individuo di relazionarsi con il mondo esterno per purificarsi e ritrovare il proprio benessere.
In sintesi, i tre pilastri fondamentali dell’iridologia consistono nello studio del terreno individuale, nelle mappe iridologiche e nei segni iridologici; tramite l’indagine iridologica, si ha la possibilità di ottenere quindi un quadro completo dell’individuo, che viene analizzato e studiato attentamente a cominciare dal proprio “quid” energetico, vale a dire l’umore, l’indice di vitalità, le difese immunitarie, le carenze, il grado di stress a cui è sottoposto l’organismo, le capacità di eliminare le tossine e via dicendo. L’iridologo non effettua una diagnosi, propria del medico, bensì si prendono in considerazione i vari processi organici ed emozionali che permettono di indagare e fare constatazioni sulla salute, individuando, attraverso l’analisi dell’iride, la cause che sono alla base di eventuali problemi energetico-funzionali e dei vari squilibri. Con l’Iridologia si lavora in prevenzione, prima dell’instaurarsi della patologia, ripristinando l’equilibrio e lo stato di salute del nostro organismo grazie a contromisure preventive.

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