Medicina Tradizionale Cinese

Medicina Tradizionale Cinese

2019-03-21T11:39:32+00:00 9 Luglio 2012|

La Medicina Tradizionale Cinese (MTC) è un antichissimo corpus medico scientifico chi mira a prevenire e curare le patologie basandosi su una visione olistica del paziente e dei sintomi che manifesta; secondo questo sistema medico, nato nell’VIII secolo a. C., ciò che anima l’intero universo e l’uomo in primis è il Qi, l’energia vitale che presenta diversi aspetti prettamente materiali (yin) e altrettanti più spirituali (yang) in perfetto equilibrio tra di loro. Scendendo nel dettaglio, il termine yin si riferisce alla terra, al freddo ed alla femminilità, il termine yang si riferisce invece al cielo, al calore ed alla mascolinità; le azioni di yin e yang influenzano le interazioni dei 5 elementi che compongono l’universo: metallolegnoacquafuoco e terra. La rottura del suddetto equilibrio provoca il manifestarsi della patologia sulla quale i terapisti di Medicina Tradizionale Cinese intervengono, ripristinando l’equilibrio, attraverso i 12 meridiani responsabili del trasporto di energia al corpo. La Medicina Tradizionale Cinese, analogamente all’Ayurveda, può essere utilizzata sia per il mantenimento del benesserefisico che per la prevenzione e la cura di situazioni patologiche; per far ciò, si avvale di un ampio spettro di metodiche terapeutiche tra le quali si annoverano l’agopuntura (citata in precedenza e ampiamente dimostrata sperimentalmente e scientificamente), la maxibustione (calore sprigionato da una pianta secca del genere Artemisia che viene posta a contatto con la cute), i prodotti medicinali erboristici, la fitoterapia, le terapie manuali, le tecniche di respirazione e particolari diete. Molto raramente è previsto il ricorso alla chirurgia. Questa dottrina medica, in particolare l’agopuntura, costituisce la Medicina Tradizionale più diffusa nei cinque continenti: viene infatti praticata in ogni regione del mondo. E’ interessante notare come l’agopuntura sia intimamente connessa al concetto di biofotoni, proprio della MedicinaQuantistica: si è infatti verificato che i punti cutanei corrispondenti ai punti dell’agopuntura sono caratterizzati da una resistività elettrica inferiore rispetto alle altre porzioni della pelle, ovvero ostacolano meno il passaggio di correnti elettriche. Analizzando gli stessi punti attraverso la misurazione dei biofotoni si è constatato che la loro emissione risulta essere maggiore proprio in corrispondenza dei punti dell’agopuntura.

I concetti chiave della Medicina Tradizionale Cinese sono il Qi, il Tao, il rapporto tra Yin e Yang, i cinque elementi con le corrispettive fasi ed i meridiani: per comprendere le metodologie terapeutiche utilizzate da questo complesso e affascinante corpus medico-scientifico, è necessario conoscere tutte e 5 le nozioni sopracitate.

La MTC vede l’universo come una proiezione del Tao, principio e scopo di tutte le cose, onnipresente e al contempo indefinibile. La raffigurazione grafica del Tao prevede una sfera che racchiude due sinusoidi intersecate l’una nell’altra, colorate una di nero e l’altra di bianco e contenenti al loro interno un seme molto piccolo di colore opposto; queste due figure sinusoidali rappresentano lo yin e lo yang. Il tao rappresenta il principio da cui tutto si genera, la natura e l’essere umano non sono altro che un’emanazione del Tao, il quale si percepisce e si mostra attraverso un procedimento di trasformazione ben definito: il Qi è il cosiddetto soffio vitale, flusso energetico espressione tangibile delle due polarità opposte e complementari (yin/yang). La sinusoide nera con il seme bianco rappresenta la femminilità, la negatività, la freddezza e la capacità di ricezione. La metà bianca è il suo opposto/complementare, è lo yang che rappresenta la mascolinità, la positività, la creatività e la capacità di socializzare. Queste due polarity non sono materiali ed esistono esclusivamente l’una in funzione dell’altra; ogni elemento della terra ha il suo yin ed il suo yang.

Il cosmo, inoltre, può essere classificabile secondo le cinque fasi o movimenti primordiali, detti wuxing; tutti gli elementi hanno una corrispondenza biunivoca con una determinata fase o movimento, ad un colore, ad una stagione, ad un organo specifico o ad una funzione ben determinata. La cinque fasi, da un punto di vista grafico, sono rappresentate circolarmente proprio perché, non essendo statiche bensì dinamiche, creano una perenne trasformazione ciclica che alterna momenti di distruzione a momenti di rigenerazione. Tutti gli elementi hanno origine da quello che li precede e danno vita a quello che li succede.

  • Il legno, collegato al colore verde, rappresenta simbolicamente la vegetazione terrestre e si risveglia in primavera, stagione yang.
  • Il fuoco include ciò che brucia : associato al rosso e all’estate, con la sua mobilità e il suo calore è l’espressione dello yang per eccellenza.
  • La terra per seminare, crescere, maturare; simbolo della fine dell’estate ed espressione della polarità yin.
  • Il metallo, rigido e non malleabile, simboleggia la durezza e la rigidità, ma anche l’autunno (stagione tipicamente yin).
  • l’acqua attirata verso l’oscurità: rappresenta ciò che di più Yin ci sia, il suo colore è il nero e la stagione che la rappresenta è l’inverno.
  • Ad ogni elemento, inoltre, viene associato un organo umano: il legno al fegato, il fuoco al cuore, la terra alla milza e al pancreas, il metallo ai polmoni  e l’acqua ai reni.

