Brainternet, la prima interfaccia Cervello-Internet

Brainternet, la prima interfaccia Cervello-Internet

2017-09-18T15:39:26+00:00 18 settembre 2017|
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Brainternet-interfaccia-cervello-internetUn pool di esperti della Wits University di Johannesburg, in Sud Africa, ha condotto una ricerca innovativa nel campo dell’ingegneria medica che ha portato ad una svolta epocale; stando a quanto pubblicato su una delle più rinomate riviste del settore, Medical Express, i ricercatori sono riusciti a trovare un device in grado di connettere il cervello umano con Internet. Il tutto in tempo reale. Il progetto prende il nome di “Brainternet” e ha come obiettivo la trasformazione del cervello in quello che viene chiamato “Internet dell cose” (l’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti) all’interno del mondo del Web.

Come funziona? L’individuo viene dotato di un Emotiv EEG wireless per un determinato arco temporale che permette di raccogliere le onde e i segnali cerebrali che verranno poi successivamente inviati ad un Raspberry Pi, un mini-computer low-cost. A seguire, il computer dalle piccole dimnesioni trasmetterà a sua volta e in tempo reale i segnali acquisiti ad un’interfaccia di programmazione applicativa e mostrerà i dati ad un portale web aperto a cui tutti quanti potranno accedere per vedere l’attività, che comprende sia i device usati che l’andamento delle onde cerebrali. Si tratta solo di un piccolo passo che però apre le porte a ulteriori esperienze interattive tra l’essere umano e il cervello. Un professore della Wits School of Electrical and Information Engineering, nonché supervisore della ricerca, Adam Pantanowitz, ha affermato che Brainternet rappresenta una nuova frontiera nei sistemi di interfaccia cervello-macchina; c’è una mancanza di dati facilmente interpretabili riguardo il modo in cui il cervello umano lavora e processa le informazioni e la ricerca in questione prova a semplificare il più possibile la comprensione da parte dell’individuo del proprio cervello e del cervello altrui. E lo fa attraverso un monitoraggio continuo dell’attività cerebrale e alle esperienze interattive.

Come già scritto in precedenza si tratta solo di un piccolo passo iniziale ma il team è già a lavoro per migliorare l’esperienza interattiva tra cervello e essere umano; il progetto, difatti, può essere migliorato di molto così da permettere la classificazione di registrazioni mediante applicazioni smartphone in grado di mettere a disposizione informazioni a sufficienza per mettere a punto un algoritmo di machine learning. Tutto il gruppo di ricercatori si augura, mediante questo progetto, do ottenere un flusso informazionale tanto in uscita quanto in entrata al cervello.

Brainternet potrà, quindi, molto presto, rappresentare una svolta epocale nel mondo delle interfacce cervello-macchina e del machine learning, come già è accaduto con la Neuralink di Elon Musk o il progetto della Kernel di Bryan Johnson: sarà possibile comprendere meglio il modo in cui il nostro cervello lavora e sfruttare quindi al massimo queste conoscenze per aumentare la forza cerebrale.

La fonte: Medical Express, Futurism, Media Publisher

 

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