Naturopatia

Naturopatia

2019-03-21T11:21:34+00:00 22 ottobre 2012|
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Naturopatia.rimedi-naturaliLa Naturopatia o Medicina Naturopatica, riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è un complesso di pratiche, metodologie e tecniche di medicina alternativa, i cui principi fondanti nacquero intorno al XIX secolo negli Stati Uniti.

Il termine fu utilizzato per la prima volta dal medico statunitense John Scheel; il significato più avvalorato è “sentiero naturale” dall’etimologia inglese Nature’s Path sebbene c’è chi attribuisca l’etimo al termine greco pathos (empatia, sentimento), modificando leggermente il significato della parola: “empatia con la natura”.

Lo scopo principale della Naturopatia consiste nell’educazione alla salute e nel ripristinare lo stato di salute seguendo le leggi della natura che regolano il corpo dell’uomo. Non viene curata la malattia pertanto ma si interviene, con rimedi del tutto naturali, sulla causa del disturbo patologico.

Importante è sottolineare che, a differenza di quanti molti pensano, la Naturopatia non rappresenta un’alternativa alla Medicina Convenzionale bensì funge da supplemento, coopera con essa. Non fa diagnosi e non cura le malattie, incentiva lo stato di benessere e le attitudini innate dell’essere umano di auto-guarigione con provvedimenti mirati di riequilibrio e disintossicazione. L’ottimizzazione della salute, definita anche omeostasi. sembra essere il fine ultimo di questo insieme di discipline, che, miscelando l’antichissimo know-how in materia di metodologie naturali con approcci salutistici definitivamente più moderni, riesce a rimettere in equilibrio il sistema psico-fisico dell’individuo.

Il concetto base da cui bisogna partire è che i naturopati ritengono che la patologia si manifesti ogniqualvolta l’essere umano manifesti uno squilibrio energetico, che comporta il manifestarsi dei primi sintomi.  L’onda di creazione o radiazione si espande dall’interno su multilivelli energetici ai quali corrispondono codici archetipici e memorie, che si traducono in qualità psichiche ed organiche, simboliche e funzionali. Un’errata trascrizione di tali codici si manifesta in ciò che definiamo disagio o malattia. Cogliere il senso profondo di ogni evento, le caratteristiche e la tempistica di un disagio porta a percepire il flusso che guida accadimenti personali e non che apparentemente appaiono scollegati: ecco perché il lavoro svolto attraverso la rete energetica permette di mostrare e trasformare più aspetti della persona.

Alla luce di quanto affermato, possiamo asserire che due sono gli aspetti principali che contraddistinguono la medicina allopatica da quella naturopatica: il primo è che la patologia non è altro che una conseguenza di uno squilibrio energetico; il secondo è l’approccio olistico nei confronti dell’individuo, che viene considerato nella sua globalità (mentecorpo e anima). Non si lavora esclusivamente sui sintomi, ma bisogna necessariamente chiamare in causa tutti quei fattori esogeni con cui l’uomo entra in contatto e che potrebbero, in qualsiasi maniera, aver alterato l’equilibrio energetico, andando così a compromettere lo stato di salute. Poiché tutto in natura ha una sua frequenza vibratoria e ogni elemento è una manifestazione del tutto, l’ascolto radiestesico e l’utilizzo delle frequenze di piante, pietre e metalli sottoforma di tinture, elisir, acqua informata, oli o alimento, permette di identificare l’informazione errata e l’ambito psicosomatico in cui agisce e nel contempo di risintonizzare quella particolare funzione/informazione alla pulsazione originaria, correggendone la distorsione. Come le funzioni biologiche, fisiologiche e biochimiche dell’organismo sono la risultanza dell’adesione a codici archetipici, così in ogni elemento naturale risiede il suo principio attivo come espressione di un Principio spirituale; la scelta di un rimedio per risonanza, permette all’organismo di imparare nuove forme espressive di vita, di esprimere le qualità potenziali.

Le tecniche a cui si ricorre per ristabilire l’equilibrio energetico sono diverse e variegate; appartengono a questa classe i massaggi, la riflessologia plantare, la cromopuntura, l’idroterapiaaromaterapia, la floriterapia, la climatoterapia e via dicendo. Riequilibrare l’energia e quindi trovare un equilibrio dal punto di vista energetico, significa ristabilire un processo naturale di equilibrio generale della persona, dove la persona si senta in sintonia con se stessa e gli altri sia dal punto di vista interiore ed esteriore.   Attraverso tecniche bio – naturali, si stimola la naturale capacità di ritrovare le proprie risorse interiori, queste tecniche millenarie hanno l’obbiettivo di aiutarci ad entrare in risonanza con la proprio nostra essenza e natura, con la natura e le leggi che la governano in una visione olistica della vita .

Se la Naturopatia ha avuto un grandissimo successo sino agli inizi del Novecento, a partire dalla seconda metà del XX secolo, con l’affermarsi dell’industria farmaceutica e dei primi antibiotici, ha cominciato a perdere consensi, vedendo i propri rimedi naturali declassificati in quanto considerati troppo blandi e soprattutto poiché non comprovati scientificamente. Con l’approvazione di determinate leggi, la salute pubblica veniva affidata alla medicina allopatica, che acquisisce così il ruolo di medicina ufficiale.

