ASMA: COLLEGAMENTI CON IL MICROBIOMA

ASMA: COLLEGAMENTI CON IL MICROBIOMA

2019-07-29T10:46:45+00:00 29 Luglio 2019|

L’asma è una delle patologie croniche più diffuse nel mondo, con un numero di soggetti affetti pari a circa 300 milioni e una prevalenza in continua crescita. Si tratta anche della malattia respiratoria cronica più frequente in età pediatrica e interessa il 10% dei bambini a livello mondiale.

L’asma è una malattia complessa, nella quale giocano un ruolo importante sia i fattori genetici che quelli ambientali, tra cui: l’esposizione al fumo di tabacco, l’inquinamento ambientale (dalla polvere agli acari, dal particolato ai pollini), gli insetti e gli animali domestici (cani e gatti), la presenza di muffa nell’ambiente in cui si vive, l’umidità ambientale e infine la presenza di infezioni polmonari precoci.

Dal momento che l’asma colpisce un numero così ingente di individui la comunità scientifica ha ritenuto necessario investire sempre di più nello studio di eventuali strategie preventive da attuare nei primi anni di vita: infatti, nell’ultimo decennio studi di coorte effettuati su bambini seguiti dalla nascita, hanno suggerito che l’insorgenza dell’asma sia da correlare a fattori che agiscono in uno stadio molto precoce della vita di un individuo. Tra questi, hanno assunto importanza rilevante l’esposizione ad antibiotici durante il periodo perinatale e in gravidanza, il parto cesareo e la mancanza di contatto da parte della gravida con animali domestici.

Come visto i fattori che predispongono allo sviluppo dell’asma sono molteplici, ma un interesse particolare è rivolto alle interazioni del microbioma. Gli studi relativi al microbioma intestinale e al suo ruolo nella patogenesi delle allergopatie sono infatti ormai numerosi per la facilità con cui si possono reperire i campioni biologici da analizzare.  Da qui un numero sempre maggiore di studi epidemiologici e di microbiologia supportano l’ipotesi che la genesi delle malattie allergiche possa risiedere almeno in parte nelle comunità di microbi presenti nel tratto gastrointestinale.

Quello che si evidenzia è che i numerosi fattori di rischio elencati precedentemente hanno la capacità di influenzare composizione del microbioma, come dimostrato per la somministrazione di antibiotici, riducendo rapidamente la diversità del microbioma intestinale.

I fattori di rischio identificati si concentrano nel periodo prenatale e postnatale, suggerendo che lo sviluppo di asma allergico possa essere legato, almeno in parte, alle alterazioni del microbioma nei primi mesi di vita, considerati critici per lo sviluppo microbiologico ed immunologico. A supporto di questa ipotesi, uno studio ha dimostrato che neonati di 3 settimane di vita che avevano una carica sufficientemente alta di Clostridium difficile ed un elevato rapporto tra Clostridium difficile e Bifidobacteria, possedevano un rischio maggiore di sviluppare atopia.

E’ importante però sottolineare che per capire in che modo questi fattori di rischio sono correlati allo sviluppo della malattia, è necessario considerare lo sviluppo del microbioma nella prima infanzia perchè solo così sarà possibile comprendere come lo sviluppo del microbioma intestinale segue la regola della successione primaria. Nel dettaglio ciò che avviene è la colonizzazione di un ambiente precedentemente sterile con specie pioniere, cioè quelle che inizialmente colonizzano il tratto intestinale e definiscono le condizioni dell’ecosistema e il tipo di microrganismi che lo colonizzeranno in seguito.

Questo processo aumenta la possibilità di sviluppare una iniziale colonizzazione microbica aberrante nell’intestino che può portare ad una disbiosi, con carenza di specie commensali necessarie per lo sviluppo fisiologico, il mantenimento del sistema immunitario e lo sviluppo di patologie respiratorie.

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Fonte:

Sullivan A, Hunt E, MacSharry J, et al. The microbiome and the pathophysiology of asthma. Respir Res 2016;17:163.

Autore:

Biologa specializzata in Scienze molecolari, cellulari e fisiopatologiche