endoscopia cardiaca chirurgia mininvasivaSi potrà dire addio ai bisturi ed alle incisioni lunghe e profonde sullo sterno; sono ormai diversi anni che le operazioni cardiochirurgiche vengono realizzate grazie a tecniche di chirurgia mininvasiva e il futuro sembra sempre più caratterizzato dall’endoscopia cardiaca.
Mediante questa tecnica altamente innovativa, il chirurgo potrà inserire, tramite un’incisione di appena 3 cm, un telecamera di piccolissime dimensionI che gli permetterà di eseguire operazioni in maniera sempre più precisa e diminuendo le possibilità di rischio dovute a tagli di dimensioni maggiori.
In Italia sono ancora pochi i centri ospedalieri che si avvalgono di questa tecnica e tra questi vi è il Centro Cardiologico Monzino di Milano dove, nel corso delle ultimi settimane, sono stati eseguiti i primi interventi alla valvola mitrale senza aver aperto il torace del paziente.
Se negli anni 60 valeva l’idea che la grandezza del taglio era direttamente proporzionale alla bravura del chirurgo, negli ultimi tempi tempi questa visione è completamente cambiata, portando a preferire interventi meno invasivi con risultati clinici nettamente migliori. Tra i vantaggi della chirurgia mininvasiva c’è senza dubbio la diminuzione delle tempistiche di recupero, con tempi di ricovero minori ed un calo delle probabilità di dover in seguito ricorrere a trasfusioni.
Siamo nell’era della chirurgia mininvasiva e, dai tagli di 20 cm per arrivare al cuore, siamo passati a minuscole incisioni sul lato destro del torace grazie al supporto della tecnologia innovativa come microtelecamere.
L’endoscopia rappresenta ancora di più un’evoluzione; se fino ad oggi le telecamere sono state utilizzate in supporto all’attività del chirurgo, con l’endoscopia verranno inserite, insieme agli altri strumenti endoscopici, all’altezza del cuore, riducendo in maniera notevole l’invasività e migliorando la capacità di visualizzazione, che, se paragonata a quella dell’occhio umano, risulta nettamente più precisa. Per operare basterà guardare uno schermo e fare un’incisione di appena 3 centimetri.
La formazione a cui devono sottoporsi i medici chirurghi deve essere organizzata bene e soprattutto questi ultimi devono cambiare la loro mentalità ed il loro modo di pensare; la visione non sarà più diretta bensì passerà per uno schermo.
In un futuro non troppo lontano, sarà possibile utilizzare questa tecnica in più del 70% delle operazioni cardiochirurgiche, con la sola esclusione delle patologie dell’aorta e delle coronaropatie.

Fonte: La Stampa

 

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