Risale a pochi giorni fa la notizia di una segnalazione per maltrattamenti, effettuata da parte della pediatria pisana in seguito al ricovero di un bambino con gravi crisi neurologiche dovute alla mancanza della proteina B12. Sono stati , dunque, i genitori a pagarne le conseguenze in quanto secondo l’opinione pubblica sono da ritenersi responsabili dell’accaduto perchè vegetariani.
Il termine vegetariano, derivante dall’inglese ‘vegetable‘ ossia indica un individuo che aderisce alla dieta vegetariana e quindi a quel tipo di alimentazione che non prevede il consumo di carni. Si badi bene a non confondere il vegetariano con il vegano, che dalla propria dieta elimina non solo la carne, ma qualsiasi tipo di prodotto di origine animale. Entrambi rappresentano delle scelte di vita importanti legati ad un pensiero, una filosofia che cerca di salvaguardare in primis gli animali ed evitare il loro sfruttamento. I due genitori hanno appunto effettuato una scelta condizionando, secondo i mass media, la salute del loro bambino.
A tal proposito è intervenuto a placare gli animi Umberto Veronesi, oncologo che da decenni ha scelto di non mangiare carne. Veronesi spiega che la proteina B12 non è solo contenuta nella carne, ma anche nei lattici e che una carenza della stessa può essere correlata anche a ragioni genetiche, per una differenza soggettiva nell’assorbimento delle sostanze.
La dieta vegetariana non è infatti da considerarsi nociva per la nostra salute, secondo quanto rivela la scienza essere vegetariano apporta dei vantaggi. I vegetariani sono dal 20 all’80% più protetti dalle malattie cardiovascolari, il 40% più protetti dal cancro e dal 20 al 60% più protetti dall’alta pressione arteriosa, e pesando in media circa il 10% in meno rispetto agli onnivori si proteggono dall’obesità, riducendo il rischio di diabete.
Sottolinea, inoltre, Veronesi in merito all’episodio del bambino pisano che: “Abituare un bambino ad adottare una dieta vegetariana sin dallo svezzamento significa dargli un vantaggio indiscutibile in termini di salute, perché lo si dota di una difesa forte e duratura contro molte malattie dell’età adulta. Principalmente nell’infanzia si acquisiscono, infatti, gli stili di vita che ci accompagneranno per tutta la vita. Alcuni studi hanno osservato che i bambini vegetariani si ammalano meno già all’asilo, perché hanno difese immunitarie migliori rispetto agli onnivori, che seguono invece una dieta che favorisce una risposta infiammatoria più forte”.
Nonostante l’indiscutibile parere del prof. Veronesi, attualmente non vi è una netta e sostanziale opinione in merito ai grassi animali, continuano dunque ad essere al centro di una battaglia nutrizionistica. Alcuni medici ritengono le diete vegetariana e vegana,idonee a tutte le fasi della vita, dalla gravidanza all’allattamento, all’infanzia, all’età adulta e alla vecchiaia. Altri , invece, raccomandano un monitoraggio continuo, nel caso si cresca un figlio senza fargli mangiare carne e pesce e altri che addirittura condannano i genitori vegani.
Concludendo, in merito ai due genitori vegetariani, sicuramente non possiamo escludere l’ipotesi di un problema genetico, e quindi di un problema che si è manifestato nel bambino non per la dieta seguita, ma ovviamente sarà necessario condurre altre indagini per approfondire la questione.
La fonte: Repubblica