La naturopatia si basa su quattro fondamenti filosofici: il casualismo, il vitalismo, il naturalismo e l’olismo.

Il casualismo fa in modo che ci siano cause differenti anche per una singola patologia; queste ragioni possono essere di diverso tipo, dal fattore emotivo a quello fisico, senza tralascia il biologico. Secondo il principio del casualismo, inoltre, l’atteggiamento della persona assume un ruolo centrale e fondamentale e fa sì che qualsiasi tipo di patologia possa essere prevenuta con largo anticipo; stiamo parlando dell’aspetto preventivo tanto auspicato e voluto dalla naturopatia.

Il secondo principio alla base della Naturopatia è il vitalismo, secondo il quale ogni essere vivente non si limita es essere mera struttura fisico-chimica, bensì risulta governato da un’energia vitale, dotata di intelligenza, che lo anima o lo aiuta a mantenere l’omeostasi, lo stato di salute. Solo se nell’organismo regna l’equilibrio e c’è un ambiente sano ed armonico, si possono innescare i meccanismi di auto-guarigione e auto-regolazione. Il cervello è capace di creare tutte le condizioni necessarie nel rilevare, affrontare e risolvere i disturbi corporei, . La liberazione dei neurotrasmettitori avviene continuamente ed è influenzata da innumerevoli fattori: il nostro stato mentale in primis, la tendenza ad essere positivi anche nelle condizioni critiche, lo stile di vita ed il vissuto emotivo. Cosicché ad esempio, essere diffidenti sulle proprie capacità, possedere uno scarso grado di autostima e di risorse interiori, provoca allo stesso modo dell’ uso indiscriminato di farmaci e/o abuso di sostanze nocive un indebolimento del fenomeno dell’autoguarigione. Da segnalare uno studio effettuato presso L’Harvard Medical School di Boston, pubblicato nel 2002, secondo cui la preghiera ed in particolare la recitazione del rosario ed anche di un mantra ripetuto, avrebbe la capacità di regolarizzare la pressione arteriosa ed il battito cardiaco. In effetti, è dimostrato che queste pratiche tendono ad abbassare il tono del sistema simpatico a favore di una attivazione di quello parasimpatico, predisponendo al rilascio di ormoni quali serotonina, (l’ormone del benessere) dopamina, endorfine, citochine. Le sostanze neurotrasmettoriali come le citochine, la serotonina attivano le indispensabili difese immunitarie dell’organismo. Accanto alle preghiere o ai mantra, la produzione di dette molecole è incrementata dalla capacità reattiva che il nostro corpo è in grado di porre in atto nonché dalla creatività, l’amore, lo sport, il sesso e la pratica di un’arte. Processo che verrebbe da dire origina dall’organo più nobile e sconosciuto del corpo umano, il cervello, ed è da esso quindi che deriva la nostra capacità di non ammalarsi. Mi viene da pensare come sia errato il life style assunto da noi occidentali e l’errata direzione alla quale viene spinta la nostra vita, lontana dall’interiorità, dall’ascolto dei bisogni primari in favore di una esistenza che dire superficiale è un eufemismo. Viene allora naturale considerare il sintomo fisico come un cialtrone da debellare ed il corpo che lo manifesta come uno sciocco strumento meccanico da riparare al più presto, veicolo di disservizio e di rallentamento dei ritmi quotidiani. Quanta cecità! Basti pensare che in presenza di sintomi come la febbre o un banale raffreddore, questi sono stroncati immediatamente, assumendo il primo farmaco a portata di mano ed in più attraverso l’ automedicazione.

Gli ultimi due principi filosofici che guidano la naturopatia sono il naturalismo, secondo cui l’uomo e la natura sono profondamente interconnessi fra di loro e quest’ultima è ciò che fa muovere il mondo, che guarisce e risana ogni cosa ed infine l’olismo, che ha una visione dell’uomo globale e non frammentabile in un insieme di più parti. Non sono pratiche di carattere medico o sanitario, mentre il medico agisce ed è esperto della parte malata del suo paziente, cioè della patologia. Chi si occupa di questo tipo di tecniche e ne propone l’esperienza diretta viene chiamato operatore olistico.   l’Operatore Olistico si occupa della parte sana dell’essere umano aiutandolo sia in caso si trovi in leggero squilibrio, sia in presenza di difficoltà più gravi stimolando la salutogenesi della persona, non sostituendosi al medico ma lavorando casomai in sinergia. L’Operatore Olistico è un facilitatore dell’evoluzione globale e della crescita personale che utilizza informazioni etiche, consigli di vita e tecniche di ricerca interiore. Il riequilibrio energetico attraverso tecniche bio-naturali di carattere artistico, energetico, spirituale aiutano e stimolano il processo di trasformazione e di crescita della consapevolezza di sé.

Bibliografia/Sitografia:

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  • Trevisani C., Curarsi con la Naturopatia, Enea Editore, Milano, 2010
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