PNEI

PNEI

2019-03-20T17:24:45+00:00 29 febbraio 2012|
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pneiLa PNEI, Psiconeuroendocrinoimmunologia, studia le interazioni e le relazioni tra i sistemi di regolazione fisiologica che costituiscono l’organismo dell’uomo: il sistema nervoso, il sistema endocrino e quello immunitario. Scendendo nel dettaglio, la PNEI analizza in maniera approfondita gli effetti, influenzati dagli ormoni, esercitati dal sistema immunitario su quello nervoso autonomo e viceversa. Come già detto in precedenza, fondamentale in queste interazioni sono le influenze endocrine (esercitate dagli ormoni).

L’interazione tra i tre sistemi garantisce l’omeostasi, vale a dire permette di mantenere uno stato di salute o di malattia qualora nell’organismo dell’essere umano ci fosse qualcosa che non va. Un’azione su uno dei sistemi citati avrà ripercussioni non solo sul singolo sistema, ma anche sugli altri, procurando effetti che non sono altro che la sommatoria di numerose reazioni biologiche

Relazione corpo-mente è fondamentale: queste due entità si dimostrano capaci di interagire perfettamente tra di loro; basti pensare al fatto che determinate emozioni o umori possono operare una considerevole influenza sul benessere fisico della persona, attraverso l’attività di ormoni, impulsi nervosi, neurotrasmettitori e via dicendo.

La base della disciplina consiste nello studio delle interazioni reciproche tra attività mentale, comportamento, sistema nervoso, sistema endocrino e reattività immunitaria. In particolare, l’obiettivo primario della PNEI è lo studio riunificato di sistemi psico-fisiologici che sono stati analizzati da almeno 200 anni in maniera separata e autonoma.

La PNEI di per sè non pone più attenzione alla mente rispetto al corpo o viceversa, ma utilizzando i principi propri dell’epistemologia empirica del metodo scientifico si sforza di chiarificare quelle connessioni che rendono sistema nervoso, mente, immunità e regolazione ormonale un unico e complesso sistema di controllo omeostatico dell’individuo.

Come sostiene Ader nella Prefazione alla IV edizione di Psychoneuroimmunology, Elsevier Academic Press 2007, i confini tra le varie discipline hanno principalmente motivi storico-politici che possono condurre ad una frammentazione del sapere scientifico. Werner K. Heisenberg (1901-1976) sosteneva che i fenomeni da noi osservati non sono la natura stessa, ma la natura esposta al nostro approccio e metodo investigativo. In altre parole, il metodo con cui il ricercatore approccia la natura (ossia il fenomeno naturale) condiziona in un certo qualmodo i risultati stessi dell’indagine.

Differentemente dalle metodologie terapeutiche contraddistinte da un approccio essenzialmente olistico, la medicina convenzionale si è dedicata allo studio delle relazioni psico-fisiche solo a partire dagli anni Trenta, grazie alle ricerche condotte sullo stress dal medico austriaco Hans Selye; lo stress, difatti, gioca un ruolo centrale nell’analisi degli effetti psicosomatici relativi all’interconnessione dei tra apparati di regolazione fisiologica. Se una persona soffre di stress, l’organismo viene travolto da ormoni come il cortisolo e l’adrenalina; bisogna fare sin da subito un’importante distinzione: se la persona presenta attacchi di stress in periodi di tempo limitati, allora l’aumento ormonale a cui è stato sottoposto l’essere umano apporta benefici ed effetti positivi, come l’aumento della concentrazione, un potenziamento delle difese immunitarie e l’attivazione delle reazioni fisiche di adattamento. Qualora invece l’uomo rimane coinvolto da sentimenti come l’ansia, la rabbia, la sofferenza per periodi piuttosto lunghi ed estesi nell’arco temporale, succede che le sostanze ormonali, che in una fase iniziale apportano benefici per lo stato di benessere, si trasformano in sostanze nocive e tossiche per il corpo. Si parla di stress cronico, che comporta una drastica riduzione delle difese immunitarie.

La PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI) nasce circa trent’ anni fa come convergenza di discipline scientifiche diverse quali le scienze comportamentali, le neuroscienze, l’endocrinologia e l’immunologia.

Nel 1981 venne pubblicata la prima edizione di Psychoneuroimmunology a cura di Robert Ader, PhD in Psicologia alla Cornell University, dal 1968 professore di Psichiatria e Psicologia alla University of Rochester School of Medicine and Dentistry. La scienza dei PNEI si inserisce oggi in un quadro estremamente ricco di acquisizioni scientifiche che hanno radici remote anche se generalmente si fanno risalire agli studi di Walter Bradford Cannon (1871-1945), fisiologo e psicologo americano della Harvard University. Egli riprese il concetto di milieu interieur (ossia di ambiente organico interno) elaborato da Claude Bernard (1813-1878), fisiologo francese, sviluppandolo e approfondendolo. La sua caratteristica essenziale consiste nell’essere mezzo omeostatico, cioè di mantenimento di un costante equilibrio per la vita. Cannon fece ricerche sulle reazioni degli animali sottoposti ad eventi critici, studiando in modo particolare i risvolti emotivi di tali situazioni: fight or flight (combattere o fuggire) era il motto che riassumeva l’atteggiamento psichico rilevato in situazioni sperimentali stressanti.