Come anticipato in precedenza, l’opposizione-complementarità yin-yang determina l’insorgere del Qi, questa energia vitale che circola in tutto il corpo attraverso i meridiani, che fanno da garanti per l’armonia tra l’uomo ed il mondo circostante.

La Teoria “Wu Xing Xue” tradotta come “Teoria dei Cinque Movimenti” o “Teoria dei Cinque Elementi” è storicamente successiva a quella della Yin e dello Yang. La differenza che esiste tra le due traduzioni è che con la parola movimento viene data maggiore rilevanza all’aspetto dinamico e di trasformazione dell’energia rispetto alla traduzione di elemento in cui viene esaltato, in maniera fuorviante, l’aspetto isolato e statico della materia. Nella cultura orientale in senso lato e in quella cinese in particolare, la realtà è concepita come un unicum indifferenziato dal quale emerge la forma che altro non è che la risultante dell’intersecarsi di linee di forza in un determinato punto nello spazio e nel tempo. La realtà non è ciò che appare ai sensi in quanto ontologicamente possiede una natura impersonale dove ogni singolo aspetto è immerso in un continuo divenire nel quale è lui stesso è il divenire. Tutto è in una continua trasformazione e ogni concetto ha sempre un contorno sfumato, indefinito. Per i motivi appena esposti in questo testo verrà adottata la traduzioni di movimento. Per decodificare la realtà la cultura cinese utilizza il modello analogico secondo il quale l’uomo viene visto come un microcosmo somigliante all’universo, macrocosmo. La natura è costituita da cinque movimenti: Acqua, Legno, Fuoco, Terra e Metallo. Tutti i movimenti presenti in natura sono rappresentati e realmente presenti anche nel corpo umano. Secondo la teoria dei cinque movimenti esiste una legge, detta di “Produzione o Generazione”, che collega questi tra loro. Ogni movimento non è altro che il prodotto della trasformazione di un altro secondo un ciclo infinito che è alla base della vita stessa: dall’acqua nasce il legno; dal legno nasce il fuoco; dalle ceneri del fuoco nasce la terra; dalle profondità della terra nascono i metalli; l’acqua, altrimenti distillata, arricchita di minerali diversi acquista un carattere specifico che le conferisce una forza peculiare

Secondo un’altra legge, detta di “Dominazione”, tra i diversi movimenti esiste anche un controllo di inibizione: l’acqua spegne il fuoco; il fuoco fonde i metalli; il metallo taglia il legno; con le loro radici gli alberi danno compattezza alla terra, dominandola; la terra domina l’acqua contenendola nei laghi, fiumi o mari. Nel Ciclo di Produzione o Generazione il movimento che genera quello successivo è chiamato madre, il movimento generato è chiamato figlio. Nel Ciclo di Dominazione il movimento che domina è chiamato nonno, il movimento dominato è chiamato nipote. Tra le relazioni possibili ce ne possono essere alcune che quando presenti danno origine a quadri di disequilibrio. Quelle che interessano il Ciclo di Generazione possono avvenire secondo quattro modalità: Legge di “Iperproduzione”: il movimento madre è in pienezza energetica e trasferisce il suo stato di eccesso energetico al movimento figlio; Legge di “Difettosa produzione”: il movimento madre non nutre a sufficienza il figlio; Legge di “Prelevamento”: il movimento figlio è in deficit energetico e assorbe troppa energia dal movimento madre portandolo ad insufficienza; Legge di “Controproduzione”: il movimento figlio è in pienezza energetica e trasferisce il suo stato energetico al movimento madre. Anche nel Ciclo di Inibizione possono presentarsi quattro possibilità di disequilibrio: Legge di “ Superinibizione”: il movimento nonno è in eccesso energetico e trasferisce il suo stato energetico sul movimento nipote. Legge di “Difettosa inibizione”: il movimento nonno è in deficit e non riesce a svolgere la sua funzione di controllo sul nipote. Legge di “Controinibizione: il movimento nipote è in eccesso energetico e trasferisce il suo stato energetico al movimento nonno.

E’ da confermare che la diffusione in Occidente della MTC è stata da sempre caratterizzata dall’eterna controversia tra le aspirazioni di una visione olistica, tanto dell’uomo quanto dell’universo, tipiche delle discipline orientali ed il modello Occidentale, riduzionistico e meccanicistico che ha portato alla nascita della conoscenza scientifica e tecnologica ma per questo non necessariamente più vera. Questo dibattito pervade anche l’aspetto formativo della MTC, proprio perché quest’ultima rappresenta un approccio alla malattia profondamente differente da quella convenzionale e che comporta, conseguenzialmente, due applicazioni pratiche di approccio ala cura che, se per alcuni versi possono persino risultare complementari, per altri risultano in completa antitesi.

L’Italia è, dopo la Cina ed il Giappone, la nazione con il maggior numero di agopuntori, i quali godono di un riconoscimento medico che non è sempre riscontrabile all’estero; basti pensare al Regno Unito o alla Germania, dove l’agopuntura viene esercitata soprattutto da non medici. In Italia ciò non è possibile e viene considerato reato; l’esercizio di alcune pratiche della MTC è riservato esclusivamente a medici chirurghi ed odontoiatri che sono abilitati alla professione. Per altre terapie più lievi, invece, non ci sono delle norme specifiche che regolamentano in maniera chiara l’esercizio delle metodiche.

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