Gli studi sullo stress furono notevolmente sviluppati da Hans Hugo Bruno Selye (1907-1982), endocrinologo di origine ungherese, considerato il padre dello stress. Spetta a lui la divisione fondamentale in distress (stress negativo) ed eustress (stress positivo) in base alle risposte fisiopatologiche degli organismi viventi a seconda del grado d’intensità dello stressor applicato.

Gli studi di Cannon e Selye hanno avuto certamente un impatto notevole sulla genesi della PNEI ma bisogna precisare che i modelli sperimentali di stress utilizzati erano in genere particolarmente cruenti, abbastanza lontani dal concetto quotidiano che abbiamo di stress (spesso inteso come logorio psichico). In particolare Selye dimostrò l’ipertrofia delle ghiandole surrenaliche nei ratti sottoposti a trattamenti estremamente duri (scariche elettriche, freddo, calore, annegamento,) come risposta di attivazione massiva dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Nei suoi laboratori in un anno furono sacrificati più di 150000 ratti. Nel 1936 pubblicò su Nature l’articolo in cui dimostrò come diversi agenti nocivi (stressor) inducessero sia ipertrofia surrenalica che atrofia del timo. Tale modificazione fisiopatologica prese il nome di sindrome generale di adattamento e comprendeva anche una maggior incidenza di ulcere gastriche.

Fil rouge della metodologia di studio della PNEI consiste proprio nell’influenza diretta esercitata dagli stati emozionali sul corpo (alterazioni dei parametri immunitari); se l’emozione che l’individuo vive è fisiologia ed utile, in questo caso, allora, non si parlerà di variazione immunitaria patogena. Al contrario, se l’attività psichica-emozionale risulta non equilibrata, si realizzano alterazioni immunitarie anomale e patologiche. Proprio per questo, quando si decide di analizzare le alterazioni immunitarie a seguito di stress, non bisogna considerare esclusivamente lo stress in se stesso, bensì è strettamente necessario vagliare e valutare differenti fattori tipicamente personali, come il soggetto in sé per sé, la sua capacità di gestione dello stimolo che reca stress e l’analisi cognitiva di questo stimolo. Tutti sanno quanto il nostro sistema immunitario sia estremamente sensibile all’attività della psiche: quando si è particolarmente stanchi o stressati, si tende ad ammalarsi con una facilità maggiore, contraendo l’influenza o disturbi prettamente tipici dello stress e di un apparato immunitario precario, tra cui l’herpes labiale. Quando invece ci si stressa in seguito a lutti e gravi sofferenze emozionali, si possono generare patologie autoimmuni e persino tumori. È comprovata l’influenza delle emozioni negative sul decorso di una patologia e sul declino delle funzionalità immunitarie e gli individui che manifestano questa modalità emozionale solitamente manifestano un’attivazione più consistente della parte cerebrale destra, che comporta a sua volta una generazione minore di linfociti (che sono alla base della nascita della scienza del sistema Pnei).

In sostanza, l’affermazione che lo stato psicoemotivo di un individuo può senza dubbio alterare il decorso di un determinato evento patologico sostiene e avalla sempre più la tesi che esista un’illimitata variabilità interindividuale ed intraindividuale che comporti la probabilità di contrarre o non contrarre una malattia in funzione di fattori sia genetici che esterni/ambientali.

Lo sviluppo della PNEI è complesso e articolato, ma anche estremamente affascinante, soprattutto se saprà tenere in giusto conto i diversi gradi di conoscenza a cui le varie discipline sono arrivate. La complessità è sicuramente presente; tuttavia, è possibile confermare che un fattore “mente”, inteso come forma essenziale dell’essere vivente, capace di influire sul corpo in maniera diretta esiste ed è reale.

La medicina olistica, in cui spesso viene inquadrata anche la PNEI, cerca di venire incontro ai disturbi dei pazienti considerando anche i bisogni spirituali della persona, oltre che ad aprirsi ad aree di cura cosiddette non convenzionali (omeopatia, omotossicologia, agopuntura, osteopatia, riflessologia, ecc… ma anche yoga, aromaterapia, cristalloterapia, dietoterapie specifiche, meditazione di vari orientamenti, ecc…). Tali pratiche, comprese quelle orientali buddhiste, induiste, jainiste, ma anche taoiste (cinesi) e shintoiste (giapponesi), sono caratterizzate da percorsi di liberazione dai vincoli materiali. L’eventuale salute, il benessere psico-fisico, non è l’obiettivo primario; l’obiettivo primario è il disinteresse per la salute o la malattia.

La PNEI rappresenta quindi quella parte di analisi e ricerca che comprende un’ampia gamma di discipline scientifico umanistiche e che si basa sul concetto che mentepsiche e corpo non siano entità indipendenti e scisse, bensì strettamente correlate far loro per il mantenimento ultimo dell’omeostasi.

 

Bibliografia/Sitografia:

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  • PNEI: Psiconeuroendocrinoimmunologia. Definizione e note introduttive

http://www.informasalus.it/it/articoli/pnei-psiconeuroendocrinoimmunologia.php

  • Carini D., Camilletti F., Amelio V.,La biologia delle emozioni, Edizioni Amrita, Torino, 2011
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